Civiltà occidentale

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Mappa delle civiltà tratta dal libro "Lo scontro delle civiltà" di Samuel P. Huntington. I paesi considerati occidentali sono indicati in blu scuro.

Il termine Occidente,[1] inteso come civiltà o società occidentale, ha designato, a seconda dei periodi storici, un'area geografica e culturale comprendente grosso modo l'Europa e, in senso più esteso, tutti quei paesi europei ed extraeuropei che oggi presentano tratti culturali, economici o politici comuni, riconducibili al mondo e soprattutto ai principi filosofici del mondo greco-romano-cristiano-illuministico.

Storicamente l'Occidente è sempre stato contrapposto a un Oriente variamente definito: i greci erano occidentali rispetto a Troia e ai persiani, i romani rispetto agli egizi, i franchi rispetto ai bizantini, gli europei occidentali rispetto agli slavi posti a oriente, il Cattolicesimo rispetto all'Islam, l'occidente basato sull'economia di mercato rispetto all'oriente social-comunista, l'Europa rispetto a un'Asia per nulla omogenea comprendente culture ortodosse, islamiche, del subcontinente indiano, cinesi, giapponesi.

Storiamodifica | modifica wikitesto

Si può dire che la nascita del senso di "Occidente" è determinata dalla contrapposizione con l'Oriente. Già nel mito greco di Belo e dei suoi figli Egitto e Danao si può leggere questo rapporto-scontro che assume dimensioni storiche con Erodoto che evidenzia, per la prima volta nella letteratura storica antica, a proposito della guerra della Grecia contro i Persiani, l'immagine di un "Oriente schiavo" contrapposto ai valori di libertà occidentali dei quali la Grecia si ritiene portatrice.

Agli inizi si designava come Oriente il territorio sottoposto nel XVI secolo all'islamismo [2] i cui confini erano segnati là dove era arrivata la conquista mongola «lungo la linea ideale che congiunge la foce del Dnestr con il Golfo di Riga e che segna i limiti storici della Russia verso ovest. A oriente di questa linea non si ebbe poi la feconda esperienza dell’Umanesimo e del Rinascimento, né il travaglio religioso messo in moto dalla Riforma, né il formarsi di una borghesia, così che la diversità culturale rispetto alla restante parte dell’Europa rimase per secoli determinante.» [3] Il concetto di Occidente, vissuto in contrapposizione al relativo concetto di Oriente, storicamente, si formò definitivamente in coincidenza con la cacciata dei Turchi dall'Europa [4].

Nel corso del 1800, in seguito al Romanticismo, ai risorgimenti nazionali, e alla lotta contro l'Impero Ottomano, si cominciò a individuare l'origine lontana della cultura occidentale nella Grecia antica, ma fu in seguito ai principi illuministici portati dalle truppe e dai governi napoleonici in quasi tutta Europa che i concetti fondanti della civiltà occidentale si diffusero. Nel mondo anglosassone e nordamericano i principi illuministici furono diffusi soprattutto dai massoni.

Lungo il 1900, la contrapposizione fu tra l'Occidente europeo da una parte, basato sull'economia di mercato, sulla democrazia parlamentare e sull'alleanza con il mondo anglosassone (colonie inglesi e USA compresi) e latino-americano, e, dall'altra, l'Oriente europeo e l'Asia orientale (Unione Sovietica e Cina in testa), basato in gran parte su modelli statalisti, fondati sul socialismo comunista. In questo periodo per Occidente si intende l'insieme degli stati dell'Europa occidentale, gli Stati Uniti d'America e il Canada, più alcuni stati extraeuropei che presentano forti affinità coi primi: Australia, Nuova Zelanda e Giappone, sebbene quest'ultimo continui a mantenere ancora numerosi usi tradizionali.

Successivamente al crollo dei regimi comunisti nei paesi dell'Europa orientale, intorno al 1989, anche questi ultimi vengono inclusi nel concetto di Occidente e l'Oriente resta confinato nel continente asiatico.

Descrizionemodifica | modifica wikitesto

I due Occidentimodifica | modifica wikitesto

Il termine "Occidente" oggi individua una vasta area politica e culturale che comprende gran parte dell'Europa e delle Americhe e, in senso più allargato, Stati con caratteristiche simili in Oceania, in Africa e in Asia sudorientale (Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica e Filippine). Almeno dal punto di vista economico e sociale, il termine comprende anche paesi asiatici come Giappone, Corea del Sud e Taiwan, che dal 1945 sono fedeli alleati della guida dell'Occidente, identificabile negli Stati Uniti d'America in forza della loro supremazia economica, militare e politica.

In questa visione ciò che accomuna tali Stati è: stato di diritto, riconosciuta tolleranza per le minoranze, parità tra i sessi, liberismo economico e liberalismo politico, talora socialismo democratico, multipartitismo, libertà di espressione, di movimento e di organizzazione sindacale. Per la gran parte, da un punto di vista religioso, prevale nell'area la matrice cristiana. È proprio tale ultimo punto che individua una spaccatura tra i due versanti atlantici dell'Occidente, America ed Europa: se nella prima i principi cristiani[5] e massoni[6] sono parte fondante dello stato [7], in Europa la divisione tra Stato e religione è essenziale caratteristica per una ottimale laicità, pur essendoci, in alcune nazioni, commistioni fra potere religioso e politico tramite riconoscimenti vari alle confessioni più diffuse (come i Patti Lateranensi in Italia).

