24ª Divisione fanteria "Pinerolo"

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24ª Divisione fanteria "Pinerolo" , 24ª Divisione fanteria motorizzata "Pinerolo"
Italians Ochrid 1941 2.jpg
Descrizione generale
Attiva 1939 - 8 settembre 1943
Nazione Italia Italia
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio esercito
Tipo divisione di fanteria
Dimensione 559 ufficiali e 15.565 graduati e truppa (all'11 ottobre 1942[1]
Guarnigione/QG Chieti
Battaglie/guerre Battaglia delle Alpi Occidentali
Occupazione italiana dell'Albania (1939-1943)
Campagna italiana di Grecia
Invasione della Jugoslavia
Parte di
Reparti dipendenti
13º Reggimento fanteria "Pinerolo"
14º Reggimento fanteria "Pinerolo"
136ª Legione CC.NN. "Tre Monti"
18º Reggimento artiglieria "Gran Sasso"
Simboli
Mostrina Pinerolo.jpg

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La 24ª Divisione fanteria "Pinerolo" fu una grande unità di fanteria del Regio Esercito durante la seconda guerra mondiale.

Storiamodifica | modifica wikitesto

La Brigata "Pinerolo" è stata costituita il 13 novembre 1821 sui reggimenti 1º e 2º, che dal 1839 hanno cambiato nome rispettivamente in 13º Reggimento fanteria "Pinerolo" e 14º Reggimento fanteria "Pinerolo".

In origine la Brigata è in vita dal 1815 col nome "Saluzzo", formata su due battaglioni, di cui uno era l'erede del Reggimento "Savoiardo" formato nel 1672. Sciolta come tutte le altre brigate nel 1871, la "Pinerolo" è stata ricostruita nel 1881 sempre sui reggimenti 13º e 14º.

Dopo la fine della prima guerra mondiale la Brigata "Pinerolo" venne trasferita in Abruzzo, nella città di Chieti.

Con la legge 11 marzo 1926 sull'ordinamento dell'Esercito Italiano si stabilisce anche l'abolizione dei nomi per le brigate, e così cambia nome in XXIV Brigata fanteria con all'interno anche il 255º Reggimento "Arezzo". Così la brigata e il 18º Reggimento artiglieria passano sotto il comando della 24ª Divisione territoriale di Chieti. Questa unità modifica il proprio nome nel 1934 in 24ª Divisione fanteria "Gran Sasso", nome che viene esteso anche alla brigata.

Nel 1935 la Divisione "Gran Sasso" venne inviata in Colonia eritrea, dove prese parte alla guerra d'Etiopia alle dipendenze della II Corpo d'armata del generale Pietro Maravigna.[3] La grande unità operò nel Tigrai e tra il 29 febbraio ed il 3 marzo 1936 prese parte alla battaglia dello Scirè.

Nel 1939, assieme ai reggimenti fanteria 13º e 14º e a 18º artiglieria, si forma la 24ª Divisione fanteria "Pinerolo", su base binaria. Nel 1940 la "Pinerolo" dopo processo motorizzato transformare suoi nome 24ª Divisione fanteria motorizzata "Pinerolo" viene inquadrata nel I Corpo d'armata e schierato sull'arco alpino occidentale; durante la battaglia delle Alpi Occidentali la grande unità rimane in riserva nel settore Moncenisio-Bardonecchia.

La divisione viene inviata in Albania nel gennaio 1941 per rinforzare le posizioni italiane, minacciate dalla controffensiva greca. Il 18 gennaio la divisione era a Berat e si schierò in prima linea presso Këlcyrë. Nel mese successivo fu impegnata in scontri per la difesa di Tepelenë. Dal 29 gennaio al 12 febbraio l'unità fu impegnata ininterrottamente in combattimenti nella zona di Bubesi. La divisione prese parte all'offensiva di primavera del 9 marzo: nonostante il terreno difficile e la forte presenza nemica, la divisione raggiunse l'obiettivo assegnatole con occupando la regione del Cresciovs. L'8 aprile l'unità ricevette l'ordine di prendere parte alle operazioni contro Ocrida, in Macedonia, durante l'invasione tedesca della Jugoslavia.

Nel giugno 1941 la divisione fu trasferita a Larissa, in Tessaglia, come forza di occupazione e per debellare la resistenza greca. In questo periodo l'unità si rese colpevole della strage di Domenikon, nella quale furono fucilati per rappresaglia 150 civili.

L'attività antipartigiana continuò fino all'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943. Nella confusione degli alti comandi, la "Pinerolo" fu l'unica divisione italiana di stanza sulla Grecia continentale a rifiutare di consegnare le armi ai tedeschi. Mentre le divisioni "Piemonte", "Forli", "Modena" e "Casale" si arrendevano, la "Pinerolo" difese Larissa dagli attacchi tedeschi, per poi ritirarsi sulla catena montuosa del Pindo, dove l'11 settembre 1943, a Pertula, si aggregò all'Esercito popolare greco di liberazione nella lotta contro i nazisti. I reduci dell'unità furono rimpatriati nel 1945.

Nel dopoguerra, l'Esercito italiano ricostituì la Divisione di fanteria "Pinerolo" il 15 aprile 1952. Il 1º settembre 1962, nell'ambito del riordino delle forze, venne ridotta a Brigata meccanizzata "Pinerolo", tuttora attiva.

Ordine di battagliamodifica | modifica wikitesto

1941
1943

Comandanti: 1939-1943modifica | modifica wikitesto

  • Gen. D. Angelo Stirpe
  • Gen. D. Giuseppe De Stefanis
  • Gen. D. Licurgo Zannini
  • Gen. D. Cesare Benelli

Notemodifica | modifica wikitesto

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • George F. Nafziger, Italian Order of Battle: An organizational history of the Italian Army in World War II.
  • Ufficio storico dello SME, Le operazioni delle unità italiane in Jugoslavia (1941-1943), Roma 1978.
  • Davide Conti, L'occupazione italiana dei Balcani. Crimini di guerra e mito della «brava gente» (1940-1943), Odradek, Roma 2008.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto