Divisione "Acqui"

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Divisione "Acqui"
Divisione Acqui 2017.png
Scudetto attuale della Divisione
Descrizione generale
Attiva 1975-1996
2002-oggi
Nazione Italia Italia
Servizio Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Divisione
Motto Arte et Marte
Parte di
Comando Forze Operative Sud (COMFOPSUD)
Comandanti
Comandante attuale Generale di Divisione Antonio Vittiglio

senza fonte

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La Divisione "Acqui" è una Grande Unità complessa dell'Esercito Italiano che dal 5 luglio 2016 inquadra le Brigate “Granatieri di Sardegna”, “Aosta”, “Pinerolo”, “Sassari”, “Garibaldi” e il Reparto Comando e Supporti Tattici “Acqui”.

Il Comando Divisione, con sede nella Caserma “Antonio CAVALLERI” di San Giorgio a Cremano (NA), ha mantenuto le pregresse caratteristiche di proiettabilità e di elevata prontezza poiché, all'esigenza, può essere ridislocato anche al di fuori del territorio nazionale nel quadro di operazioni internazionali.

Storiamodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: 33ª Divisione fanteria "Acqui".

La Grande Unità venne costituita come Brigata Acqui il 25 ottobre 1831 le cui origini risalivano al Reggimento Desportes, costituito nel 1703 nel Regno di Sardegna e più volte rinominato, assumendo nel 1831 la denominazione "1º Reggimento (Brigata Acqui)" e 17º Reggimento Fanteria "Acqui"[1] nel 1881, anno in cui la Brigata "Acqui" venne ricostituita dopo che era stata sciolta nel 1871.

Dopo aver preso parte alla Prima Guerra Mondiale la Brigata "Acqui" venne sciolta il 15 ottobre del 1926 e ricostituita nell'agosto 1939 a livello di Divisione con la denominazione di 33ª Divisione fanteria "Acqui" e allo scoppio della seconda guerra mondiale, venne dislocata prima in Piemonte poi in Albania, per essere poi trasferita con compiti di presidio nelle Isole Ionie, ripartita tra Corfù, presidiata dal 18º Reggimento fanteria, comandato dal colonnello Luigi Lusignani, e da parte del 33º Reggimento artiglieria, e Cefalonia, in cui era acquartierato il resto.

L'eccidio di Cefaloniamodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Eccidio di Cefalonia.

Dopo l'armistizio i tedeschi, per i quali Cefalonia aveva una rilevante importanza strategica, poiché controllava l'accesso al golfo di Corinto, avevano deciso di prendere con la forza il controllo dell'isola inviando un ultimatum al comando italiano, accompagnandolo con varie azioni belliche, come il disarmo di reparti e batterie isolati e la presa di prigionieri italiani. Il comandante della Divisione, generale Antonio Gandin, sentito il parere delle truppe componenti il presidio, rifiutò l'ultimatum tedesco. Dopo diversi giorni di combattimento, esaurite le munizioni per l'artiglieria e disarticolata l'unità dagli attacchi tedeschi, senza nessun appoggio da parte degli alleati,[2] avendo subito perdite elevate, il generale Gandin, decise di capitolare il 21 settembre.

Subito dopo la resa, da parte tedesca venne dato il via ad un indiscriminato massacro verso i soldati e ancora di più verso gli ufficiali italiani. Anche le truppe stanziate a Corfù comandate dal colonnello Luigi Lusignani, che in un primo tempo avevano sopraffatto la guarnigione tedesca, dopo una lunga resistenza (i combattimenti durarono dal 13 al 26 settembre), furono travolte e anche a Corfù gli ufficiali italiani, dopo la resa, furono oggetto di numerose fucilazioni nella fortezza della Corfu.

Brigata motorizzata "Acqui"modifica | modifica wikitesto

La Brigata "Acqui" è stata ricostituita il 1º ottobre 1975 con reparti per lo più provenienti dalla Divisione "Granatieri di Sardegna" anch'essa in via di riordinamento, inquadrando i battaglioni di fanteria 17° "San Martino", 57° "Abruzzi", 130° "Perugia", il 9° corazzato "M.O. Butera", il 48º gruppo artiglieria da campagna "Taro", il battaglione logistico "Acqui" il Reparto comando ed unità minori.

La Brigata ha fornito la struttura portante per la Forza di Pronto Intervento per le pubbliche calamità (Fo.Pi.) e, dal 1º Aprile 1991, ha espletato le funzioni di 10º Comando Operativo Territoriale per l'Abruzzo.