Storicamente, questa visione afferma di essere erede della democrazia e del pensiero razionalista nati in alcune parti della Grecia antica e ripresi nel Settecento dall'Illuminismo, dalla Rivoluzione americana e dalla Rivoluzione francese; degli ideali di universalità propri dell'Impero romano e, secondo alcuni, nella visione religiosa monoteistica propria del Giudaismo e del Cristianesimo, religioni (pur se divise in diverse confessioni) proprie di tutto l'Occidente, alle quali dall'inizio del secondo millennio ha iniziato ad opporsi, culturalmente e anche militarmente, l'Islam, religione ufficiale di tutto il Nordafrica, dei paesi arabi del Medio Oriente ed anche di buona parte dell'Asia meridionale.

Critiche all'Occidente e al concetto di Occidentemodifica | modifica wikitesto

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Antioccidentalismo.

Il concetto di Occidente è stato denunciato come arbitrario ed ideologico, una costruzione storica e sociale priva di un effettivo riscontro reale. L'esempio più noto è forse quello di Edward Said che, nel saggio Orientalismo, descrive fondamentalmente l'Occidente come la creazione di una identità opposta ad un'altra vaga identità orientale, volta a legittimare i domini imperialisti e coloniali.

Per i critici, è una prova di ciò la mancanza di una effettiva unità etnica o culturale del cosiddetto Occidente, l'estrema difficoltà a cogliere gli aspetti accomunanti della composizione della cultura occidentale e la variabilità che nel tempo ha accompagnato la composizione della stessa presunta identità occidentale.

Secondo questa visione, quindi, da un punto di vista politico, l'Occidente è solamente un costrutto volto a diffondere (e difendere) la concezione economica liberista, essendone apparentemente l'unica caratteristica realmente unificante. A riprova di ciò, nazioni distanti geograficamente e culturalmente come il Giappone o la Russia sono state considerate nel tempo appartenenti all'uno o all'altro campo, quello "orientale" o "occidentale", in base alla forma di teoria economica adottata.

All'interno dello stesso Occidente esistono movimenti e pensatori che si autodefiniscono esplicitamente "antioccidentali": accusano l'Occidente di essere una cultura aggressiva e intollerante verso le altre culture, e dannosa verso l'ambiente naturale a causa dell'industrializzazione e del consumismo.

Cultura arabofonamodifica | modifica wikitesto

Nella cultura arabofona, il termine che designa l'occidente geografico è Maghreb, ma esso si riferisce al solo Nordafrica islamico, arabo e berbero e non ha alcun significato ideologico. Per indicare l'occidente astronomico si usa il termine gharb.

Il contrasto con l'Islam è, quindi, apparso fondamentale per una modernizzazione del concetto di Occidente. Secondo il filosofo Dariush Shayegan, iraniano e islamico, autore del saggio La lumière vient de l'Occident[8]:

« Sul piano storico, i grandi cambiamenti mondiali sono sempre stati guidati dall'Occidente: la libertà individuale, l'habeas corpus, la separazione dei poteri, la coscienza dell'individuo... rappresentano ormai un quadro di valori condivisi"[9]. »

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Dal latino occĭdo, -is, occĭdi, occāsum, -ĕre, "cadere", riferentesi al sole che cade, cioè tramonta.
  2. ^ Edouard Perroy, Il Medioevo: espansione dell'Oriente e nascita della civiltà occidentale, Sansoni, 1955
  3. ^ Enciclopedia Italiana Treccani alla voce "Occidente"
  4. ^ Lucio Lami, La cacciata dei musulmani dall’Europa, Mursia 2008
  5. ^ gli Stati Uniti sono stati fondati dai Padri Pellegrini
  6. ^ i tre estensori della Costituzione degli Stati Uniti d'America (Franklin, Adams, Jefferson) erano dichiaratamente massoni (Franklin e Adams) o vicini alla spiritualità della Libera Muratoria (Jefferson), così come massoni furono i primi presidenti, mentre singoli massoni hanno governato il piano urbanistico della capitale e la costruzione dei primi edifici federali e tutt'oggi uno dei simboli della massoneria, l'Occhio della Provvidenza, continua a comparire sulle banconote da un dollaro
  7. ^ 23. La nascita degli Stati Uniti d'America
  8. ^ Dariush Shayegan, La lumière vient de l'Occident : le réenchantement du monde et la pensée nomade, Éditions de l'Aube, 2008 (4ª edizione)
  9. ^ Alessandro Zaccuri, Il filosofo iraniano Shayegan: «Il dialogo? È mistico». Intervista, Avvenire, 3 luglio 2014, p. 20

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

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