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132ª Divisione corazzata "Ariete"

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132ª Divisione corazzata "Ariete"
CoA mil ITA b cor Ariete.jpg
Scudetto della 132ª Divisione corazzata "Ariete"
Descrizione generale
Attiva 1939-1942
1948-1986
Nazione Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regno d'Italia
Italia Italia
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio Esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Divisione
Ruolo Fanteria corazzata
Guarnigione/QG post 1948: Pordenone
Equipaggiamento Inizialmente carri CV35, successivamente carri M13/40 e derivati.
Soprannome "Ariete"
Battaglie/guerre Tobruk
Bir el Gobi
Operazione Crusader
Ain el-Gazala
El-Alamein
Reparti dipendenti
Simboli
Scudetto della divisione dal 1939 al 1942 132a Divisione Corazzata Ariete.png

senza fonte

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La 132ª Divisione corazzata "Ariete" è stata una Grande Unità del Regio Esercito e dell'Esercito Italiano nel secondo dopoguerra. L'"Ariete" fu la prima Divisione corazzata costituita per il Regio Esercito in data 1º febbraio 1939 per trasformazione della 2ª Brigata corazzata.
Nel corso della seconda guerra mondiale fu impiegata in Nordafrica, in cui operò fiancheggiata delle unità corazzate del Deutsches Afrikakorps (DAK) e della divisione motorizzata Trieste fino alla sua distruzione nella Seconda battaglia di El Alamein, guadagnando diverse volte la citazione sia nei bollettini italiani sia in quelli tedeschi. I resti della divisione operarono nel Raggruppamento Cantaluppi, finché questo non fu assorbito dalla Divisione Centauro.

L'Ariete fu ricostituita nel 1943 con il nome di "Ariete II", rivestendo - nei giorni successivi alla proclamazione dell'armistizio - un significativo ruolo durante la difesa di Roma dai tedeschi, e nuovamente nel dopoguerra, nel 1948, con il comando a Pordenone, posta con i suoi reparti in Friuli-Venezia Giulia a presidio dei confini orientali contro un'eventuale invasione da parte delle truppe del Patto di Varsavia.

Sciolta nel 1986, oggi le tradizioni dell'Ariete sono mantenute dalla 132ª Brigata corazzata "Ariete".

Organico divisionale al 1º febbraio 1939modifica | modifica wikitesto

La Divisione Ariete fu costituita il 1º febbraio 1939 dalla 2ª Brigata corazzata, disciolta nella stessa data, sul seguente organico:

La vita operativamodifica | modifica wikitesto

Carri M13/40 in Nord Africa

Fino allo scoppio della seconda guerra mondiale l'unità era nella zona di Brescia, allo scoppio della guerra si trasferì a Fossano in Piemonte, inquadrata nella VI Armata, rimanendo in riserva per tutta la durata della campagna contro la Francia. Trasferita a Savona sotto il comando della IV Armata sostituì progressivamente i carri L con carri M13/40.

Il primo ciclo di operazionimodifica | modifica wikitesto

All'inizio del gennaio 1941 fu trasferita a Napoli, con destinazione finale la Libia. Infatti proprio in quei giorni stava svolgendosi l'Operazione Compass, che avrebbe portato alla distruzione della 10ª Armata. Il 24 gennaio iniziò a sbarcare a Tripoli, impiegando tutto febbraio per raggiungere il pieno organico[2] e orientarsi nel nuovo ambiente operativo. Il 7 marzo iniziò ad operare in Tripolitania alle dipendenze del CAM (Corpo d'Armata Motocorazzato) italiano, tenuta in riserva nel corso della riconquista della Cirenaica da parte del DAK (Deutsches Afrika Korps). Sostenne il primo combattimento col nemico il 7 aprile nei pressi di El Mechili, contro la 3ª Brigata Indiana Motorizzata e la 2ª Divisione Corazzata inglese, prendendo quasi 2000 prigionieri. Successivamente operò nell'investimento di Tobruch e in direzione di Bardia, giungendo al Passo Halfaya (con una colonna mobile). Ad agosto si ritirava nella zona di Ain el-Gazala per riorganizzarsi.

Bi'r el-Gobimodifica | modifica wikitesto

Nel mese di settembre nell'organico della divisione fu inserito 132º Reggimento Carristi, costituito sul comando del disciolto 4º Reggimento Carristi (che aveva perso tutti i suoi battaglioni a Beda Fomm) e dal VII, VIII e IX Battaglione Carri M. Il 32º rimase in organico alla divisione con i battaglioni di carri L (I, II e III Battaglione Carri L) ad organico ridotto, finché non fu rimpatriato (gennaio 1942).

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Bir el Gobi (19 novembre 1941).

Nel mese di novembre i britannici lanciavano l'offensiva Crusader, che prevedeva un aggiramento delle posizioni italo tedesche da sud, passando per Bir el Gobi, località in cui era schierata a difesa proprio l′Ariete. L'unità che doveva superare le posizioni dell′Ariete era la 7th Armoured Division, cioè la divisione veterana della guerra del deserto (i Desert Rats). Il giorno 19 novembre 156 carri Crusader britannici attaccarono un centinaio di carri dell′Ariete, che aveva praticamente l'ala sinistra completamente scoperta. Inizialmente la 22nd Armoured Brigade (l'unità che fronteggiava direttamente l′Ariete) riuscì a superare l'ala sinistra dei bersaglieri schierati a difesa, ma, appena intervennero i carri, i britannici furono respinti sull'ala destra e distrutti dai bersaglieri rimasti sulla linea. Dopo due giorni di feroci combattimenti la massa attaccante britannica era respinta (con circa 40 carri immobilizzati), sia pure a costo di gravi perdite nei carri e nei bersaglieri dell′Ariete. I carri italiani distrutti furono 34, principalmente del VII e dell′VIII Battaglione Carristi, che registrarono complessivamente morti o feriti sul 40% dei mezzi.

Spostata nella zona di Sollum subì ulteriori perdite negli scontri di Bir Cremisa (23 novembre) contro la 1ª Divisione Sudafricana e Sidi Rezegh (30 novembre), tanto che l'8 dicembre le rimaneva solo il IX Battaglione Carristi e pochi bersaglieri. A quella data ricevette l'ordine di ripiegare su El-Agheila con il resto dell'armata italo-tedesca. Il giorno 13 dicembre, a Quota 204 (nei pressi di Ain el-Gazala), venne bloccata da una forza mobile britannica e riuscì a riprendere la ritirata solo il giorno successivo, coperta da un attacco di Stuka. Quando, dopo altri scontri minori, la divisione raggiunse Agedabia (26 dicembre) aveva solo 6 carri, 11 pezzi da 75/27, 2 pezzi da 105/28 non più di un battaglione di bersaglieri. L'ultima azione del ciclo operativo avvenne all'inizio di gennaio, quando operò con la Trieste e la 90. Leichtedivision per arrestare un tentativo di sfondamento britannico a Chor el Bidan.

La riorganizzazionemodifica | modifica wikitesto

Dopo questo ciclo operativo l′Ariete ricevette rinforzi sufficienti a riportare l'VIII ed il IX battaglione all'organico previsto e le venne assegnato il X Battaglione Carristi (fino a quel momento in organico alla Littorio) in sostituzione del VII, ormai sciolto. In seguito all'assegnazione in organico di reparti di autoblindo e semoventi, dopo la riorganizzazione l'organico divisionale era il seguente:[3]

  • RECO Ariete (Reparto Esplorante Corazzato) su:
    • LII Battaglione Carri M
    • III Gruppo Corazzato Nizza (cavalleria corazzata su autoblindo AB41)
  • 132º Reggimento Carristi su:
    • VIII, IX e X Battaglione Carri M
  • 8º Reggimento Bersaglieri su
    • III Battaglione Motociclisti
    • V e XII Battaglione Autoportato
  • 132º Reggimento Artiglieria Corazzata su
  • CXXXII Battaglione misto del Genio su
    • 132ª Compagnia Artieri
    • 232ª Compagnia Collegamenti
  • IV Battaglione Controcarro Granatieri di Sardegna
  • 132ª Sezione Sanità
  • 132ª Sezione Sussistenza
  • 82º Autogruppo misto

Il comando era passato al generale De Stefanis

Ain el-Gazalamodifica | modifica wikitesto

Il 21 gennaio, ad organici ancora incompleti (in realtà la divisione non riuscì mai a raggiungere la sua pianta organica) partecipava alla controffensiva che avrebbe portato le linee italo-tedesche alla linea di ‘Ain el-Gazala. Uno dei maggiori problemi nel corso di questa azione fu dato dal numero di prigionieri britannici, che dovranno attendere 3 settimane prima che arrivi la scorta, condividendo quindi la vita dei militari italiani per tutto quel periodo.

Nel maggio il CAM prendeva la denominazione di XX Corpo d'Armata ed il 26 maggio l′Ariete iniziava la marcia verso sud per Bir Hakeim e la Ain el-Gazala. La mattina del 27 travolse nuovamente la 3ª Brigata motorizzata indiana sulle posizioni di Rugbet el Atasc, superata di slancio, mentre nel corso del pomeriggio, per un errore di rotta, il IX battaglione del 132º reggimento carri andò a scontrarsi con la munitissima posizione fortificata di Bir Hakeim, tenuta dalla 1ª Brigata della Francia Libera. Nella battaglia la divisione subì gravi perdite sia in personale sia in carri (circa 30 distrutti da mine e cannoni controcarri francesi), tuttavia guidò l'investimento finale di Tobruk (21 giugno) a fianco della Trieste. Nel corso della battaglia l′Ariete aveva operato in continuazione a fianco del DAK, dimostrando in varie occasioni di non essere inferiore alle analoghe unità tedesche, fornite di materiale (carri e veicoli da trasporto) nettamente superiore a quello italiano.

La prima battaglia di El Alameinmodifica | modifica wikitesto

Rifornitasi di mezzi e di carburante dai depositi catturati a Tobruk l′Ariete superò Sidi Barrani, dove fu accolta trionfalmente dai prigionieri italiani del locale campo di concentramento e si diresse su El Alamein. Nel corso dell'inseguimento dell'8ª Armata moriva il generale Baldassarre (comandante del XX Corpo) ed il generale De Stefanis veniva chiamato a sostituirlo, il comando dell′Ariete era preso ad interim dal generale Arena, che poco tempo dopo veniva sostituito dal generale Infante. Giunta ad El Alamein il 3 luglio con una trentina di carri e circa 600 bersaglieri, l′Ariete, attaccò il dispositivo difensivo britannico, senza attendere che la Trieste le coprisse il fianco destro ma, contrattaccata da tutti e due i lati dalla 2ª Divisione Neozelandese nonché da due brigate della 7ª Divisione Corazzata, fu costretta a ripiegare sulle linee della Pavia. Fu ritirata dal fronte il 6 luglio, dopo aver ceduto tutti i carri superstiti alla Trieste, per rientrare in prima linea il giorno 14 luglio, con un pugno di carri arrivati nel frattempo da Tripoli.

La penuria di mezzi (il 132º Reggimento Carristi rimase fino alla fine di agosto con il soli IX e X Battaglione Carri M) impedì alla divisione di avere un ruolo significativo nella Battaglia di Alam Halfa.

La seconda battaglia di El Alameinmodifica | modifica wikitesto

La Divisione Ariete occupa con la 21ª Panzerdivision la posizione all'estremo sud dello schieramento italo- tedesco, sempre inquadrata nel XX Corpo. Il 132º Reggimento Carristi nel corso di settembre ricevette il XIII Battaglione Carri M (anche l'VIII era stato sciolto). All'inizio della battaglia l′Ariete aveva solo un centinaio di carri (in gran parte M 14/41) e 16 semoventi 75/18, i battaglioni bersaglieri avevano l'organico di una compagnia. La seconda battaglia di El Alamein iniziò il 23 ottobre, l′Ariete fu tenuta inizialmente in riserva, a protezione delle retrovie della Brescia e della Folgore. Il 26 ottobre fu spostata a nord nella zona di Deyr el-Murra, dove, assunta la formazione da combattimento, puntò da sud su Tel el-Aqqir, mentre la Littorio e la 15ª Panzerdivision convergevano da nord, ma la violenta reazione britannica costrinse le divisioni dell'Asse a ritirarsi. Il 2 novembre fallì l'ultimo tentativo di contrattacco delle forze corazzate italo tedesche. All'alba del 3 novembre l′Ariete, tornata a nord, si preparò a chiudere il varco aperto nella linea italo-tedesca, il 4 novembre alle 8 del mattino le forze corazzate britanniche (tutta la 7ª Divisione Corazzata ed aliquote della 10ª Divisione Corazzata) iniziarono ad attaccarla, nel pomeriggio la posizione dell′Ariete fu aggirata, alle 15.30 il comando di divisione lanciò questo messaggio ai comandi superiori:

« Carri nemici penetrati a Sud. Conseguentemente Ariete circondata, ma Ariete continua a combattere! »
(Ultimo comunicato radio dell'Ariete, El Alamein, 4 novembre 1942, intorno alle ore 15.30[5])

In questo combattimento furono annientati tutti i battaglioni carri, tranne il XIII, il reggimento bersaglieri e le batterie di semoventi. Il 6 novembre, presso Fuka, anche il XIII Battaglione Carristi M, l'unico "sopravvissuto" agli scontri dei giorni precedenti (non allineava più d'una ventina di carri) venne impegnato da forze nemiche soverchianti e distrutto.

« Con l′Ariete perdemmo il nostro più vecchio camerata italiano, dal quale, bisogna riconoscerlo, avevamo sempre preteso più di quanto fosse in grado di dare con il suo cattivo armamento. »
(Feldmaresciallo Erwin Rommel in Guerra senza odio)

Il Gruppo Tattico "Ariete"modifica | modifica wikitesto

Con i resti delle divisioni del XX Corpo (Ariete, Littorio e Trieste) fu formato un gruppo tattico denominato Ariete con il seguente organico:

  • Comando Divisione Ariete
  • 66º Reggimento Fanteria "Valtellina" (su due battaglioni, già della Divisione "Trieste")
  • 12º Reggimento Bersaglieri (su due compagnie, già della Divisione "Littorio")
  • Gruppi Esploranti Nizza e Monferrato (in totale una dozzina di autoblindo)
  • CXXXII e CXXXIII Gruppo Artiglieria Corazzata (pochi pezzi, probabilmente inferiori all'organico di una batteria)

Il gruppo tattico cooperò con la 90ª Leggera tedesca per tutta la ritirata dall'Egitto alla Tripolitania. L'unità si fermava ad el-Agheila il giorno 22 novembre, ed il giorno 25 novembre era raggiunta in quella posizione dall'ordine di scioglimento della 132ª Divisione Corazzata Ariete.

I comandanti della 132ª Divisione corazzata (1939/42)modifica | modifica wikitesto

135ª Divisione Corazzata Ariete IImodifica | modifica wikitesto

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: 135ª Divisione corazzata "Ariete II".

L'"Ariete" venne ricostituita nell'aprile 1943 in patria con la denominazione 135ª Divisione Corazzata Ariete II e inviata nei primi giorni del settembre 1943, al comando del generale Raffaele Cadorna, a presidiare la zona a nord di Roma.
A seguito della proclamazione dell'armistizio a partire dal 9 settembre 1943 contrastò il movimento verso sud della 3ª Panzergrenadier Division tedesca, resistendo validamente a Monterosi e Manziana nei pressi del Lago di Bracciano, fino all'ordine di il cessate il fuoco. La Divisione fu sciolta nei giorni immediatamente successivi e il suo armamento requisito dai tedeschi.

