Decimo Aterio Agrippa

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Decimo Aterio Agrippa
Nome originale Decimus Haterius Agrippa
Morte 32
Coniuge Domizia maggiore
Figli Quinto Aterio Antonino
Gens Ateria
Padre Quinto Aterio
Tribunato della plebe 15
Pretura 17
Consolato 22

Decimo Aterio Agrippa, o Didio Aterio Agrippa (in latino: Decimus (Didius) Haterius Agrippa; ... – 32), è stato un politico romano.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Decimo era il figlio dell'oratore e senatore romano Quinto Aterio[1] e di una figlia di Marco Vipsanio Agrippa.[2]

Fu tribuno della plebe nel 15 ed usò il suo veto in più occasioni;[3] fu senatore e diventò pretore nel 17, grazie all'aiuto di Germanico e Druso minore, suoi parenti,[4] che fecero in modo che la legge fosse aggirata.[5] Nel 21 Agrippa richiese per Gaio Clutorio Prisco, un poeta, la pena capitale con l'accusa di aver composto un carme sulla morte di Druso minore mentre questi era ancora in vita.[6] Fu nominato console nel 22, e durante quest'anno furono approvate delle leggi contro il lusso eccessivo.[7] Agrippa sollecitò fortemente l'imperatore Tiberio all'approvazione di una legge che limitava il numero di candidati a cariche politiche per ogni famiglia. Nel 32 Agrippa portò avanti molte accuse contro i consoli suffetti dell'anno precedente, Lucio Fulcinio Trione e Publio Memmio Regolo, poiché, dopo essersi accusati tra loro, tacevano facendo pensare che coprissero i loro misfatti a vicenda.[8] Il senato, però, non volle accrescere le preoccupazioni di Tiberio e quindi Agrippa venne accantonato.[8]

« Aterio ne uscì più odiato di prima, perché, smidollato dal sonno e da veglie di lussuria, e, proprio per la sua apatia, libero dalla paura delle crudeltà del principe, meditava, tra orge e turpitudini, la rovina di uomini illustri »
(Tacito, Annales, VI, 4)

Agrippa morì quello stesso anno, vittima del regno del terrore di Tiberio.[9]

Sposò Domizia maggiore, figlia di Antonia maggiore e Lucio Domizio Enobarbo. Il loro unico figlio fu il console Quinto Aterio Antonino.[10]

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Smith 1849, vol. I, Agrippa, D. Haterius.
  2. ^ Syme 1993, 133.
  3. ^ Tacito, Annales, I, 77.
  4. ^ Syme 1993, 145.
  5. ^ Tacito, Annales, II, 51.
  6. ^ Tacito, Annales, III, 49.
  7. ^ Tacito, Annales, III, 52.
  8. ^ a b Tacito, Annales, VI, 4.
  9. ^ Syme 1993, 146.
  10. ^ Lightman 2008, pag. 104.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

Fonti primarie
  • Tacito, Annales. Wikisource-logo.svg
    • (IT) Annali — traduzione in italiano di Progettovidio;
    • (EN) Annals Wikisource-logo.svg — traduzione in inglese di Alfred J. Church e William J. Brodribb.
Fonti storiografiche moderne
Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
21
Tiberio Giulio Cesare Augusto IV,
Druso Giulio Cesare II
22
con Gaio Sulpicio Galba
23
Gaio Asinio Pollione,
Gaio Antistio Vetere