Capo provvisorio dello Stato

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Capo provvisorio dello Stato
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Enrico De Nicola.jpg
Enrico De Nicola, secondo ed ultimo Capo provvisorio dello Stato.
Stato Italia Italia
Tipo Capo dello stato ad interim
Sigla CPS
Istituito 16 marzo 1946
da Umberto II
Operativo dal 18 giugno 1946[1]
Soppresso 1º gennaio 1948
Successore Presidente della Repubblica Italiana
Ultima elezione 26 giugno 1947

Il titolo di Capo provvisorio dello Stato indica la carica istituzionale dell'ordinamento giuridico italiano a cui furono attribuite le funzioni di Capo dello Stato nel periodo intercorrente fra l'abolizione della monarchia a seguito del referendum del 2 giugno 1946 e l'entrata in vigore della nuova Costituzione repubblicana.

Genesimodifica | modifica wikitesto

La carica fu prevista dallo stesso Luogotenente del Regno Umberto II di Savoia in attuazione del Patto di Salerno con cui la Monarchia e il Comitato di Liberazione Nazionale concordavano di rinviare alla fine della guerra ogni decisione sulla forma istituzionale, nell'ipotesi di una transizione alla forma repubblicana. Successivamente si scelse che la decisione non sarebbe più stata affidata alla deliberazione dell'Assemblea Costituente ma direttamente al popolo tramite referendum a suffragio universale.[2]

Storiamodifica | modifica wikitesto

Il passaggio da monarchia a repubblicamodifica | modifica wikitesto

Il decreto legislativo luogotenenziale del 16 marzo 1946 n. 98[3] stabiliva che qualora la «maggioranza degli elettori votanti» si fosse pronunciata in favore della Repubblica, al momento della proclamazione dei risultati le funzioni di Capo provvisorio dello Stato sarebbero state esercitate dal Presidente del Consiglio (art.2, terzo comma). Qualora invece la stessa maggioranza si fosse pronunciata in favore della Monarchia, sarebbe continuato il regime luogotenziale allora vigente (art.2, quarto comma).[4] Il 10 giugno, la Corte di Cassazione procedette alla somma dei risultati parziali presenti nei soli verbali fino in quel momento trasmessi dagli uffici circoscrizionali, rimandando al 18 giugno la proclamazione definitiva integrata dai risultati delle sezioni mancanti e dalle decisioni sulle contestazioni.

Nella notte tra il 12 e il 13 giugno, a fronte della situazione di stallo istituzionale e di tensione sociale segnata da proteste e manifestazioni violente culminate negli scontri di Napoli dell'11 giugno[5], il Consiglio dei Ministri in virtù della proclamazione, benché non definitiva, dei risultati, decise per l'immediata operatività dell'art. 2, terzo comma del decreto[3], attivando così in capo alla carica di Presidente del Consiglio, all'epoca coperta da Alcide De Gasperi, la funzione accessoria di Capo Provvisorio dello Stato, senza attendere la proclamazione definitiva dell'esito del referendum.

Firma della Costituzione 27 dicembre 1947

L'elezione da parte dell'Assemblea Costituentemodifica | modifica wikitesto

Il 28 giugno 1946, l'Assemblea Costituente a norma dell'art. 2, secondo comma, del citato decreto legislativo luogotenenziale[3], elesse Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, al primo scrutinio con 396 voti su 501[6], superando la maggioranza dei tre quinti dei 556 componenti richiesta dal decreto. Il giuramento del Capo provvisorio dello Stato avvenne ufficialmente il 1º luglio.[7].

La durata in carica dell'Assemblea Costituente, e conseguentemente del Capo Provvisorio dello Stato, sarebbe dovuta essere di un anno, ma la necessità di un largo accordo fra le forze politiche richiese un prolungamento del mandato dell'Assemblea e di De Nicola: come gesto di sensibilità istituzionale, adducendo motivazioni di salute, in vista della scadenza del suo mandato originale il Capo provvisorio dello Stato presentò comunque le sue dimissioni il 25 giugno 1947, ma il giorno seguente l'Assemblea Costituente decise di riconfermarlo al primo scrutinio con 405 voti su 431.[8]

Con l'entrata in vigore della Costituzione, il 1º gennaio 1948, il Capo provvisorio dello Stato esercitò le attribuzioni e assunse il titolo di Presidente della Repubblica in forza della I disposizione transitoria e finale della Costituzione, segnando così la mutazione della denominazione della carica.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ De facto già dal 13 giugno, giorno della partenza del Re dall'Italia.
  2. ^ Il decreto legislativo luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151 assegnava la scelta alla futura Assemblea Costituente, mentre il decreto legislativo luogotenenziale n. 98 del 16 marzo 1946 stabilì che la stessa avrebbe dovuto conformarsi all'esito di un referendum.
  3. ^ a b c Decreto legislativo luogotenenziale n. 98 del 16 marzo 1946
  4. ^ All'epoca del decreto, Umberto II era ancora luogotenente.
  5. ^ Gli scontri di Napoli
  6. ^ Resoconto stenografico seduta n. 3 Ass. Cost.
  7. ^ G.U. n. 144 del 01-07-1946
  8. ^ Resoconto stenografico seduta n. 163 Ass. Cost.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto