Crociate del Nord

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Le crociate del Nord o crociate Baltiche furono le crociate organizzate tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo contro i popoli baltici, finnici e slavi che abitavano alcuni dei territori affacciati sul mar baltico. Contrariamente a quanto avvenuto in quelle medio orientali, queste crociate si proposero fin da subito l'obiettivo della conversione dei conquistati, che subirono il battesimo successivamente alla sconfitta militare dei loro eserciti da parte di crociati principalmente tedeschi, danesi e svedesi.

Con l'espansione del dominio crociato ad est si vennero a creare, già a partire dal 1200, tensioni con i pricipati russo ortodossi. Nel 1234 papa Gregorio IX definirà gli ortodossi russi come eretici, e pochi anni dopo benedirà la fallimentare invasione delle Repubbliche di Pskov e Novgorod da parte dell'Ordine teutonico[1][2]

Premessemodifica | modifica wikitesto

I territori interessati dalle crociate del nord avevano già conosciuto attacchi da parte delle dinastie imperiali: carolingi, ottoniani e salii avevano infatti soggiogato danesi e slavi, costringendoli al battesimo e all'obbedienza al clero cattolico. Sul finire dell'undicesimo secolo l'opzione militare riprese vigore: nel 1108 dalla diocesi di Magdeburgo partì un appello incitante a a conquistare i territori dei Venedi. Fra il 1100 e il 1124 il duca sassone Lothar compì diverse incursioni nei loro territori; ma è solo a partire dal 1140 che si stabilirono le prime conquiste territoriali in Wagria, dal cui territorio vennero cacciati i precedenti occupanti polabi. Enrico di Badewide e Adolfo II di Schaumburg conquisteranno poi forti e città di Lübeck e Ratzeburg; a Oldenburg e poi a Lübeck nasceranno i primi arcivescovati.

Crociata dei Venedimodifica | modifica wikitesto

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Crociata dei Venedi.

Nel 1147 papa Eugenio III emanando la bolla Divina dispensatione, autorizzò la guerra santa nei confronti dei popoli slavi che abitavano la parte nord ed est della Germania, equiparandola nei meriti e nei benifici a quella che nello stesso periodo si combatteva in terra santa contro i musulmani. La crociata non otterrà però risultati sostanziali dal punto di vista del clero: se nelle intenzioni di Bernardo di Chiaravalle i pagani slavi si sarebbero dovuti combattere “fino al momento in cui, con l'aiuto di Dio, essi devono essere o convertiti o cancellati”, in realtà non si ottennero che poche conversioni - comprese quelle del principe obodrita Niklot e dei suoi soldati - che secondo il cronista sassone Helmold furono anche fasulle e la distruzione di qualche tempio pagano. I Sassoni invece consolidarono le loro posizioni in Wagria e Polabia, oltre a costringere Niklot a diventare loro alleato e tributario. I danesi, pur partecipando dal primo momento, furono presto costretti a tornare in patria per proseguire la guerra civile fra i due pretendenti al trono Canuto V e Sweyn III senza aver conseguito risultati rilevanti.[3]

Crociata livonianamodifica | modifica wikitesto

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Crociata livoniana.

Sul finire del XII secolo questa regione cominciò a rappresentare un valore religioso importante per il mondo cattolico, prima con Papa Celestino III e successivamente con Innocenzo III. Il primo vescovo della Livonia Meinardo proveniva dalla Germania settentrionale, terra allora di monasteri di frontiera, famosi per l'arte della memoria (i monaci conoscevano a mente la Scrittura più che le raffinatezze del latino ciceroniano). Nel 1186, Meinardo giunse a Ikšķile (Üxküll) e costruì la prima chiesa e una fortificazione, entrambe in pietra. I Livi tentarono di distruggere quest'ultima servendosi di corde, ma si accorsero presto che era troppo solida. Nel 1201 la diocesi venne trasferita nella vicina Riga, città di nuova fondazione. Il vescovo Bertoldo venne ucciso e fatto a pezzi dalla popolazione locale, che non accettava di essere convertita alla religione straniera.

"La Mappa dei Cavalieri": Livoniae Nova Descriptio, XV secolo

Nel 1202 Albrecht von Buxthoeven (Alberto di Buxthoeven), nominato primo vescovo di Livonia da papa Innocenzo III, fondò l'Ordine cavalleresco dei Portaspada (Fratres Militiae Christi) al fine di cristianizzare la regione. La Livonia non voleva rinunciare alla propria religione pagana. La situazione degenerò quando i missionari cristiani inviati nella regione furono massacrati. Papa Innocenzo III decise allora di proclamare una crociata ed incaricò l'Ordine dei Portaspada di conquistare e controllare la regione. Nel 1206 Vinne de Rorbach, primo Gran Maestro dell'Ordine, vinse la battaglia di Riga e convertì forzatamente le popolazioni al Cristianesimo assumendo il titolo di principe di Livonia (Fürst von Livland). Il successivo ingresso nel Sacro Romano Impero (1225) sancì l'entrata del paese baltico sotto la sfera di influenza tedesca.

I Cavalieri Templari di Livonia (Portaspada) confluirono in parte nell'Ordine Teutonico, dopo aver contribuito a cristianizzare le terre di Livonia.

Oggigiorno il Granducato di Pomerania e Livonia, ed i suoi legittimi pretendenti al trono Principe Ludwig e Micheal, sono detentori per diritto internazionale della fons honorum del Cavalierato Templare (portaspada) di Livonia[4].

Campagne contro Letgalli e Selonici (1208–1224)modifica | modifica wikitesto

Dopo aver soggiogato i livoniani i crociati posero la loro attenzione sui principati letgalli a est, lungo i fiumi daugava e gauja. Il principato di Talava sarà l'unica tribù baltica che, firmando un'alleanza nel 1208 e successivamente convertendosi dal cristianesimo ortodosso al cattolicesimo si soggiogherà in maniera pacifica al dominio crociato: il regnante dei Talava, Tālivaldis (Talibaldus de Tolowa), diventerà il più fedele alleato dei crociati tedeschi contro gli estoni, e morirà come martire cattolico nel 1215. La data d'inizio della guerra è fissata nel 1208 con l'occupazione del principato ortodosso di Koknese e il forte seloniano di Sēlpils. Il principato ortodosso di Jersika cadde nel 1209, accusato dai crociati di essere alleato dei pagani lituani. Sconfitto, il re di Jersika diventerà vassallo del vescovo di Livonia, mentre il feudo di Sēlpils passerà all'Ordine Livoniano. Nel 1224 con la divisione di Talava e Adzele fra il vescovo di Rīga e l'ordine dei Cavalieri portaspada la letgallia divenne definitivamente dominio degli imperatori tedeschi. Nel 1239 l'ex principato di Jersika venne invece diviso fra il vescovo di Rīga e l'Ordine Livoniano.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ The Clash of Cultures on the Medieval Baltic Frontier, Alan V. Murray
  2. ^ Eric Christiansen, The Northern Crusades. Penguin Books, New York, 1997
  3. ^ Eric Christiansen, The Northern Crusades. Penguin Books, New York, 1997
  4. ^ Prince Michael

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Piero Bugiani (a cura di), Chronicon Livoniae. Books & Company, Livorno, 2005, pp. 448
  • Eric Christiansen, The Northern Crusades. Penguin Books, New York, 1997

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

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