Acido nalidixico

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Acido nalidixico
formula di struttura
Nome IUPAC
acido 1-etil-1,4-diidro-7-metil-4-osso-1,8-naftiridin-3-carbossilico
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C12H12N2O3
Massa molecolare (u) 232,24 g/mol
Aspetto solido bianco o poco giallognolo
Numero CAS 389-08-2
Numero EINECS 206-864-7
PubChem 4421
DrugBank DB00779
SMILES CCN1C=C(C(=O)C2=C1N=C(C=C2)C)C(=O)O
Proprietà chimico-fisiche
Solubilità in acqua 0,1 g/l (20 °C)
Temperatura di fusione 225 °C (498 K)
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità 90% orale
Metabolismo 80% Renale
Emivita 1,5 ore
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossico a lungo termine
pericolo
Frasi H 302 - 318
Consigli P 264 - 270 - 301+312 - 330 - 280 [1]

L'acido nalidixico (o anche acido nalidissico) è un acido carbossilico ed un composto eterociclico. Si tratta di un noto agente antibatterico, capostipite della classe antibiotica dei chinoloni, utilizzato fin dai primi anni '60, in particolare nelle infezioni delle vie urinarie.[2][3] In Italia è venduto dalla società Geymonat S.p.A. nella forma farmaceutica di compresse contenenti 500 mg di principio attivo. È anche reperibile nella forma di sospensione da 100 ml alla concentrazione del 10%.

Caratteristiche fisiche e chimichemodifica | modifica wikitesto

A temperatura ambiente si presenta come una polvere cristallina inodore, bianca o lievemente giallognola. È sostanzialmente insolubile in acqua e solo lievemente solubile in alcool o acetone, mentre risulta facilmente solubile nel diclorometano e nelle soluzioni di alcali idrossidi.

Farmacodinamicamodifica | modifica wikitesto

Il composto esercita un'attività di tipo battericida grazie all'inibizione della replicazione del DNA batterico, secondaria al blocco dell'enzima girasi nei batteri. Lo spettro antibatterico dell'antibiotico comprende in particolare i germi Gram negativi.

Farmacocineticamodifica | modifica wikitesto

A seguito di somministrazione per via orale l'acido nalidissico viene rapidamente assorbito dal tratto gastroenterico. L'emivita plasmatica si aggira intorno a 1,5 ore. Circa il 90-95% del farmaco si lega alle proteine plasmatiche. Nell'organismo il composto viene metabolizzato mediante idrossilazione ad acido 7-idrossimetilnalidixico e successivamente ossidato ad acido 7-carbossinalidissico.[4] L'eliminazione dall'organismo avviene in gran parte (circa l'80% della dose somministrata) grazie all'emuntorio renale entro 8 ore dalla somministrazione. Il composto è eliminato sia in forma immodificata sia sotto forma di metaboliti attivi e glucoronidi inattivi. Solo una percentuale minima (il 4% circa) viene eliminata con le feci.

Tossicologiamodifica | modifica wikitesto

Studi sperimentali eseguiti sugli animali, particolarmente nel topo, hanno messo in evidenza una DL50 pari a 3300 mg/kg peso corporeo, quando assunto per os; 500 mg/kg per via sottocutanea e 176 mg/kg per via endovenosa. Alle dosi usuali il composto sembra essere sprovvisto di effetti tossici, teratogeni e sulla fertilità.

Usi clinicimodifica | modifica wikitesto

Per la sua caratteristica di concentrarsi velocemente nelle urine mantenendo una bassa concentrazione plasmatica, trova indicazione nella terapia delle infezioni delle vie urinarie sostenute da batteri Gram negativi (Enterobacter sp. , Escherichia coli, Klebsiella sp. , Morganella morganii, Proteus mirabilis, Proteus vulgaris, Providencia rettgeri Salmonella sp. Shigella).[5][6][7]

Effetti collaterali e indesideratimodifica | modifica wikitesto

Nel corso del trattamento con acido nalidixico sono stati segnalati effetti avversi di natura gastrointestinale (dispepsia, nausea, vomito, dolore addominale, diarrea) e a carico del sistema nervoso centrale (SNC), in particolare tendenza all'assopimento, cefalea, debolezza, vertigini, eccitazione psicomotoria, allucinazioni, diversi disturbi di tipo visivo (alterata percezione dei colori e della sensibilità alle luci, difficoltà di accomodamento, diminuzione dell'acuità visiva e diplopia).[8] Sono possibili anche reazioni allergiche (esantema e rash cutaneo, prurito, orticaria, edema angioneurotico, di fotosensibilità[9] e più raramente gravi reazioni anafilattiche. In una minoranza di pazienti sono state riportate gravi alterazioni dell'emopoiesi (anemia emolitica,[10][11] leucopenia, piastrinopenia)[12] e epatite acuta ad impronta colestatica.[13]
In età pediatrica, segnatamente nei lattanti e nei bambini più piccoli, è stato segnalato occasionalmente un incremento della pressione endocranica, talvolta evidenziabile per una sporgenza della fontanella anteriore, la cefalea e la presenza di edema papillare.[14][15][16][17]

Controindicazionimodifica | modifica wikitesto

Il composto è controindicato nei soggetti con ipersensibilità nota al principio attivo, a molecole chimicamente correlate oppure a ogni eccipiente presente nella formulazione e in soggetti affetti da carenza di G6PD (favismo)[18]. È inoltre controindicato nei pazienti con una storia personale di attacchi convulsivi.

Gravidanza e allattamentomodifica | modifica wikitesto

L'acido nalidixico può essere somministrato alle donne in stato di gravidanza solo in caso di effettiva necessità e quando il medico ritenga che i benefici attesi dal trattamento siano decisamente superiori ai rischi potenziali. La American Academy of Pediatrics ha sottolineato come l'acido nalidissico sia normalmente compatibile con l'allatamento al seno.[19] Tuttavia va ricordato che in letteratura medica è stato segnalato un caso di anemia emolitica in un infante la cui madre assumeva il farmaco.[20]

Sovradosaggiomodifica | modifica wikitesto

In caso di sovradosaggio il paziente manifesta cefalea, disturbi visivi, alterazioni dell'equilibrio, confusione mentale, acidosi metabolica e convulsioni.[21] Il trattamento prevede l'esecuzione del lavaggio gastrico, specie se il farmaco è stato assunto da poche ore, e un'adeguata idratazione (per via endovenosa tramite fleboclisi).

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 26.02.2011
  2. ^ Ward-Mcquaid JF, Jichlinski D, Macis R, Nalidixic acid in urinary infections, in Br Med J, vol. 2, nº 5368, novembre 1963, pp. 1311–4, PMC 1873444, PMID 14058207.
  3. ^ Barlow AM, Nalidixic acid in infections of urinary tract. Laboratory and clinical investigations, in Br Med J, vol. 2, nº 5368, novembre 1963, pp. 1308–10, PMC 1873443, PMID 14058206.
  4. ^ Vree TB, Wijnands WJ; Baars AM; Hekster YA, Pharmacokinetics of nalidixic acid in man: hydroxylation and glucuronidation, in Pharm Weekbl Sci, vol. 10, nº 5, ottobre 1988, pp. 193–9, PMID 3205675.
  5. ^ Zinsser HH, Nalidixic acid in acute and chronic urinary tract infections, in Med. Clin. North Am., vol. 54, nº 5, settembre 1970, pp. 1347–50, PMID 4248514.
  6. ^ Gleckman R, Alvarez S; Joubert DW; Matthews SJ, Drug therapy reviews: nalidixic acid, in Am J Hosp Pharm, vol. 36, nº 8, agosto 1979, pp. 1071–6, PMID 384787.
  7. ^ Mayrer AR, Andriole VT, Urinary tract antiseptics, in Med. Clin. North Am., vol. 66, nº 1, gennaio 1982, pp. 199–208, PMID 7038329.
  8. ^ Cahal DA, Reactions to nalidixic acid, in Br Med J, vol. 2, nº 5461, 1965, p. 590, PMC 1845947, PMID 4220501.
  9. ^ Ramsay CA, Photosensitivity from nalidixic acid, in Proc. R. Soc. Med., vol. 66, nº 8, agosto 1973, p. 747, PMC 1645105, PMID 4733958.
  10. ^ Gilbertson C, Jones DR, Haemolytic anaemia with nalidixic acid, in Br Med J, vol. 4, nº 5838, novembre 1972, p. 493, PMC 1786728, PMID 4653901.
  11. ^ Tafani O, Mazzoli M; Landini G; Alterini B, Fatal acute immune haemolytic anaemia caused by nalidixic acid, in Br Med J (Clin Res Ed), vol. 285, nº 6346, ottobre 1982, pp. 936–7, PMC 1499997, PMID 6811074.
  12. ^ Meyboom RH, Thrombocytopenia induced by nalidixic acid, in Br Med J (Clin Res Ed), vol. 289, nº 6450, ottobre 1984, p. 962, PMC 1443179, PMID 6435742.
  13. ^ Rached-Mohassel MA, Hanjani AA; Nik-Akhtar B; Chariat C; Tabibi M, [Cholestatic hepatitis induced by the prolonged administration of nalidixic acid (case report)], in Acta Med Iran, vol. 17, 1-2, agosto 1974, pp. 47–56, PMID 4143406.
  14. ^ Boréus LO, Sundström B, Intracranial hypertension in a child during treatment with nalidixic acid, in Br Med J, vol. 2, nº 5554, giugno 1967, pp. 744–5, PMC 1841777, PMID 6025983.
  15. ^ Guran P, Moriette G; Blanc A, [Acute and transitory intracranial hypertension in a 9-year-old child treated by nalidixic acid], in Arch. Fr. Pediatr., vol. 29, nº 10, dicembre 1972, pp. 1107–11, PMID 4662282.
  16. ^ Kremer L, Walton M, Wardle EN, Nalidixic acid and intracranial hypertension, in Br Med J, vol. 4, nº 5577, novembre 1967, p. 488, PMC 1748506, PMID 6055749.
  17. ^ Deonna T, Guignard JP, Acute intracranial hypertension after nalidixic acid administration, in Arch. Dis. Child., vol. 49, nº 9, settembre 1974, p. 743, PMC 1649016, PMID 4419059.
  18. ^ JE. Gait, Hemolytic reactions to nitrofurantoin in patients with glucose-6-phosphate dehydrogenase deficiency: theory and practice, in DICP, vol. 24, nº 12, dicembre 1990, pp. 1210-3, PMID 2089833.
  19. ^ American Academy of Pediatrics Committee on Drugs., Transfer of drugs and other chemicals into human milk, in Pediatrics, vol. 108, nº 3, settembre 2001, pp. 776–89, PMID 11533352. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  20. ^ Belton EM, Jones RV, Haemolytic anaemia due to nalidixic acid, in Lancet, vol. 2, nº 7414, ottobre 1965, p. 691, PMID 4158226.
  21. ^ Eizadi-Mood N, Nalidixic acid overdose and metabolic acidosis, in CJEM, vol. 8, nº 2, marzo 2006, p. 78, PMID 17175866.

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

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