'Abd al-Malik b. Yusuf al-Juwayni

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L'Imām al-Ḥaramayn Ḍiyāʾ al-Dīn ʿAbd al-Malik b. Yūsuf al-Juwaynī al-Shāfiʿī (in arabo: امام الحرمین ضیاءالدین عبد الملك الجويني الشافعی‎; Bushtaniqān, 12 febbraio 1028Bushtaniqān, 20 agosto 1085) è stato un giurista e teologo persiano sunnita.

Faqīh sunnita sciafeita e teologo (mutakallim), viene ricordato semplicemente come al-Juwaynī[1] o come Imām al-Ḥaramayn,[2] che significa "Guida (Imam) dei due Luoghi Santi", vale a dire La Mecca e Medina.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Nato in un villaggio nelle prossimità di Nīshāpūr, chiamato Bushtaniqān in Iran,[3] al-Juwaynī fu un musulmano di grande fama, noto per le sue doti intellettuali in materia giuridica. Al-Juwaynī nacque in una famiglia di giuristi. Suo padre, Abū Muḥammad ʿAbd Allāh b. Yūsuf al-Juwaynī, era un apprezzato docente di diritto nella comunità sciafeita e suo fratello maggiore, Abū l-Ḥasan ʿAlī al-Juwaynī, era un Maestro sufi di ḥadīth.

Al-Juwaynī fu educato a Nīshāpūr,[3] una città di alto livello culturale. A quel tempo, gli insegnamenti del madhhab sciafiita erano orientati per l'approccio teologico promosso dall'ash'arismo e per sette anni il giovane al-Juwaynī fu assorbito dallo studio dopo la morte del padre, sebbene sul suo letto di morte egli si dichiarasse pentito alquanto per tutto quel tempo passato sui libri e nei dibattiti culturali.[4] A 19 anni cominciò a svolgere la sua professione d'insegnante.[3]

I Selgiuchidi, all'epoca, stavano spostandosi celermente nella loro campagna di conquista dell'Iran orientale e Tughril Beg divenne il loro primo sultano. Tughril Beg aderiva alla visione mutazilita-hanafita dell'islam e, al tempo, il campo teologico ash'arita e hanafita erano dottrinariamente contrapposti, tanto che, quando Tughril Beg fu nominato wazīr a Nīshāpūr, egli proibì ad al-Juwaynī di esporre ai suoi allievi l'approccio ash'arita alla teologia.[3]

Al-Juwayni viaggiò a La Mecca e Medina per un temporaneo soggiorno. Pensava di studiare in Hijaz per quattro anni.[5] Durante tale periodo, al-Juwaynī divenne grandemente popolare grazie al peso esercitato da suo padre nel mondo degli studiosi e al suo stesso esilio.[3] Si guadagnò ampio séguito e fu invitato a tornare a Nīshāpūr dal fondatore della Madrasa sciafiita, Khwāja Nizam al-Mulk. Al suo rientro, al-Juwaynī fu nominato docente di dottrina ash'arita nella Madrasa Niẓāmiyya, restandovi fino alla morte, avvenuta nel 1085.[5] Al-Juwaynī trascorse la sua vita nello studio e nella scrittura di trattati grandemente influenti sul governo islamico. Si pensa che la maggior parte delle sue opere sia stata scritta dopo il suo rientro da Mecca e Medina.[3]

Al-Juwaynī fu il Maestro di uno dei più influenti studiosi di tradizione islamica, particolarmente del Sufismo: al-Ghazali.[5]

Dottrinamodifica | modifica wikitesto

Al-Juwaynī, fu un faqīh sunnita e un mutakallim, ossia uno studioso impegnato nello studio dei principi teologici, condotto con metodologia che potrebbe essere definita tipica della Teologia speculativa, e passò la sua esistenza a decifrare dai suoi testi sacri cosa un musulmano dovesse o non dovesse fare.

Era un profondo conoscitore del Corano e dei testi di ḥadīth, oltre a essere esperto di pensiero giuridico !sciafeita e di pensiero teologico ash'arita.[6]

Operemodifica | modifica wikitesto

La principale opera di al-Juwaynī è il Kitāb al-Irshād ilā qawāṭiʿ l-adilla fī uṣūl al-iʿtiqād (in arabo: کتاب الارشاد علی قواطع الادله فی اصول الاعتقاد‎), una guida "alle prove conclusive circa i principi della fede".

Fiqh, Uṣūl al-fiqh, kalāmmodifica | modifica wikitesto

  • Ghiyāth al-umam
  • Mughīth al-khalq
  • Nihāya al-maṭlab fī dirāya al-madhhab
  • Mukhtaṣar al-nihāya
  • al-Burhān
  • al-Talkhīs
  • al-Waraqāt
  • al-Shamil
  • Kitāb al-irshād ilā qawāṭiʿ al-adilla fī uṣūl al-iʿtiqād, abbreviato spesso in al-Irshād
  • al-ʿAqīda al-niẓāmiyya

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Dalla località persiana di Juwayn.
  2. ^ M. M. Sharif, A History of Muslim Philosophy, 1.242. ISBN 9694073405
  3. ^ a b c d e f Al-Juwayni, Yusef. A Guide to the Conclusive Proofs for the Principles of Belief. I ed. Eissa S. Muhammad. The Center for Muslim Contribution to Civilization, 2000
  4. ^ Rashid Ahmad Jullundhry, Qur'anic Exegesis in Classical Literature, pp. 53-54. New Westminster, The Other Press, 2010. ISBN 9789675062551
  5. ^ a b c Messick, Brinkley. "Kissing Hands and Knees: Hegemony and Hierarchy in Shari'a Discourse", Law & Society Review 22, no. 4 (1988): 637-660.
  6. ^ Hallaq, Wael B.. "Caliphs, Jurists and the Saljuqs in the Political Thought of Juwayni", in The Muslim World 74, no. 1 (1984), pp. 26-41.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Al-Juwayni,Yusef. A Guide to the Conclusive Proofs for the Principles of Belief. 1 ed. Eissa S. Muhammad. The Center for Muslim Contribution to Civilization, 2000.
  • Messick, Brinkley. "Kissing Hands and Knees: Hegemony and Hierarchy in Shari'a Discourse", Law & Society Review 22, no. 4 (1988): 637-660.
  • Hallaq, Wael B. "Caliphs, Jurists and the Saljuqs in the Political Thought of Juwayni", The Muslim World 74, no. 1 (1984): 26-41.
  • Fadiman & Frager,James & Robert. Essential Sufism. 1 ed. James Fadiman & Robert Frager. San Francisco, Harper Collins, 1997.
  • Johnston, David. "A Turn in the Epistemology and Hermeneutics of Twentieth Century Usul Al-Fiqh", Islamic Law & Society 11, no. 2 (2004): 233-282.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

Controllo di autorità VIAF: (EN19728485 · LCCN: (ENn82164819 · ISNI: (EN0000 0001 0797 640X · GND: (DE118845772 · BNF: (FRcb12215557j (data) · CERL: cnp00401354