Frigorifero di terracotta

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Un frigorifero di terracotta riempito con verdure

Un frigorifero di terracotta (in inglese: clay pot cooler[1] oppure pot-in-pot refrigerator), conosciuto anche con il nome di zeer (in arabo: زير‎) o frigorifero del deserto o canari frigo, è un dispositivo di raffreddamento che sfrutta l'evaporazione e non ha bisogno di elettricità per funzionare.

Il dispositivo utilizza un vaso di terracotta con esterno grezzo, poroso, non smaltato e riempito di sabbia, che contiene al centro un altro vaso interno (che può essere invetriato per prevenire la penetrazione del liquido) in cui viene posto il cibo. L'evaporazione del liquido contenuto nell'intercapedine tra i due vasi riempita di sabbia produce il raffreddamento, portando il calore del vaso interno verso l'esterno.

Il dispositivo può essere utilizzato per conservare e raffreddare qualsiasi sostanza e necessita unicamente di un ambiente relativamente asciutto ed una fonte di acqua.

Precedentimodifica | modifica wikitesto

Vi sono tracce che mostrano che la tecnica del raffreddamento tramite evaporazione fosse usata già nell'Antico Regno in Egitto nel 2.500 a.C.: alcuni affreschi raffigurano schiavi che muovono ventagli vicino a vasi pieni d'acqua per aumentare il flusso d'aria ed accelerare l'evaporazione ed il conseguente raffreddamento.[2] Tali vasi esistono tutt'oggi e sono chiamati "zeer", da cui il nome dell'odierno dispositivo.

Molti vasi di terracotta furono scoperti tra i reperti della civiltà della valle dell'Indo risalenti al 3.000 a.C., i quali erano probabilmente utilizzati per conservare e raffreddare l'acqua, come gli attuali "gharha" o "matki" usati in India e Pakistan.[3]

Nonostante fosse già in uso nel Nordafrica, tale tecnologia sembra essere stata dimenticata con l'avvento dei moderni frigoriferi elettrici, anche se nel subcontinente indiano vi sono diversi tipi di terrecotte (ghara, matka e surahi) ancora utilizzati per rinfrescare l'acqua.[4] In Spagna il botijo è un popolare contenitore di terracotta usato per trasportare e raffreddare l'acqua, in uso da centinaia di anni ed ancora diffuso relativamente grazie al clima mediterraneo; localmente tale refrigerazione è conosciuta come "effetto botijo"[5][6].

Negli anni 1890 i cercatori d'oro in Australia svilupparono il "Coolgardie safe", basato sullo stesso principio.

Storiamodifica | modifica wikitesto

Negli anni 1990, nelle aree rurali della Nigeria settentrionale, Mohamed Bah Abba (1964-2010), docente di studi commerciali presso il Politecnico dello Stato di Jigawa a Dutse, sviluppò il sistema di raffreddamento dei vasi di terracotta, consistente in un piccolo vaso di terracotta collocato all'interno di un altro vaso di terracotta più grande: lo spazio vuoto tra i due vasi veniva riempito di sabbia. Il piccolo vaso interno era così pronto per essere riempito con frutta, verdura o bevande e poi coperto con un telo bagnato.

Mohamed Bah Abba, che proveniva da una famiglia di produttori di vasi, dopo due anni di perfezionamento (1995-1997) sfruttò la vasta disoccupazione locale per assumere - a proprie spese - molti operai per produrre i primi 5.000 "frigoriferi di terracotta"[7],che distribuì in 5 villaggi nello stato nigeriano di Jigawa. Nel 1999 distribuì altri 7.000 frigoriferi in 12 villaggi.

Nel 2000 ricevette il premio Rolex Award for Enterprise di $ 75.000 che gli permise di diffondere la sua invenzione in tutta la Nigeria.[8] e nel 2001 il premio Shell per lo sviluppo sostenibile[9]. Abba ideò una campagna educativa su misura per la vita del paese e per la popolazione analfabeta, realizzando una rappresentazione teatrale con attori locali per promuovere i vantaggi del frigorifero nel deserto. I vasi venivano venduti per un cifra equivalente a 40 centesimi di dollaro al paio.[7]

Dopo il 2000, numerose ONG internazionali hanno iniziato a lavorare sulla diffusione di questa tecnologia in diversi paesi africani, tra cui in Sudan, in Gambia ed in Burkina Faso.

Nel 2002 il dipartimento di sviluppo tecnologico dell'Università di Al-Fashir in Darfur (Sudan) effettuò diversi esperimenti che certificarono la validità del progetto e la funzionalità del dispositivo, che portò alla costituzione dell'Associazione delle donne per la manifattura della terracotta in Darfur per l'autocostruzione del dispositivo, che venne chiamato con il nome arabo di Zeer.

Dopo la morte di Abba nel 2010, l'evoluzione del frigorifero di terracotta è stato distribuito in più di 100.000 esemplari nelle zone semi-aride della Nigeria settentrionale e dintorni[10].

Costruzionemodifica | modifica wikitesto

Funzionamento del frigorifero di terracotta

Lo zeer è costruito posizionando un piccolo vaso di terracotta in un vaso più grande e riempiendo di sabbia umida l'intercapedine tra i due vasi, che vengono poi coperti con un telo bagnato.[11]

Il dispositivo raffredda il contenuto del vaso interno grazie all'evaporazione dell'acqua, consentendo la refrigerazione nei climi caldi ed asciutti. Il frigorifero di terracotta deve essere posizionato in uno spazio asciutto e ventilato in modo da consentire l'evaporazione dell'acqua verso l'esterno del dispositivo medesimo. I refrigeratori evaporativi tendono invece a funzionare poco o niente negli ambienti con altà umidità, perché l'acqua non è in grado di evaporare bene in queste condizioni.

Se vi è uno strato di separazione impermeabile fra il cibo e il vaso poroso, può essere utilizzata anche l'acqua non potabile (anche l'acqua del mare) per innescare il processo evaporativo senza contaminare il cibo. Ciò può essere utile nelle zone aride vicino all'oceano, dove l'acqua potabile è scarsa. L'impermeabilizzazione può essere realizzata usando un vaso invetriato o ricoperto di cemento [1] dal lato interno, dove il cibo è conservato.

Il funzionamento del dispositivo può essere incrementato, se i vasi sono in grado di aspirare l'acqua da un contenitore (ad esempio in un vaso ermetico capovolto) o se i vasi sono collocati in un contenitore d'acqua (in tal caso una cinghia può essere utilizzata per tenere giù il recipiente interno e per evitarne il galleggiamento).

Effettivo raffreddamentomodifica | modifica wikitesto

L'effettivo raffreddamento evaporativo dipende dalla temperatura, dall'umidità e dalla ventilazione. Mantenendo un flusso d'aria fresca costante la temperatura del vaso interno può arrivare fino a 4,4 ° C[12], temperatura nella quale i batteri mesofilici dannosi per l'alimentazione rallentano significativamente la loro crescita.[13]

In altri ambienti, come nel Burkina Faso, il vaso interno arriva ad una temperatura compresa tra 13 e 22 °C, con una temperatura esterna di 40 °C.

Nei primi tentativi, Mohammed Bah Abba riuscì a conservare delle melanzane per 27 giorni, contro una media di soli 3 giorni, mentre pomodori e peperoni sono durati per tre settimane o più. Gli spinaci, che di solito si rovinano dopo una sola giornata, sono rimasti commestibili dopo 12 giorni[14].

Impattomodifica | modifica wikitesto

Venditrici di verdura con frigorifero di terracotta nel mercato di Ouahigouya (Burkina Faso)

La diffusione del sistema di refrigerazione con la terracotta ha avuto molteplici impatti positivi sulla popolazione che ne fa uso, oltre alla semplice funzione di tenere al fresco il cibo per periodi più lunghi e diminuire le malattie collegate alla cattiva conservazione dei cibi:[11]

  • aumento dei ricavi delle vendite di cibo: dal momento che non c'è fretta nel vendere il cibo prima che deperisca, gli agricoltori possono essere in grado di vendere il loro prodotto a seconda della domanda e possono chiedere prezzi più elevati.
  • aumento delle opportunità per le donne: le donne possono vendere il cibo direttamente da casa, diminuendo la loro dipendenza dai mariti (unici portatori di salario). Inoltre, grazie allo zeer che conserva più a lungo il cibo, le ragazze (che di solito portare il cibo al mercato per venderlo) possono portare il cibo al mercato solo una volta alla settimana anziché tutti i giorni, offredo loro più tempo per dedicarsi allo studio
  • opportunità di impiego rurale: gli agricoltori sono in grado di autosostenersi grazie all'aumento dei profitti, diminuendo a migrazione verso le aree urbane. Inoltre, la produzione dei vasi genera altre opportunità di lavoro.
  • la varietà della dieta aumenta, perché il cibo è disponibile per un tempo più lungo nel corso dell'anno.
  • I vaccini e le medicine possono essere conservate più facilmente in luoghi dove non sono disponibili frigoriferi elettrici.[15]

Il costo di produzione di uno zeer era di circa 150 naira (equivalenti a circa 1 dollaro statunitense) in Nigeria, così che il prezzo finale di vendita variava tra 180-200 naira ($ 1,20 - $ 1,30 nel 2011).

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ a b The clay pot cooler – an appropriate cooling technology (PDF), su Peter Rinker / Movement website. URL consultato il 17 giugno 2014.
  2. ^ Lisa Evans, The Advent of Mechanical Refrigeration Alters Daily Life and National Economies Throughout the World.
  3. ^ George F. Dales, Jonathan M. Kenoyer, Leslie Alcock.
  4. ^ prkhitman, Cold water in rural India : matka(earthen ware) |, fuel efficiency.org, 27 giugno 2009. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  5. ^ The Origin of the Botijo, Universidad de Valladolid. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  6. ^ http://www.museucantir.org/documents/8_Guide_english.pdf
  7. ^ a b Kanwaljit Soin, The Art of Pottery in Nigeria, UWEC. URL consultato il 4 gennaio 2014.
  8. ^ Anon, Best inventions of 2001: Food Cooling System, su Time: Lists, Time, 2001. URL consultato il 4 gennaio 2014.
  9. ^ (EN) The Shell Award for Sustainable Development, su .worldaware.org.uk. URL consultato il 26 luglio 2016.
  10. ^ (EN) The desert refrigerator, su /blog.rolexawards.com, 11 marzo 2013.
  11. ^ a b How a zeer pot fridge makes food last longer, su Practical Action website. URL consultato il 24 dicembre 2010.
  12. ^ http://www.instructables.com/id/A-Practical-Zeer-Pot-evaporative-cooler-non-electr/
  13. ^ http://www.foodservicewarehouse.com/blog/food-safety-temperatures-danger-zone/
  14. ^ Mohammed Bah Abba, su rolexawards.com. URL consultato il 26 luglio 2016.
  15. ^ Martin A. A Abraham, The Twelve Principles of Green Engineering, in Sustainability Science and Engineering: Defining Principles, Google ebook, Elsevier, pp. 30, 31. URL consultato il 4 gennaio 2014.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

̈*(EN) Oluwemimo Oluwasola, Pot-in-pot Enterprise: Fridge for the Poor (PDF), New York, United Nations Development Programme, 2011. ̈*(DE) Peter Rinker, Der Tonkrugkühler – eine angepasste Kühlmöglichkeit, in Bau- und Nutzungsanleitung, Teningen, Movement e. V., 2014.

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto