47º Reggimento addestramento volontari "Ferrara"

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47º Reggimento addestramento volontari "Ferrara"
CoA mil ITA btg fanteria 047.png
Descrizione generale
Attivo 1860-1943
1977-2015
Nazione Regno di Sardegna Regno di Sardegna
Italia Italia
Italia Italia
Servizio Armata Sarda
Regio Esercito
Esercito Italiano
Tipo Reparto formativo
Caserma "Oreste Salomone" Via Brezza, 8
81043 Capua[1]
Patrono San Martino
Motto Fede e Valore
Battaglie/guerre terza guerra di indipendenza
prima e seconda guerra mondiale
Anniversari 15 giugno (anniversario della battaglia del solstizio del 1918)
Decorazioni vedi qui
Parte di
Simboli
Fregio Fre ftr ftr.jpg

Fonti citate nel corpo del testo

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Il 47º Reggimento addestramento volontari "Ferrara" (47º RAV "Ferrara") dell'Esercito Italiano ha sede a Capua e dipende dal Raggruppamento unità addestrative. Trae origine dalla Colonna Mobile delle Romagne formata nel 1859 e, con vari cambi di nome, prese parte alla terza guerra di indipendenza italiana e alle due guerre mondiali. Sciolto l'8 settembre 1943 a causa delle vicende armistiziali, il Reggimento riprese vita nel 1977 con la nascita del 47º Battaglione fanteria "Salento", unità che venti anni dopo servì per ricostituire il 47º Reggimento "Ferrara".

Storiamodifica | modifica wikitesto

Il Reggimento discende dalla "Colonna Mobile delle Romagne" formata il 2 gennaio 1859 a Bologna[2] con volontari che a partire dal 1º ottobre venne organizzata in due colonne, poi diventati reggimenti. La 1ª colonna divenne il 25º Reggimento fanteria e insieme al 26º fanteria andò a formare la Brigata "Ferrara". Il 1º gennaio 1860 il 25º Reggimento cambiò nome in "47º Reggimento fanteria (Brigata "Ferrara")" ed il 25 marzo venne incorporato nell'esercito del Regno di Sardegna. Nel 1866, durante la terza guerra di indipendenza italiana, venne impegnato a Custoza.[3]

Nel 1871, sciolta la Brigata, prese il nome di 47º Reggimento fanteria "Ferrara" che, dieci anni dopo, viene nuovamente unito al 48º fanteria, ricostituendo ancora una volta la Brigata e riprendendo il vecchio nome di 47º Reggimento fanteria (Brigata "Ferrara"). Dal 1877 al 1888 operò in Eritrea con una compagnia. Nel 1908 partecipò alle operazioni di soccorso delle popolazioni colpite dal terremoto di Messina meritando la medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo.[3]

Durante la prima guerra mondiale fu brevemente in linea sul Carso, sulla Bainsizza e sul Piave.[3]

Nel dopoguerra, precisamente nel 1926, in seguito al nuovo ordinamento militare riacquistò la denominazione di 47º Reggimento fanteria "Ferrara", in organico alla XXIII Brigata di fanteria assieme al e 10º Reggimento fanteria "Regina". In occasione della guerra d'Etiopia fornì ai reparti mobilitati 11 ufficiali e 580 soldati.[2] Nel 1939, assieme al 48º fanteria e al 14º artiglieria, concorse alla nascita della Divisione di fanteria delle Murge, dal 24 maggio diventata 23ª Divisione fanteria "Ferrara". Inizialmente basato a Lecce, nella seconda guerra mondiale il 47º Reggimento fanteria "Ferrara" combatté sul fronte greco-albanese strutturato su un comando e compagnia comando, tre battaglioni fucilieri, una compagnia mortai da 81 mm e una batteria armi di accompagnamento da 65/17. In particolare entrò in azione a Kalibaki, Makricampos, Sella Radati, Tepeleni e sul monte Golico.[2] Nel 1942 venne trasferito con compiti di presidio nel Montenegro per essere quindi sciolto l'8 settembre 1943, giorno dell'annuncio dell'armistizio di Cassibile.[3]

La storia dell'unità riprese vita il 1º febbraio 1977 con la nascita del 47º Battaglione fanteria "Salento", erede della bandiera di guerra del 47º fanteria. Il 14 novembre 1992 il battaglione cambiò nome in 47º Battaglione "Salento" e il 10 giugno 1997 servì per ricostituire il 47º Reggimento "Ferrara". L'unità ha oggi il compito di formare i volontari dell'Esercito Italiano in ferma prefissata di un anno (VFP1). Inquadrato nel Raggruppamento unità addestrative, è dislocato presso Capua (provincia di Caserta).[3]

Comandanti (1926-1943)[2]modifica | modifica wikitesto

  • Colonnello G. Battista Danise
  • Colonnello Ennio Zadotti
  • Colonnello Mario Bignami
  • Colonnello Ildebrando Fiocca
  • Colonnello Felice Trizio
  • Colonnello Francesco Imbriani
  • Colonnello Giuseppe Rovescioli
  • Maggiore Diego Serio (ad interim)
  • Colonnello Giuseppe Rovescioli (ad interim)

Strutturamodifica | modifica wikitesto

Il 47º Reggimento fanteria "Ferrara" è una componente del Raggruppamento unità addestrative (RUA), che a sua volta dipende gerarchicamente dal Comando per la formazione e Scuola di applicazione. È costituito da un comando di reggimento e un battaglione addestrativo, a sua volta suddiviso in quattro compagnie (1ª, 2ª, 3ª e 4ª).

Decorazioni alla bandiera di guerramodifica | modifica wikitesto

Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
«Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell'aspra battaglia,conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d'Italia (1915 - 1918) (All'Arma di Fanteria).»
— 5 giugno 1920[4][5]
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Falange temprata, traeva dalle auree insegne della passata guerra, motivo di nuova gloria, in giorni di epica lotta, i suoi fanti, degni del loro motto "Fede e Valore" travolgevano di slancio il nemico fino ad affrontarlo in un formidabile campo trincerato (Borgo Tellini-Kalibaki), che attaccavano con tenacia e notevoli sacrifici di sangue conquistando posizioni saldamente e tenacemente contese (lago Zerovina - quota 1201 - Burtopa - fiume Kalibaki - quota 935 - fiume Kormos - quota 889 (Profeta Elia) - Ripitisti - Gribiani ). Di fronte a violenti contrattacchi nemici, condotti con forze soverchianti contendeva il terreno palmo a palmo, facendo dei loro petti valido baluardo contro cui l'avanzata nemica si infranse e si arrestò con perdite rilevanti (Doliana - Vesane - Makricampos - Cippo 21 - M. Bureto - Quota 1640 - Sella Radati - Tepeleni - Lekeli). Nell'offensiva di aprile con mirabile slancio travolgevano le resistenze accanite ed ostinate opposte dal nemico e il 17 raggiungevano Argirocastro, catturando prigionieri e ingente bottino (Fronte greco, 20 ottobre 1940 - 23 aprile 1941).»
— 31 dicembre 1947[6]
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«In epiche lotte a S. Martino del Carso e sul Monte S. Michele (novembre 1915, giugno 1916) diede sublimi prove di ardimento, di tenacia e di spirito di sacrificio, riconfermando le stesse sue belle qualità guerriere nelle aspre mischie sull'altipiano della Bainsizza (agosto 1917). Nell'offensiva austriaca del giugno 1918 sul Piave, compreso del suo dovere altissimo verso la Patria in quell'ora suprema, scrisse col sangue dei suoi migliori Fanti pagine di gloria imperitura, sostenendo con impeto ed ardore sovrumani, in cinque giorni di lotta furibonda, il formidabile urto delle masse avversarie a Villa Premuda, travolgendole con magnifico slancio a C. Fuma e contenendole eroicamente a C. Ninni; impareggiabile esempio del più fulgido valore e del più alto patriottismo.»
— 5 giugno 1920[7]
Medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo
«Si segnalò per operosità, coraggio, filantropia e abnegazione nel portare soccorso alle popolazioni funestate dal terremoto calabro - siculo del 28 dicembre 1908.»
— 5 giugno 1910[5]

Descrizione araldica dello stemmamodifica | modifica wikitesto

Lo scudo araldico è interzato in sbarra. Nel primo di rosso all'elmo di Scanderbeg d'oro; nel secondo d'azzurro al monte all'italiana di tre cime d'oro; nel terzo d'oro a quattro pali di rosso al delfino stizzoso, al naturale, guizzante in palo sul tutto con la coda in alto e la testa in basso volta a destra imboccante la mezza luna d'argento, parimenti voltata a destra (uno dei simboli di Lecce). Il tutto abbassato al capo d'oro.[8]

Come ornamenti esteriori appaiono sullo scudo una corona turrita d'oro, accompagnata sotto da nastri annodati nella corona, scendenti e svolazzanti in sbarra e in banda al lato dello scudo, rappresentativi delle ricompense al valore ottenute dal Reggimento. Il nastro coi colori dell'Ordine militare d'Italia è accollato alla punta dello scudo con l'insegna pendente al centro. Sotto lo scudo su lista bifida d'oro, svolazzante con la concavità rivolta verso l'alto, appare il motto "Fede e Valore".[8]

Insegne e simbolimodifica | modifica wikitesto

  • Il Reggimento indossa il fregio della Fanteria (composto da due fucili incrociati sormontati da una bomba con una fiamma dritta). Al centro nel tondino è riportato il numero "47".
  • Le mostrine del reggimento sono rettangolari di colore azzurro con due bande laterali rosse. Alla base della mostrina si trova la stella argentata a 5 punte bordata di nero, simbolo delle forze armate italiane.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Raggruppamento Unita' Addestrative, in difesa.it. URL consultato il 1º giugno 2013.
  2. ^ a b c d 47° Reggimento di fanteria "Ferrara", in regioesercito.it. URL consultato il 17 giugno 2013.
  3. ^ a b c d e 47° Reggimento Addestramento Volontari "Ferrara" - La Storia, in esercito.difesa.it. URL consultato il 17 giugno 2013.
  4. ^ L'ordine militare venne assegnato a quasi tutte le unità di fanteria che parteciparono alla prima guerra mondiale
  5. ^ a b 47° Reggimento Addestramento Volontari "Ferrara" - Il Medagliere, in esercito.difesa.it. URL consultato il 17 giugno 2013.
  6. ^ Scheda dal sito del Quirinale, in quirinale.it. URL consultato il 17 giugno 2013.
  7. ^ Scheda dal sito del Quirinale, in quirinale.it. URL consultato il 17 giugno 2013.
  8. ^ a b 47° Reggimento Addestramento Volontari "Ferrara" - Lo stemma, in esercito.difesa.it. URL consultato il 17 giugno 2013.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

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