La ricostituzione dell'"Ariete" nel secondo dopoguerramodifica | modifica wikitesto

L'Unità fu ricostituita nel dopoguerra, più precisamente il 23 maggio 1948, quando si formò il Raggruppamento corazzato "Ariete" che il 1º giugno dello stesso anno andò a costituire la nuova Brigata corazzata "Ariete", con sede inizialmente a Roma e successivamente a Pordenone, trovando la sua sede definitiva.

Inquadrata su Reparto Comando, 132º Reggimento Carri, 8º Reggimento Bersaglieri, 132º Reggimento Artiglieria e vari reparti di supporto, viene trasformata nella Divisione corazzata "Ariete" il 1º ottobre 1952, assorbendo anche il 19º Gruppo Esplorante "Guide", una compagnia del Genio Pontieri ed una compagnia del Genio Trasmissioni.

È in questi anni che l'Unità, a seguito dell'adesione dell'Italia alla NATO, comincia ad essere riequipaggiata con grandi quantità di veicoli corazzati di produzione statunitense (principalmente M4 Sherman con tutti i suoi derivati ed M26 Pershing) ricevuti nell'ambito degli aiuti militari alle nazioni alleate. Nel 1963 la Divisione corazzata "Ariete" assume l'organico delle Grandi Unità dell'Alleanza Atlantica, articolandosi su una Brigata meccanizzata, due Brigate corazzate ed una Brigata di artiglieria.

Tale organizzazione rimane fino al 1968 quando viene abbandonata per riprendere l'organico basato su Reparto Comando, 32º e 132º Reggimento Carri, 8º Reggimento Bersaglieri e 132º Reggimento Artiglieria Corazzata.

A seguito della ristrutturazione dell'Esercito Italiano del 1975, la Divisione incorpora le neo costituite 32ª Brigata corazzata "Mameli", 132ª Brigata corazzata "Manin" e 8ª Brigata meccanizzata "Garibaldi", nonché varie Unità di supporto logistico.

Il 1º ottobre 1986, a seguito dell'abolizione del livello divisionale in tutto l'Esercito, l'Unità viene sciolta per rinascere immediatamente come 132ª Brigata corazzata "Ariete" con comando in Pordenone.

Evoluzione dell'"Ariete" dal dopoguerra a oggimodifica | modifica wikitesto

Brigata corazzata "Ariete" (1950/52)modifica | modifica wikitesto

  • 132º Reggimento Carristi di Aviano (PN)
    • I Battaglione Carristi
    • II Battaglione Carristi
  • 8º Reggimento Bersaglieri di Pordenone
    • III Battaglione Bersaglieri
    • V Battaglione Bersaglieri
  • 132º Reggimento Artiglieria Corazzata di Pordenone
    • I Gruppo Artiglieria Campale Semovente
    • II Gruppo Artiglieria Campale Semovente
    • III Gruppo Artiglieria Campale Semovente
    • IV Gruppo Artiglieria Controaerei Leggera
  • Plotone Genio Artieri
  • Plotone Genio Collegamenti
  • Servizi di Brigata

Divisione corazzata "Ariete" (1952/58)modifica | modifica wikitesto

  • 132º Reggimento Carristi di Aviano (PN)
    • I Battaglione Carristi
    • II Battaglione Carristi
    • III Battaglione Carristi
  • 8º Reggimento Bersaglieri di Pordenone
    • III Battaglione Bersaglieri
    • V Battaglione Bersaglieri
    • XII Battaglione Bersaglieri (dal giugno 1953)
  • 132º Reggimento Artiglieria Corazzata di Pordenone
    • I Gruppo Artiglieria Campale Semovente
    • II Gruppo Artiglieria Campale Semovente
    • III Gruppo Artiglieria Campale Semovente
    • IV Gruppo Artiglieria Controaerei Leggera
    • V Gruppo Artiglieria Controaerei Leggera (sciolto il 1º ottobre 1956)
    • Reparto Aerei Leggeri di Casarsa della Delizia (PN) (dal 1954)
  • Gruppo Squadroni Cavalleggeri Guide di Casarsa della Delizia (PN)
  • Compagnia Genio Pionieri
  • Compagnia Trasmissioni
  • Sezione Aerei Leggeri (dal 1954) di Casarsa della Delizia (PN)
  • Servizi Divisionali di Casarsa della Delizia (PN) (dal 31 agosto 1956 Comando Unità Servizi Ariete)

Divisione corazzata "Ariete" (1958/62)modifica | modifica wikitesto

  • 132º Reggimento Carri di Aviano (PN)
    • I Battaglione Carristi (dal 5 gennaio 1959 VII Battaglione Carri)
    • II Battaglione Carristi (dal 5 gennaio 1959 VIII Battaglione Carri)
    • III Battaglione Carristi (dal 5 gennaio 1959 X Battaglione Carri)
  • 8º Reggimento Bersaglieri di Pordenone
    • III Battaglione Bersaglieri
    • V Battaglione Bersaglieri
    • XII Battaglione Bersaglieri
  • 132º Reggimento Artiglieria Corazzata di Pordenone
    • I Gruppo Artiglieria Campale Semovente
    • II Gruppo Artiglieria Campale Semovente
    • III Gruppo Artiglieria Campale Semovente
    • IV Gruppo Artiglieria Controaerei Leggera
    • Reparto Aerei Leggeri di Casarsa della Delizia (PN)
  • Gruppo Squadroni Cavalleggeri Guide di Casarsa della Delizia (PN)
  • Compagnia Genio Pionieri
  • Compagnia Trasmissioni
  • Sezione Aerei Leggeri di Casarsa della Delizia (PN)
  • Comando Unità Servizi Ariete di Casarsa della Delizia (PN)

Divisione corazzata "Ariete" (1963/68)modifica | modifica wikitesto

  • I Brigata Meccanizzata di Pordenone
    • 8º Reggimento Bersaglieri di Pordenone
      • III Battaglione Bersaglieri
      • XII Battaglione Bersaglieri
      • VII Battaglione Carri
    • I Gruppo Artiglieria Campale Semovente del 132º Reggimento Artiglieria Corazzata
    • I Battaglione Servizi
    • Compagnia Genio Pionieri
    • Compagnia Trasmissioni
  • II Brigata Corazzata di Pordenone
    • 32º Reggimento Carri di Tauriano (PN)
      • III Battaglione Carri
      • V Battaglione Carri
      • XXIII Battaglione Bersaglieri
    • II Gruppo Artiglieria Campale Semovente del 132º Reggimento Artiglieria Corazzata
    • II Battaglione Servizi
    • Compagnia Genio Pionieri
    • Compagnia Trasmissioni
  • III Brigata Corazzata di Maniago (PN)
    • 132º Reggimento Carri di Aviano (PN)
      • VIII Battaglione Carri
      • X Battaglione Carri
      • XXXVIII Battaglione Bersaglieri
    • III Gruppo Artiglieria Campale Semovente del 132º Reggimento Artiglieria Corazzata
    • III Battaglione Servizi
    • Compagnia Genio Pionieri
    • Compagnia Trasmissioni
  • Brigata Artiglieria di Casarsa della Delizia (PN)
    • 132º Reggimento Artiglieria Corazzata di Pordenone
      • IV Gruppo Artiglieria Pesante Campale Semovente
      • V Gruppo Artiglieria Pesante Semovente
      • VI Gruppo Artiglieria Controaerei Leggera (sciolto il 30 settembre 1964)
  • Gruppo Squadroni Cavalleggeri Guide di Casarsa della Delizia (PN)
  • Battaglione Genio Pionieri Ariete di Motta di Livenza (TV)
  • Battaglione Trasmissioni Ariete di Casarsa della Delizia (PN)
  • Reparto Aerei Leggeri Ariete di Casarsa della Delizia (PN)
  • Comando Raggruppamento Servizi Ariete di Casarsa della Delizia (PN)

Divisione corazzata "Ariete" (1968/75)modifica | modifica wikitesto

  • 32º Reggimento Carri di Tauriano (PN)
    • III Battaglione Carri
    • V Battaglione Carri
    • XXIII Battaglione Bersaglieri
  • 132º Reggimento Carri di Aviano (PN)
    • VIII battaglione Carri
    • X Battaglione Carri
    • XXXVIII Battaglione Bersaglieri
  • 8º Reggimento Bersaglieri di Pordenone
    • III Battaglione Bersaglieri
    • XII Battaglione Bersaglieri
    • VII Battaglione Carri
  • LXXIII Battaglione Fanteria d'Arresto Lombardia di Arzene (PN) (dal 1º marzo 1974)
  • 132º Reggimento Artiglieria Corazzata di Pordenone
    • I Gruppo Artiglieria Campale Semovente
    • II Gruppo Artiglieria Campale Semovente
    • III Gruppo Artiglieria Campale Semovente
    • IV Gruppo Artiglieria Pesante Campale Semovente
    • V Gruppo Artiglieria Pesante Semovente
  • Gruppo Squadroni Cavalleggeri Guide di Casarsa della Delizia (PN)
  • Battaglione Genio Pionieri Ariete di Motta di Livenza (TV)
  • Battaglione Trasmissioni Ariete di Casarsa della Delizia (PN)
  • Reparto Aerei Leggeri Ariete di Casarsa della Delizia (PN)
  • Comando Raggruppamento Servizi Ariete di Casarsa della Delizia (PN)

Divisione corazzata "Ariete" (1975/86)modifica | modifica wikitesto

  • 32ª Brigata corazzata "Mameli" di Tauriano di Spilimbergo (PN)
    • 3º Battaglione Carri M.O. Galas di Tauriano di Spilimbergo (PN)
    • 5º Battaglione Carri M.O. Chiamenti di Tauriano di Spilimbergo (PN)
    • 23º Battaglione Bersaglieri Castel di Borgo di Tauriano di Spilimbergo (PN)
    • 12º Gruppo Artiglieria da Campagna Semovente Capua di Vacile di Spilimbergo (PN)
    • Compagnia Genio Pionieri "Mameli" di Vacile di Spilimbergo (PN)
    • Battaglione Logistico Mameli di Vacile di Spilimbergo (PN)
  • 132ª Brigata corazzata "Manin" di Aviano (PN)
    • 8º Battaglione Carri M.O. Secchiaroli di Aviano (PN)
    • 10º Battaglione Carri M.O. Bruno di Aviano (PN)
    • 27º Battaglione Bersaglieri Jamiano di Aviano (PN)
    • 20º Gruppo Artiglieria da Campagna Semovente Piave di Maniago (PN)
    • Battaglione Logistico Manin di Maniago (PN)
  • 8ª Brigata meccanizzata "Garibaldi" di Pordenone
    • 3º Battaglione Bersaglieri Cernaia di Pordenone
    • 11º Battaglione Bersaglieri Caprera di Orcenico Superiore (PN) (dal 15 luglio 1976)
    • 26º Battaglione Bersaglieri Castelfidardo di Pordenone (dal 1980 Maniago (PN))
    • 7º Battaglione Carri M.O. Di Dio di Vivaro (PN)
    • 19º Gruppo Artiglieria da Campagna Semovente Rialto di Sequals (PN)
    • Battaglione Logistico Garibaldi di Pordenone

I supporti tattici della Divisionemodifica | modifica wikitesto

  • 73º Battaglione fanteria d'arresto "Lombardia" di Arzene (PN)
  • 16º Battaglione fanteria "Savona" di Savona - sede di centro addestramento reclute (CAR)
  • 14º Battaglione bersaglieri "Sernaglia" di Albenga (SV) (dal 15 aprile 1977) - sede di centro addestramento reclute (CAR)
  • 108º Gruppo artiglieria pesante campale semovente "Cosseria" di Casarsa della Delizia (PN) (nel luglio 1981 diventa 108º Gruppo Artiglieria Pesante Campale Cosseria)
  • 132º Gruppo Artiglieria Pesante Campale Semovente Rovereto di Casarsa della Delizia (PN) (nel marzo 1981 diventa 132º Gruppo Artiglieria Pesante Campale Rovereto)
  • 14º Gruppo Artiglieria Controaerei Leggera Astore (quadro) di Casarsa della Delizia (PN)
  • Gruppo Specialisti Artiglieria Ariete di Casarsa della Delizia (PN)
  • 19º Gruppo Squadroni Esplorante Cavalleggeri Guide di Casarsa della Delizia (PN)
  • 132º Battaglione Genio Pionieri Livenza di Motta di Livenza (TV)
  • 232º Battaglione Trasmissioni Fadalto di Casarsa della Delizia (PN)
  • 49º Gruppo Squadroni Aviazione Leggera Esercito Capricorno di Casarsa della Delizia (PN)
  • Battaglione Logistico Ariete di Casarsa della Delizia (PN) (dal 1º dicembre 1981 50º Battaglione Logistico di Manovra Carnia)

I comandantimodifica | modifica wikitesto

    • Raggruppamento corazzato "Ariete" (1948)
  • Gen. B. Giorgio Liuzzi
    • Brigata corazzata "Ariete" (1948-52)
  • Gen. B. Giorgio Liuzzi
  • Gen. B. Tommaso Lequio di Assaba
  • Gen. B. Giuseppe Berti
  • Gen. B. Luigino De Micheli
    • Divisione corazzata "Ariete" (1952-86)
  • Gen. D. Attilio Bruno
  • Gen. D. Clemente Menzio
  • Gen. D. Guido Boschetti
  • Gen. D. Ugo Bizzarri
  • Gen. D. Ugo Centofanti
  • Gen. D. Paolo Gaspari
  • Gen. D. Gianfilippo Cangini
  • Gen. D. Goffredo Fiore
  • Gen. D. Cirino Rubino
  • Gen. D. Vittorio La Rosa
  • Gen. D. Camillo Cacciò
  • Gen. D. Andrea Cucino
  • Gen. D. Giovanni Gemme
  • Gen. D. Vincenzo Leonelli
  • Gen. D. Giangiorgio Barbasetti di Prun
  • Gen. D. Marcello Floriani
  • Gen. D. Luciano Fortunato
  • Gen. D. Emilio Lo Cicero
  • Gen. D. Nicola Chiari
  • Gen. D. Giuseppe Piovano
  • Gen. D. Riccardo Bisognero
  • Gen. D. N.Enrico Repole
  • Gen. D. Gianfranco Farotti
  • Gen. D. Giuseppe d'Ambrosio
  • Gen. D. Francesco De Vita
  • Gen. D. Pietro Giannattasio
  • Gen. D. Benedetto Spinelli

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  1. ^ I battaglioni di carri armati del Regio Esercito, la numerazione dei quali era in numeri romani, erano equipaggiati di carri leggeri (CV35) o su carri medi (M11/39, M13/40), per maggiori informazioni vedi Carri armati italiani fino alla seconda guerra mondiale.
  2. ^ Gli organici al 7 febbraio comprendevano 6000 uomini, 117 carri (di cui 24 CV33 lanciafiamme, 60 pezzi di artiglieria (fra cui 36 cannoni anticarro), 760 automezzi e 703 motociclette, oltre a queste dotazioni ha alle sue dipendenze il VII Battaglione Carri M su M13/40.
  3. ^ Ricavato da: Tullio Marcon. L'Ariete nel deserto - Storia Militare N° 61 ottobre 1998 pagg. 4-16. Altre fonti, in particolare Francesco Fatutta e Luciano Covelli. Divisioni corazzate italiane nella II G.M. - Eserciti e Armi N° 18 settembre 1974 pagg. 53-54, danno un organico leggermente diverso.
  4. ^ Vedi F. Cappellano, Le artiglierie del Regio Esercito nella seconda guerra mondiale, Albertelli Edizioni Speciali (Parma, 1998), ISBN 88-87372-03-9 pag. 114.
  5. ^ Citato da Arrigo Petacco. L'armata nel deserto Oscar Mondadori pag 211.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto