Danilo Mainardi

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« L'ecologia ci insegna che la nostra patria è il mondo. »
(Danilo Mainardi)
Danilo Mainardi negli anni ottanta

Danilo Mainardi[1] (Milano, 25 novembre 1933) è un etologo, ecologo e divulgatore scientifico italiano.

È spesso inserito fra i più noti e stimati,[2][3][4][5] nonché fra i primi[6] etologi italiani.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Figlio di Enzo Mainardi, poeta e pittore futurista, e Maria Soldi,[7] campagnola,[8] Danilo Mainardi nasce a Milano il 25 novembre 1933[9]. Fin da bambino nutre la passione per il disegno degli animali che, trasmessa dal padre pittore, venne conservata in vita adulta. Molti libri di divulgazione scientifica di Mainardi sono arricchiti proprio con le sue rappresentazioni,[10] le quali, in parte raccolte in Novanta animali disegnati da Danilo Mainardi (1989), sono caratterizzate da pochi tratti essenziali.[11] A causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale che colpiscono tra le molte città anche Milano, il nucleo famigliare si vede costretto a spostarsi a Soresina, in provincia di Cremona, dove il piccolo Mainardi entra in contatto con la natura facendo esperienze che non sarebbero state possibili nel capoluogo lombardo, dove aveva comunque visitato lo zoo (poi chiuso nel 1992) nei Giardini pubblici Indro Montanelli. La passione per la natura si traduce nel desiderio di divenire un pastore, poi un veterinario e infine, al momento di scegliere l'indirizzo universitario, lo zoologo.[8]

Il futuro etologo affermerà di avere ereditato la passione per gli animali da entrambi i genitori,[12] ma in particolare dalla madre,[8] mentre il padre lo esortava a leggere libri sull'evoluzione per poi discorrerne.[11] Questo lo spinge a iscriversi, dopo aver frequentato il liceo a Cremona, al corso di Scienze biologiche[11] presso l'Università di Parma, in cui si laureerà nel 1956[13] con una tesi in zoologia.[14] Qui si unisce al gruppo di studio dello zoologo Bruno Schreiber e al corso di genetica tenuto da Luigi Luca Cavalli-Sforza, con il quale, a Milano, analizza le parentele fra le specie attraverso l'analisi dei gruppi sanguigni.[11] Mainardi si imbatte in uno studio, condotto da Ernst Mayr e Richard Andrew, sui rapporti filogenetici di alcune specie che stava studiando con i gruppi sanguigni, e inizia così a interessarsi al comportamento animale, osservando e conducendo degli esperimenti sui topi.[11] Nell'Università di Parma ha inoltre insegnato dal 1967 fino al 1992 prima Zoologia, quindi Biologia generale e infine Etologia nelle facoltà di Scienze e di Medicina.[13][15][16]

Dal 1973 è direttore della Scuola internazionale di etologia del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana di Erice,[13] dove ha organizzato numerosi corsi specializzati che sono stati poi in gran parte pubblicati da case editrici internazionali.[15][16] È stato inoltre professore ordinario di Ecologia comportamentale,[15] di cui è divenuto poi professore emerito,[13][10][17] e di Biologia presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università Ca' Foscari di Venezia,[16] città dove risiede da oltre vent'anni.[3]

Mainardi è stato direttore dell'Istituto di Zoologia e del Dipartimento di Biologia e Fisiologia generali dell'Università di Parma, nonché del Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università Ca' Foscari.[15][16] È inoltre membro dell'Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, della Società Italiana di Etologia, di cui è stato anche presidente, e di varie altre accademie e società scientifiche.[15][17]

Nel 1975 fu presidente della XIV International Ethological Conference che si svolse a Parma e che vide la partecipazione di Daniel Bovet e Konrad Lorenz, entrambi premi Nobel per la medicina rispettivamente nel 1957 e nel 1973.[6][18][15] Coprì nuovamente il ruolo di presidente del convegno intitolato "Multidisciplinary Approaches to Conflict and Appeasement in Animals and Man", organizzato a Parma nel 1985 dall'International Society for Research on Aggression.[15][16]

Nel 2002 diviene presidente onorario della Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU),[10] della quale nel 1996 era stato nominato presidente nazionale, ruolo poi ceduto all'ambientalista Giuliano Tallone.[14][19] È inoltre, dal 2005, presidente onorario dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR).[15][10]

Non completamente vegetariano a causa delle necessità imposte dall'anemia, sostiene a ogni modo il vegetarianismo, nonostante sottolinei – basandosi su prove anatomiche e fisiologiche – come la specie umana non sia per sua natura vegetariana.[12] La scelta etica di Mainardi non mira principalmente all'eliminazione del consumo di carne (seppure ne consigli, per motivi di salute, una netta riduzione), bensì a un maggiore rispetto della vita degli animali, soggetti a continue sofferenze all'interno degli allevamenti intensivi, i quali si sono diffusi a causa della sovrappopolazione.[12] A riguardo, ha descritto l'elevata densità di popolazione sul pianeta come la principale fonte dei problemi legati alla specie umana, che, riferendosi al modo insostenibile con cui si è riprodotta nel corso dei secoli, ha definito «una vera anomalia ecologica».[12]

Per la sua abilità e il suo impegno per la divulgazione scientifica ha vinto numerosi premi nel corso degli anni.[4]

È un grande appassionato di libri gialli, che definisce «tranquillizzanti e riposanti», ma legge anche narrativa, biografie e raramente saggistica e poesia. Sottolineando le analogie fra il lavoro del detective e quello del ricercatore, Mainardi stesso ha inventato una sorta di genere letterario definito giallo etologico, di cui fanno ad esempio parte i suoi libri L'acchiappacolombi (2008)[20] e Le corna del Cesare (2012)[21].[8]

Attività scientifica e divulgativamodifica | modifica wikitesto

Mainardi si è occupato principalmente dell'evoluzione del comportamento sociale, in relazione ai ruoli parentali e alloparentali, e sessuale degli animali a partire dallo stadio infantile,[13] dimostrando in particolare l'importanza dell'imprinting nel determinare le preferenze sessuali, sociali e alimentari dell'individuo.[16][22] Tra le pubblicazioni più significative riguardo a questo argomento si inseriscono La scelta sessuale nell'evoluzione della specie (1968) e Il comportamento animale (1970).[13] Ha inoltre analizzato gli aspetti comunicativi dei segnali infantili, il comportamento ludico-esplorativo, che svolge la funzione di insegnamento e di esempio nell'ambito della trasmissione culturale,[8] nonché gli effetti della socialità e dell'isolamento sullo sviluppo del comportamento aggressivo.[16][8] In particolare, con i suoi studi sull'aggressività ha dimostrato che non esiste appetenza per questo comportamento. Mainardi ha comunque sviluppato una vasta conoscenza anche al di fuori del suo ambito ristretto, includendo studi di biologia generale, anatomia comparata ed ecologia comportamentale, materie che poi ha insegnato.[11]

Mainardi ha inoltre analizzato il comportamento intelligente degli animali inteso come meccanismo adattativo che aumenta la probabilità di sopravvivenza di una specie, sottolineando come il pensiero intelligente non sia una dote appartenente solamente alla specie umana.[2][23] Ha comunque precisato che «non c'è bisogno di avere una mente per stare al mondo», volendo intendere con questo che l'intelligenza non è una prerogativa fondamentale per la sopravvivenza della specie, come testimoniano i mosconi, i quali non possiedono una mente.[8] L'originalità del suo metodo d'indagine, adottato poi da numerosi suoi colleghi, è l'impiego di documenti filmografici attraverso i quali osservare il comportamento animale in relazione all'attività di problem solving, e quindi dedurre i meccanismi che regolano la risoluzione di problemi. Tali ricerche hanno portato alla scoperta che anche le specie animali posseggono in certa misura la capacità tipica dell'uomo di produrre e trasmettere cultura, di trasferire, cioè, da un individuo a un altro, soluzioni di problemi e innovazioni. Quanto scoperto ha permesso a Mainardi di sviluppare – ne L'animale culturale (1974) – una "storia naturale della cultura" che traccia un percorso evolutivo al cui vertice si posiziona la specie umana.[13]

L'etologo milanese sostiene che solamente andando a correggere la visione dell'uomo nei confronti del mondo e della natura sia possibile eliminare definitivamente i problemi ambientali. Egli sottolinea inoltre che l'uomo possiede le potenzialità per compiere tale cambiamento, ma è frenato dalla sua incapacità di vedere le conseguenze a lungo termine.[11] Nota inoltre come le donne risultino più sensibili alle tematiche animaliste.[12] A riguardo si è sempre impegnato in attività di protezione ed educazione ambientale, soprattutto nei confronti dei bambini, i quali si dimostrano più interessati agli animali rispetto agli adulti.[4][12]

Mainardi è autore di oltre duecento pubblicazioni.[16][2][4] Alla vastissima produzione scientifica, che si estende dagli studi di eco-etologia ai fondamenti teorici di educazione ambientale,[16] Mainardi ha alternato un'intensa attività di divulgazione scientifica[11] – di cui sono un esempio il Dizionario di etologia (1992) e Lo zoo aperto (1994) –[4] approcciandosi al mondo animale attraverso un linguaggio meno tecnico e più affettivo, come si può notare dalle pubblicazioni più recenti – fra le quali, Arbitri e galline. Le sorprendenti analogie tra il mondo animale e il mondo umano (2004), L'intelligenza degli animali (2009), Le corna del Cesare (2012) e Noi e loro. Cento piccole storie di animali (2013).[13]

Ha inoltre redatto la pagina presente nell'Enciclopedia del Novecento, editata dall'Istituto della Enciclopedia Italiana, che definisce la disciplina dell'etologia.[24]

È stato direttore dell'Italian Journal of Zoology, organo dell'Unione Zoologica Italiana,[15] e ha partecipato come consulente a numerose trasmissioni televisive specialistiche, tra le quali Dalla parte degli animali, Almanacco del giorno dopo, Quark e Superquark.[16][13][2] Collabora con i quotidiani Corriere della Sera[10] e Il Sole 24 ORE,[22][17] e con i periodici Airone,[22] Quark e Casaviva.[16][13][25]

Ha sostenuto la validità della pet therapy, rimarcando come il contatto dell'uomo con certi animali produca benessere.[12][8] Mainardi ha inoltre sottolineato in più occasioni come sia importante evitare antropomorfismi di animali per non fraintenderne i comportamenti e le necessità.[2][26][27][8] Allo stesso modo si è dimostrato critico nei confronti dell'immagine degli animali proposta dalla Disney nei cartoni animati e in particolare nei documentari, dove, conferendogli caratteristiche antropomorfe, alcuni animali vengono raffigurati come cattivi e altri come buoni.[8] In merito ai numerosi casi in cui viene supposto il suicidio di animali (soprattutto cani), Mainardi si è dichiarato scettico nei confronti di questa ipotesi perché la consapevolezza della propria morte non appartiene a nessuna specie all'infuori dell'uomo.[8]

Pur definendo la questione della sofferenza degli animali nelle pratiche vivisezionistiche «un problema difficilissimo [...] che andrebbe risolto globalmente», sostiene che si potrebbe ridurre notevolmente l'impiego di animali autocoscienti nella sperimentazione animale se questi non generassero ingenti introiti per le multinazionali che li allevano in grandi quantità. Quindi, per Mainardi solo una piccola parte della sperimentazione animale necessita realmente di animali vivi e senzienti, mentre gran parte degli esperimenti potrebbe essere sostituita da altri metodi d'indagine, come ad esempio le colture cellulari.[8]

Si è dichiarato contrario alle corride e all'impiego di animali nei circhi, criticando fortemente l'opinione diffusa secondo la quale queste procedure debbano essere mantenute poiché rappresentative di una tradizione popolare. Ha fatto sopprimere il proprio cane, ormai malato terminale e sofferente, per garantirgli «una dolce morte» piuttosto che un accanimento terapeutico.[8]

In un'intervista ha definito appaganti le importanti scoperte relative alle ricerche sull'aggressività, sull'influenza dell'imprinting nelle scelte sessuali e sulla trasmissione di cultura degli animali, aggiungendo poi che la più grande soddisfazione è comunque venuta dall'attività divulgativa e saggistica, con cui ha fornito a molti lettori un aiuto nel comprendere e rispettare gli animali. Nella stessa intervista ha dichiarato che se dovesse scegliere un animale nel quale reincarnarsi preferirebbe essere un uccello per la «meravigliosa» capacità di volare.[8]

Operemodifica | modifica wikitesto

  • La scelta sessuale nell'evoluzione della specie, Torino, Boringhieri, 1968.
  • Il comportamento animale. Introduzione all'etologia, Bologna, Zanichelli, 1970.
  • Storie naturali, Sonzogno, 1974.
  • L'animale culturale, Milano, BUR Rizzoli, 1975. ISBN 88-17-12048-0.
  • La scelta sessuale nell'evoluzione della specie, Torino, Boringhieri, 1975. ISBN 978-88-339-0320-0.
  • Intervista sull'etologia, a cura di Paolo Caruso, Laterza, 1977.
  • Avventure con gli animali, De Donato, 1979.
  • Il mestiere dell'etologo, Milano, Bompiani, 1979. ISBN 978-88-452-0572-9.
  • Animali intorno a noi, Milano, Longanesi & C., 1985. ISBN 978-88-304-0599-8.
  • Lo specifico etologico, Roma, Editori Riuniti, 1986.
  • Zoo privato, Milano, Longanesi, 1987. ISBN 978-88-304-0730-5.
  • Animali visti da vicino, SEDES, 1987. ISBN 978-88-8013-217-2.
  • Novanta animali disegnati da Danilo Mainardi, Torino, Bollati Boringhieri, 1989. ISBN 978-88-339-0490-0.
  • Animali e uomini, Roma, Il Cigno GG Edizioni, 1989. ISBN 978-88-7831-008-7.
  • Dalla parte degli animali, Milano, Longanesi, 1990. ISBN 978-88-304-0947-7.
  • Galapagos e Patagonia. Sulle orme di Darwin, con Marco Visalberghi, Roma, Il Cigno GG Edizioni, 1991.
  • Etologia & protezione animale, con Sergio Papalia, Editoriale Grasso, 1991. ISBN 88-7055-118-0.
  • Il cane e la volpe, Torino, Einaudi, 1992. ISBN 978-88-06-12451-9.
  • Dizionario di etologia, Torino, Einaudi, 1992. ISBN 978-88-06-13027-5.
  • Animali famosi e altri animali, Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 1992.
  • Il linguaggio degli animali, con Alessandro Minelli, Firenze, Giunti, 1992. ISBN 978-88-09-45250-3.
  • Animali cacciatori, con Alessandro Minelli, Firenze, Giunti, 1992. ISBN 978-88-09-45247-3.
  • Animali in società, con Alessandro Minelli, Firenze, Giunti, 1992. ISBN 978-88-09-45249-7.
  • Come si difendono gli animali, con Alessandro Minelli, Firenze, Giunti, 1992. ISBN 978-88-09-45251-0.
  • Animali che imparano, con Alessandro Minelli, Firenze, Giunti, 1992. ISBN 978-88-09-45248-0.
  • Animali in famiglia, con Alessandro Minelli, Firenze, Giunti, 1992. ISBN 978-88-09-45246-6.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ La corretta pronuncia del nome è Dànilo e non Danìlo (cfr. Giorgio Dell'Arti, Biografia di Danilo Mainardi, cinquantamila.corriere.it; cfr. anche Danilo Mainardi entra nella presidenza dell’UAAR, UAAR).
  2. ^ a b c d e Fabrizio Patti, Dànilo Mainardi: «Si può essere animalisti e mangiare carne», su Linkiesta, 16 aprile 2016. URL consultato il 12 maggio 2016.
  3. ^ a b Davide Berti, Mainardi salva le nutrie «La colpa è dell’uomo», su Gazzetta di Modena, 22 gennaio 2014. URL consultato il 3 maggio 2016.
  4. ^ a b c d e Note biografiche su Danilo Mainardi (PDF), su Ente Fauna Siciliana. URL consultato il 15 maggio 2016.
  5. ^ Matteo Severgnini, Incontro con Danilo Mainardi, su RSI. URL consultato il 4 giugno 2016.
  6. ^ a b Veronica Rafaniello, Darwin Day, gli studi sull’evoluzione a portata di tutti, su parmateneo.it, 16 marzo 2015. URL consultato il 3 maggio 2016.
  7. ^ Personalità legate a Ticengo, su comuneticengo.gov.it. URL consultato il 30 aprile 2016.
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n Filmato video Matteo Severgnini, Incontro con Danilo Mainardi, RSI. URL consultato il 19 dicembre 2016.
  9. ^ Maurizia Pallante, I grandi che fecero grande l'etologia, su vglobale.it, 25 agosto 2011. URL consultato il 3 settembre 2016.
  10. ^ a b c d e Giorgio Dell'Arti, Biografia di Danilo Mainardi, su cinquantamila.corriere.it, 28 aprile 2014. URL consultato il 30 aprile 2016.
  11. ^ a b c d e f g h Laura Bibi Palatini, Etologia per immagini, su jekyll.sissa.it, 19 luglio 2005. URL consultato il 3 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2007).
  12. ^ a b c d e f g Alessandra Cicalini, Danilo Mainardi e la passione per gli animali, su muoversinsieme.it, 2 ottobre 2013. URL consultato il 12 maggio 2016.
  13. ^ a b c d e f g h i j Danilo Mainardi, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 30 aprile 2016.
  14. ^ a b L'etologo Danilo Mainardi al Museo di storia naturale, su Il Tirreno, 16 dicembre 2010. URL consultato il 12 maggio 2016.
  15. ^ a b c d e f g h i Danilo Mainardi entra nella presidenza dell’UAAR, su UAAR, 21 ottobre 2005. URL consultato il 30 aprile 2016.
  16. ^ a b c d e f g h i j k Danilo Mainardi, su istitutoveneto.it. URL consultato l'8 maggio 2016.
  17. ^ a b c Danilo Mainardi, su cairoeditore.it. URL consultato il 30 aprile 2016.
  18. ^ David Vezzali, Dal 24 al 26 giugno il XXVI Convegno della Società Italiana di Etologia, su unipr.it, 18 giugno 2015. URL consultato il 30 aprile 2016.
  19. ^ La nostra storia, su LIPU. URL consultato il 30 aprile 2016.
  20. ^ L'acchiappacolombi – Un giallo etologico, su miapavia.it, 9 febbraio 2009. URL consultato il 4 giugno 2016.
  21. ^ Il detective e il ricercatore, su UniPi, 14 giugno 2012. URL consultato il 4 giugno 2016.
  22. ^ a b c Danilo Mainardi, su festivaldellamente.it. URL consultato il 30 aprile 2016.
  23. ^ Danilo Mainardi, Quello che c'è nella mente degli animali, su Corriere della Sera, 8 agosto 2010. URL consultato il 12 maggio 2016.
  24. ^ Danilo Mainardi, Etologia, in Enciclopedia del Novecento, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1975-2004. URL consultato l'8 maggio 2016.
  25. ^ Danilo Mainardi, su Longanesi. URL consultato il 30 aprile 2016.
  26. ^ Danilo Mainardi, Le emozioni (misteriose) che ci avvicinano, su Corriere della Sera, 19 novembre 2014. URL consultato il 12 maggio 2016.
  27. ^ Danilo Mainardi, L'ultimo abbraccio dal suo compagno: così muore il canguro, su Corriere della Sera, 14 gennaio 2016. URL consultato il 4 giugno 2016.

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