Ordine di battaglia Brigata motorizzata "Acqui" (1976)
  • Reparto Comando e Trasmissioni "Acqui" (L'Aquila)
  • 57º Battaglione Fanteria Motorizzato "Abruzzi" (Sora FR)
  • 70º Battaglione Fanteria Motorizzato "Ancona" (quadro, Sora FR)
  • 130º Battaglione Fanteria Motorizzato "Perugia" (Spoleto PG)
  • Compagnia controcarri "Perugia"((Spoleto)) (Provincia di Perugia PG)
  • 17º Battaglione Fanteria Addestramento Reclute "San Martino" (Sulmona AQ)
  • 9º Battaglione Corazzato "M.O. Butera" (L'Aquila)
  • Compagnia Controcarri "Acqui" (L'Aquila)
  • 48º Gruppo Artiglieria da Campagna "Taro" (L'Aquila)
  • Compagnia Genio Guastatori "Acqui" (L'Aquila)
  • Battaglione Logistico "Acqui" (L'Aquila)

Brigata meccanizzata "Acqui"modifica | modifica wikitesto

Il 1º ottobre 1991 la brigata è stata riconfigurata da Motorizzata a Meccanizzata, perdendo il 57° "Abruzzi" ed il 9° "M.O. Butera" ed inquadrando il 123° "Chieti".

Nel 1992, con il passaggio all'ordinamento reggimentale nella brigata vennero inquadrati i reggimenti di fanteria 17° "Acqui" e 130° "Perugia" e il 48º Reggimento d'artiglieria semovente "Taro"; dal 1992 la Brigata è stata impiegata a più riprese nell'Operazione "Vespri Siciliani" fino al suo scioglimento avvenuto il 30 giugno 1996.

Comando Divisione "Acqui"modifica | modifica wikitesto

Nel 2002 la 3ª Divisione "Celere" affiliata all'Allied Rapid Reactions Corps, il Corpo di Reazione Rapida della NATO trasferì il suo comando da Milano a San Giorgio a Cremano (NA) nella sede del 2° COMFOD con la denominazione di Comando Divisione "Acqui", costituito nell'ambito del 2° COMFOD, con compiti di Comando di pianificazione senza reparti assegnati in tempo di pace, può essere rischierato anche all'estero nell'ambito di missioni militari di peacekeaping, inquadrando unità a livello di brigata e servizi. In questo contesto, al Comando Divisione "Acqui" sono affiliati la Brigata bersaglieri "Garibaldi", la Brigata corazzata "Pinerolo", la Brigada Aerotransportada Independente portoghese, il 52º Reggimento artiglieria semovente ed un "cluster" tratto dal 17º Reggimento di artiglieria contraerea "Sforzesca".

Il 5 luglio 2016, conseguentemente alla soppressione del 2º Comando forze di difesa, la Divisione è stata riorganizzata e ha assunto alle sue dipendenze le Brigate "Granatieri di Sardegna", "Aosta", "Pinerolo", "Sassari" e "Garibaldi", oltre al Reparto comando e supporti tattici "Acqui"[3]. Il 9 settembre 2016 il Reparto comando e supporti tattici è stato elevato al rango di reggimento, con alle dipendenze una compagnia servizi e un battaglione, a sua volta composto da una compagnia trasporti e una compagnia supporto allo schieramento[4].

Struttura attuale della divisionemodifica | modifica wikitesto

Organigramma della Divisione "Acqui".

I comandanti[5]modifica | modifica wikitesto

  • Brigata Motorizzata "Acqui" (1975 - 91)
    • Gen. B. Giacinto Antonelli
    • Gen. B. Vincenzo Parente
    • Gen. B. Domenico Esposito
    • Gen. B. Vito Caringella
    • Gen. B. Pietro Castelletti
    • Gen. B. Nicola De Santis
    • Gen. B. Andrea M. Lusa
    • Gen. B. Gianfranco Cristofani
    • Gen. B. Angelo Sion
    • Gen. B. Renzo Romano
    • Gen. B. Costantino Maglio
    • Gen. B. Alfonso Pessolano
  • Brigata Meccanizzata "Acqui" (1991-1996)
    • Gen. B. Alfonso Pessolano
    • Gen. B. Valter Sini
    • Gen. B. Dario Orzan
    • Gen. B. Biagio Schilirò
  • Comando Divisione "Acqui" (dal 2002)
    • Magg. Gen. Francesco Paolo Spagnuolo
    • Brig. Gen. Ernesto Alviano
    • Gen. D. Vincenzo Lops
    • Gen. B. Domenico Zucaro in s.v.
    • Gen. C.A. Vincenzo Lops
    • Gen. D. Vincenzo Santo
    • Gen. D. Rosario Castellano
    • Gen. D. Roberto D'Alessandro
    • Gen. D. Antonio Vittiglio

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Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto