Fùcur

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Fùcur
Bavaria Filmstadt - NeverEnding Story, Falkor the Luckdragon.jpg
Universo La storia infinita
Nome orig. Fuchur
Lingua orig. tedesco
Autore Michael Ende
1ª app. 1979
1ª app. in La storia infinita
app. it. 1981
app. it. in La storia infinita
Voci orig.
Voci italiane
Specie Drago della Fortuna
Abilità
  • Fortuna
  • Volo
  • Sputare fuoco blu

Fùcur (Fuchur in lingua originale, chiamato Falkor nei film) è un personaggio del romanzo di Michael Ende La storia infinita, e di tutti i suoi adattamenti cinematografici e televisivi. È un Drago della Fortuna che aiuta e accompagna Atreiu nel corso del suo viaggio alla ricerca di una cura per l'Infanta Imperatrice.

Storiamodifica | modifica wikitesto

Nella sua prima apparizione, Fùcur si trova intrappolato nella ragnatela di Ygramul, in procinto di essere divorato, quando Atreiu giunge sul posto. Per aiutarlo nella sua missione di salvare l'Infanta Imperatrice, Ygramul rivela ad Atreiu che il suo morso dà alla vittima il potere di teletrasportarsi ovunque desideri: anche Fùcur apprende la cosa, e si teletrasporta via assieme ad Atreiu, arrivando alla casa di Enghivuc e Urgula, dove viene curato da quest'ultima. Successivamente, per tutto il resto dell'avventura, Fùcur funge da cavalcatura e fidato compagno di Atreiu; i due vengono brevemente separati durante una tempesta, dopo l'incontro con i Giganti del Vento; Fùcur ritrova l'amuleto Auryn, perso da Atreiu, in fondo al mare, e rischiando la vita si tuffa tra le onde per recuperarlo; dopodiché riesce a ritrovare Atreiu nella Città dei Fantasmi e lo salva appena prima che venga inghiottito dal Nulla. Quando Bastiano arriva a Fantàsia, come Atreiu Fùcur lo segue nel suo viaggio verso la Torre d'Avorio, ma a causa delle manipolazioni di Xayde Bastiano finisce per allontanarli; Atreiu e Fùcur allora assediano la torre con un esercito di ribelli, interrompendo l'incoronazione di Bastiano come imperatore. La battaglia viene vinta ma Atreiu viene gravemente ferito da Bastiano, così Fùcur lo porta in salvo. Bastiano li ritrova quando, ormai dimentico anche della sua stessa identità, sta cercando l'ingresso per le Acque della Vita. Deposto L'Auryn, Bastiano in compagnia di Atreiu e Fucur giungono alle acque della vita, protette dai due serpenti bianco e nero che si mordono la coda mantenendo così l'equilibrio. Qui Fucur mostra una delle sue più grandi capacità in quanto drago della fortuna; riuscendo a comunicare con i serpenti, comprendendo cosa essi dicono, spiegando infine che tutte le voci della gioia sono imparentate fra loro. Dopo avere aiutato Bastiano ad avere riacquistato la memoria e la sua identità, Fucur e Atreiu si preparano a svolgere le sue storie lasciate incompiute, commentando che la sua fortuna li aiuterà a concluderle.

Descrizione e caratteremodifica | modifica wikitesto

Il fortunadrago usato per le riprese del terzo film.

Fùcur ha una forma allungata, con zampe rudimentali e squame rosa e peli su tutto il corpo che appare bianco a luce fioca. La forma della testa è descritta con minore precisione, ma di aspetto leonino e i suoi occhi sono color rosso rubino. Nelle illustrazioni della versione originale del romanzo, appare molto simile a un drago orientale. Nell'adattamento cinematografico del romanzo, così come nei suoi sequel, ha caratteristiche distintive dei cani, infatti nei primi due film, Falkor chiede di essere grattato dietro all'orecchia.

Nonostante non abbia ali, può comunque volare, e può anche dormire mentre vola; è spiegato nel libro che i Draghi della Fortuna sono esseri fatti di fuoco e aria, e quando sono in volo, non smettono mai di prendere aria e calore attraverso le squame, il che rende inutile per loro mangiare e li rende vulnerabili all'acqua - se sono immersi in essa per più di qualche minuto rischiano di morire. Come tutti quelli della sua razza, Fùcur preferisce gli spazi aperti e, sebbene non sia dotato di una grande forza fisica, può sputare fuoco blu per difendersi; inoltre è incredibilmente fortunato, come quando riesce a trovare e salvare Atreiu nella Città dei Fantasmi pur non avendo assolutamente idea di dove potesse essere finito. Verso la fine del libro si scopre un'altra grande capacità di Fùcur: giunti davanti alle acque della vita, egli è in grado di capire cosa esse dicono, spiegando infine che forse tutte le voci della gioia sono imparentate fra loro. Fùcur è un drago della fortuna in tutti i sensi, e la fortuna stessa risiede in lui.

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