Città metropolitana di Napoli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Città metropolitana di Napoli
città metropolitana
Città metropolitana di Napoli – Stemma
(dettagli)
Città metropolitana di Napoli – Veduta
Immagine satellitare della Città metropolitana di Napoli
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Amministrazione
Capoluogo Napoli
Sindaco metropolitano Luigi de Magistris (Indipendente) dal
1º gennaio 2015
Data di istituzione 8 aprile 2014
Territorio
Coordinate
del capoluogo
40°50′00″N 14°15′00″E / 40.833333°N 14.25°E40.833333; 14.25 (Città metropolitana di Napoli)Coordinate: 40°50′00″N 14°15′00″E / 40.833333°N 14.25°E40.833333; 14.25 (Città metropolitana di Napoli)
Superficie 1 171 km²
Abitanti 3 107 336[2] (30-11-2016)
Densità 2 653,57 ab./km²
Comuni 92 comuni
Province confinanti Avellino, Benevento, Caserta, Salerno
Altre informazioni
Cod. postale 80121-80147
(municipi di Napoli)
80010-80079
(comuni metropolitani)
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 263[1]
Targa NA
Cartografia
Città metropolitana di Napoli – Localizzazione
Città metropolitana di Napoli – Mappa
Mappa geografica della Città metropolitana
Sito istituzionale

La città metropolitana di Napoli con una popolazione di oltre tre milioni di abitanti, è la terza città metropolitana italiana per numero di abitanti, mentre è prima per densità abitativa.

L'intero territorio metropolitano si estende su una superficie di 1.171 km² e comprende 92 comuni. Le coste del golfo affacciano sul mar Tirreno, a nord-ovest nel versante flegreo confinano con il litorale domizio, a sud-est con la costiera amalfitana; mentre l'entroterra confina a nord con il casertano e la Valle Caudina, a nord-est con il baianese e il Vallo di Lauro, a est sul versante vesuviano con l'agro nocerino-sarnese; al centro è dominata dal Vesuvio.

Iter istituzionalemodifica | modifica wikitesto

L'ente territoriale di area vasta istituito con la legge n. 56 del 7 aprile 2014 ha sostituito la provincia di Napoli dal 1º gennaio 2015.

Un primo passo per la nascita della città metropolitana fu avviato dal comune di Napoli nel 2005, con una serie di delibere del consiglio comunale e con l'abolizione delle 21 circoscrizioni cittadine. Il comune, in attesa dei decreti attuativi del nuovo ente metropolitano, viene suddiviso in 10 municipalità di circa centomila abitanti.[3]

Palazzo Matteotti, sede istituzionale

Il territorio metropolitano coincide dunque con quello della provincia soppressa; gli organi di governo del nuovo ente sono: il consiglio metropolitano, la conferenza metropolitana e il sindaco metropolitano.[4] Il 12 ottobre 2014 si sono svolte le elezioni di secondo livello dei 24 seggi del consiglio metropolitano: il corpo elettorale è composto dai consiglieri dei comuni metropolitani, in numero variabile in base alla popolazione dei comuni coinvolti.

L'11 giugno 2015 è stato votato e approvato dal consiglio e dalla conferenza metropolitana lo statuto[5] dell'ente, il consiglio oltre a individuare le zone omogenee del territorio metropolitano previste nell'articolo 4, dovrà stabilire le norme sull'elezione diretta a suffragio universale del sindaco e dei consiglieri metropolitani ai sensi dell'articolo 18.[6]

La città metropolitana vista dal satellite

Demografia e territoriomodifica | modifica wikitesto

La città metropolitana di Napoli ha delle peculiarità che la distinguono nettamente dalle altre città metropolitane italiane: oltre ad avere una vulnerabilità sismica e vulcanica, dovuta alla presenza del Vesuvio e dei Campi Flegrei, il suo territorio occupa appena l'8,6% della superficie campana (13.590 km²) e in essi è concentrata più della metà dell'intera popolazione regionale. Tale fenomeno di sovraffollamento ha creato un forte squilibrio demografico e territoriale con le altre aree della regione, più estese e meno popolate.

Per avere un'idea più chiara dei suoi limiti territoriali, basta considerare che Napoli è ultima per estensione tra le 14 città metropolitane, ed era al 93º posto su 110 province italiane fino all'entrata in vigore della legge 56.[7]

La sua superficie, 1.171 km² isole incluse, infatti è più piccola della superficie del solo comune di Roma (1.287 km²), tanto è vero che la distanza tra Napoli e Caserta è pari al diametro del grande raccordo anulare romano (23 km).[8]

Il territorio, per quanto esiguo, è caratterizzato dalla presenza di numerosi centri fortemente antropizzati e con un'elevata quantità e densità di popolazione, che già nel 1903 Francesco Saverio Nitti definì "la corona di spine che attorniano la città e la soffocano".[9]

Il substrato dei comuni è molto variabile, ed è decisamente ridotto rispetto alla media nazionale[10], si va infatti da 1,62 km² di Casavatore a 117,27 km² del capoluogo; il 60% dei comuni è di piccole dimensioni (inferiori o uguale a 10 km²), il 36% di medie dimensioni (> 10 km² e ≤  25 km²), la restante parte (11%) supera i 25 km² e, di questa, solo 2 comuni (Acerra e Giugliano) sono compresi tra 50 e 100 km² e solo l'area municipale di Napoli supera i 100 km².

La densità abitativa del territorio è pari a 2672 ab/km², 12 comuni metropolitani superano i 50.000 abitanti e nell'elenco dei primi 60 comuni italiani ne figurano tre dell'area napoletana: Giugliano, Torre del Greco e Pozzuoli, mentre Portici è il primo comune in Italia per densità di popolazione con circa 12.000 ab./km², seguito a breve distanza da Casavatore. Nell'ultimo Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) è emerso che la superficie urbanizzata è pari complessivamente a 381,12 km² corrispondenti al 32,54% della superficie totale del territorio, ne consegue un quadro effettivo sulla alta densità demografica reale che sale ad oltre 8.000 ab/km².[11]

Del vasto entroterra restano porzioni di territori in cui l'intensità colturale è ancora elevata, distanti dai centri abitati e situati perlopiù nelle frazioni dell'area settentrionale che lambisce il casertano.

I comuni cresciuti perlopiù sulle vecchie strade statali (via Nazionale delle Puglie, SS Sannitica, il miglio d'oro, l'antica via delle Calabrie), oggi non sono altro che dei suburbi di piccole e medie dimensioni, una sorta di quartieri decentrati e sovrappopolati, un mosaico di frammenti autonomi, che gravitano sulla città pur non rientrando nella sua area municipale.

Allo stato attuale infatti è quanto mai difficile distinguere la linea di confine tra città madre, aree contigue ed entroterra, completamente saldate tra loro in un unicum urbano senza soluzione di continuità, sia nella vasta area nord (giuglianese, afragolese, acerrana e nolana) che in quella flegrea, vesuviana e torrese-stabiese; meno caotiche e fuori dalla conurbazione per ovvi motivi orografici sono la costiera sorrentina e le isole del golfo, Ischia, Capri e Procida.

L'eccessiva e speculativa cementificazione dell'hinterland napoletano, non ha creato una armatura urbana ordinata, gradevole e dotata di strutture adeguate, ma ha trasformato gran parte della ex provincia in periferia;[12] tale trasformazione in taluni casi non è stata però accompagnata da uno sviluppo economico, urbanistico ed infrastrutturale atto a garantire una buona qualità della vita e dei servizi, ed ha aumentato un grande fenomeno di pendolarismo verso il centro della metropoli, che tutt'oggi, nonostante il suo crescente e costante calo demografico[13] non è in grado di reggere una tale dilatazione; la struttura interna, lo scheletro (fisico e metafisico) della città storica,[14] non è in grado di sostenere il peso sovracomunale di un entroterra tanto popoloso e sovraurbanizzato che nel corso degli anni si è totalmente insediato nel suo tessuto urbano, economico e sociale.[15] Napoli si presenta quindi dal punto di vista urbanistico come una delle metropoli più compatte, popolose e congestionate d'Europa.

Amministrazionemodifica | modifica wikitesto

Sindaco
metropolitano
Mandato Consiglio
metropolitano
Conferenza
metropolitana
Inizio Fine
Luigi de Magistris.jpg
Luigi de Magistris
1°gennaio 2015 in carica 24 seggi 92 sindaci

Piano territoriale di coordinamentomodifica | modifica wikitesto

PTC – Piano territoriale di coordinamento

Nel PTC (Piano territoriale di coordinamento) vengono indicate sei macro aree di riferimento, il consiglio metropolitano e la conferenza dei sindaci dovranno trasformarle in zone territoriali omogenee. [16]

Comuni metropolitanimodifica | modifica wikitesto

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della città metropolitana di Napoli.

La città metropolitana di Napoli comprende le 10 municipalità cittadine del capoluogo campano e altri 91 comuni:

Comuni più popolosimodifica | modifica wikitesto

La lista, di sotto riportata, elenca i comuni con più di 50.000 abitanti.

Pos. Stemma Comune Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
CoA Città di Napoli.svg Napoli 989 111 117,27 8 434,48
Giugliano in Campania-Stemma.png Giugliano in Campania 122 378 94,19 1 293,36
Torre del Greco-Stemma.png Torre del Greco 87 388 30,66 2 850,48
Pozzuoli-Stemma.png Pozzuoli 83 412 43,21 1 926,54
Casoria-Stemma.png Casoria 79 542 12,03 6 626,35
Castellammare di Stabia-Stemma.png Castellammare di Stabia 64 553 17,71 3 647,60
Afragola-Stemma.png Afragola 63 935 17,99 3 550,52
Acerra-Stemma.png Acerra 59 483 54,08 1 099,04
Marano di Napoli-Stemma.png Marano di Napoli 59 470 15,45 3 843,10
10º Ercolano-Stemma.png Ercolano 54 707 19,64 2 796,38
11º Portici-Stemma.png Portici 53 888 4,52 12 047,12
12º Casalnuovo di Napoli-Stemma.png Casalnuovo di Napoli 50 699 7,75 6 542,45

Cittadini stranierimodifica | modifica wikitesto

Secondo i dati Istat nel 2015 gli stranieri residenti nella città metropolitana sono 117.825.

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica wikitesto

Linee ferroviarie nazionalimodifica | modifica wikitesto

Il terminal ferroviario più importante della città metropolitana e di tutto il Meridione è la stazione di Napoli Centrale alla quale si aggiungerà quello di Napoli Afragola. Le principali linee ferroviarie che attraversano la città metropolitana sono: la Roma-Napoli (AV), la Napoli-Salerno (Linea a monte del vesuvio), la Roma-Cassino-Napoli, la Roma-Formia-Napoli, la Napoli-Foggia e la ferrovia Tirrenica Meridionale.

Trasporti localimodifica | modifica wikitesto

1leftarrow blue.svgVoce principale: Trasporti a Napoli.

Oltre alla metropolitana, le 4 funicolari di Napoli e i servizi metropolitani e regionali, svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Campania, il territorio metropolitano dispone della estesa rete ferroviaria dell'Ente Autonomo Volturno, holding regionale che gestisce: ferrovia Circumvesuviana, ferrovia Cumana, ferrovia Circumflegrea e la linea Napoli-Giugliano-Aversa, oltre che la funivia del Faito.

Viabilitàmodifica | modifica wikitesto

Napoli map.png

Autostrademodifica | modifica wikitesto

La città metropolitana è attraversata da 5 autostrade.

Strade extraurbane principalimodifica | modifica wikitesto

Strade extraurbane secondoriemodifica | modifica wikitesto

Porti e aeroportimodifica | modifica wikitesto

Il principale porto della città metropolitana e uno dei più importanti d'Europa è il porto di Napoli, seguono i porti di Torre del Greco, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, oltre a quelli turistici delle isole del golfo e di Bacoli, Pozzuoli e Sorrento. Non lontano dal centro di Napoli è presente è l'Aeroporto di Napoli-Capodichino.

Itinerari turisticimodifica | modifica wikitesto

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Codici delle città metropolitane al 1º gennaio 2015 - istat.it
  2. ^ Dati demografici Istat.it
  3. ^ Comunicato stampa (PDF), Palazzo Chigi, 5 luglio 2012..
  4. ^ Spending review: 10 Province diventano città metropolitane - Puglia - ANSA.it
  5. ^ La conferenza dei sindaci approva lo statuto della Città Metropolitana. IlMattino.it
  6. ^ Statuto della Città metropolitana di Napoli
  7. ^ Estensione territoriale delle province italiane, tuttitalia.it. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  8. ^ Aldo Loris Rossi, La città metropolitana è una sfida storica (PAGINA 16) (PDF), Napoli Assise. URL consultato il 30 ottobre 2011.
  9. ^ Gerardo Mazziotti, La corona di spine, Comunità Provvisoria. URL consultato il 4 agosto 2011.
  10. ^ Superficie dei comuni, delle province e delle regioni italiane istat.it
  11. ^ Il territorio e le antropizzazioni (PDF), Provincia di Napoli, p. 617. URL consultato il 5 agosto 2013.
  12. ^ La periferia grande quanto una provincia - Il Mediano
  13. ^ Antonella Scutiero, Piano Casa, Il Roma. URL consultato il 14 agosto 2011.
  14. ^ Diego Lama, Napoli città metropolitana, Il Corriere del Mezzogiorno. URL consultato l'8 agosto 2011.
  15. ^ Napoli e provincia un'unica metropoli
  16. ^ Piano Territoriale di Coordinamento (PTC)cittametropolitana.na.it

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto