Convenzionalismo

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Il convenzionalismo è una concezione filosofica secondo la quale una affermazione o un postulato in vari campi (filosofico, politico, etico, conoscitivo ecc.) è frutto di una convenzione, cioè si basa su norme e accordi più o meno impliciti ma svincolati da qualunque presupposto di metodo (ad es. il metodo scientifico), o più in generale da qualsiasi valutazione in termini di verità o falsità.

Tale concetto ha subito varie declinazioni fin dai tempi più antichi, ed è stato applicato a vari contesti, soprattutto negli studi scientifico-filosofici.[1]

Storiamodifica | modifica wikitesto

Gli sviluppi più importanti del convenzionalismo si sono avuti nel corso del XX secolo, come conseguenza più o meno diretta dello progresso delle geometrie non euclidee, e la successiva negazione del carattere di verità postulato per alcuni assiomi geometrici.

I primi teorici di questa nuova corrente di pensiero furono lo scienziato e filosofo Ernst Mach, il filosofo e storico della scienza Pierre Duhem, e soprattutto il matematico Henri Poincaré. Essi contribuirono a portare avanti un'analisi "convenzionalista" dei metodi e degli sviluppi delle scienze. Poincaré arriverà a sostenere che nessuna esperienza avrà mai il potere di verificare o falsificare un teorema geometrico, e che gli assiomi della geometria non sono altro che semplici convenzioni – «definizioni mascherate» – creazioni arbitrarie utili nient'altro che alla rappresentazione e organizzazione dell'esperienza.

In sociologiamodifica | modifica wikitesto

Il convenzionalismo in sociologia tende ad avvicinarsi al concetto di conformismo, del quale è considerato una delle tante espressioni. In generale il significato di convenzionalismo si può considerare opposto a quello di complottismo.[2]

In filosofia del dirittomodifica | modifica wikitesto

Il convenzionalismo, applicato alla filosofia del diritto, è una delle tre concezioni "rivali" del diritto costruite dal filosofo americano Ronald Dworkin, nel suo libro Law's Empire (L'impero del diritto). Le altre due sue concezioni del diritto sono il pragmatismo legale e la legge come integrità.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Voce dell'Enciclopedia Treccani online
  2. ^ Cfr. Robbie Sutton e Karen Douglas, Social Psychology, cit.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • E. Mach, Beiträge zur Analyse der Empfindungen, 1886 (L'analisi delle sensazioni)
  • E. Mach, Erkenntnis und Irrtum, 1905 (Conoscenza ed errore)
  • P. Duhem, La théorie physique: son object et sa structure, 1906 (La teoria fisica: il suo oggetto e la sua struttura)
  • J.-H. Poincaré, La science et l'hypothèse, 1902 (La scienza e l'ipotesi)
  • J.-H. Poincaré, La valeur de la science, 1905 (Il valore della scienza)
  • J.-H. Poincaré, Science et méthode, 1908 (Scienza e metodo)
  • Robbie Sutton e Karen Douglas, Social Psychology, Palgrave Macmillan, 2013, pp. 832 ISBN 978-0230218031

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

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