Antonio Gandin

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« Viva l'Italia, viva il Re »
(Ultime parole di Antonio Gandin davanti al plotone d'esecuzione[1])
Antonio Gandin
Antonio Gandin.jpg
Il generale Antonio Gandin
13 settembre 1891 – 24 settembre 1943
Nato a Avezzano
Morto a Cefalonia, Grecia
Cause della morte Fucilazione
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Flag of Italy (1860).svg Regio Esercito
Arma Fanteria
Anni di servizio 1910-1943
Grado Generale di divisione
Guerre Guerra italo-turca
Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Campagne Campagna di Russia
Battaglie Eccidio di Cefalonia
Comandante di 40º Reggimento fanteria "Bologna"
33ª Divisione fanteria "Acqui"
Decorazioni vedi qui
Studi militari Regia Accademia Militare di Modena
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Antonio Gandin (Avezzano, 13 settembre 1891Cefalonia, 24 settembre 1943) è stato un generale italiano, decorato di Medaglia d'oro al valor militare alla memoria per i tragici fatti di Cefalonia del settembre 1943.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Laureato in lettere, frequentò la Regia Accademia Militare di Modena ed ottenne il grado di sottotenente nel 1910. Partecipò alla guerra italo-turca sul fronte libico tra il 1911 ed il 1912; diventato tenente combatté la guerra contro l'impero austriaco nelle file del 136º reggimento, guadagnandosi una Medaglia d'argento, una di bronzo e due Croci di guerra al valor militare. Dopo la fine della prima guerra mondiale espletò importanti incarichi per conto del Ministero della Guerra, poi del SIM, quindi insegnò alla Scuola di guerra. Fu promosso colonnello nel 1935 ed ebbe il comando del 40º Reggimento fanteria; nel 1937 entrò nello Stato Maggiore del Regio Esercito.

Promosso generale di brigata nel 1940, fino al 1942 fece parte del Comando Supremo, quando divenne generale di divisione del Regio Esercito Italiano ed ottenne un'onorificenza tedesca durante i combattimenti dello CSIR, poi ARMIR, sul fronte russo.

Dal 16 giugno 1943 fu comandante della Divisione "Acqui"; fu fucilato dai tedeschi per non aver voluto accettare la resa incondizionata ed aver comandato, dopo una sorta di "referendum" tra i soldati (in realtà una consultazione informale, dato che sarebbe stato impossibile interpellare tutti i militari sparsi sull'isola)[2], una caparbia e sfortunata resistenza contro gli stessi tedeschi che condusse all'eccidio di Cefalonia[3]. I suoi resti non sono stati recuperati.

A lui è dedicata la caserma del 1º Reggimento "Granatieri di Sardegna" di Roma.

Onorificenzemodifica | modifica wikitesto

Onorificenze italianemodifica | modifica wikitesto

Medaglia d'oro al valor militare alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
«In difficile situazione politico militare, quale comandante della difesa di un’isola attaccata con forze preponderanti dal mare e dal cielo, riusciva con le poche forze a sua disposizione in un primo tempo a stroncare l’azione nemica, successivamente a contenere palmo a palmo l’avanzata dell’avversario sempre crescente in forze, animando col valore e con la capacità personale le sue truppe, fino alle estreme possibilità di resistenza. Catturato dal nemico coronava col supplizio stoicamente sopportato l’eroismo e l’alto spirito militare di cui aveva dato luminosa prova in combattimento. Isola di Cefalonia, 11-25 settembre 1943»
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare

Onorificenze stranieremodifica | modifica wikitesto

Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I classe

Carriera militaremodifica | modifica wikitesto

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Chiusa l'indagine sull'eccidio del 1943 - Otmar Muhlhauser ordinò le fucilazioni / Repubblica.it
  2. ^ Don Romualdo Formato, L'eccidio di Cefalonia, Mursia, 2000
  3. ^ Il generale Antonio Gandin - Cefalonia 1943, lastoriasiamonoi.rai.it. URL consultato il 24 settembre 2016.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Alfio Caruso, Italiani dovete morire, Milano, Longanesi & C., 2010, ISBN 88-304-1843-9.
  • (EN) MacGregor Knox, Mussolini Unleashed, 1939–1941: Politics and Strategy in Fascist Italy's Last War, Cambridge, Cambridge University Press, 1982, ISBN 978-0-521-33835-6.
  • (EN) Philip S. Jowett, Stephen Andrew, The Italian Army Vol.1, Botley, Osprey Publishing Company, 2000, ISBN 1-78159-181-4.
  • Giancarlo Mazzuca, Arrigo Petacco, La Resistenza tricolore, Milano, Mondadori, 2013, ISBN 8-85203-709-8.
  • Gianni Oliva, Soldati e ufficiali. L'esercito italiano dal Risorgimento a oggi, Milano, Oscar Mondadori, 2012, ISBN 88-520-3128-6.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Controllo di autorità VIAF: (EN47983073 · GND: (DE135625556