Helichrysum italicum

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Elicriso italiano
Helichrysum 2007 06 02 Sardinia LM02.jpg
Helichrysum italicum
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Gnaphalieae
Sottotribù Gnaphaliinae
Genere Helichrysum
Specie H. italicum
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Gnaphalieae
Sottotribù Gnaphaliinae
Nomenclatura binomiale
Helichrysum italicum
(Roth) G. Don, 1830
Sinonimi

Gnaphalium italicum
Roth
Helichrysum angustifolium
(Lam.) DC.

Nomi comuni

Perpetuino, semprevivo

L'elicriso italiano (Helichrysum italicum (Roth) G. Don, 1830) è una pianta della famiglia delle Asteraceae.

Etimologiamodifica | modifica wikitesto

Helichrysum deriva dal greco helios (sole) e chrysos (oro), per il colore giallo lucente dei capolini. Il nome volgare, Perpetuini, deriva proprio dai capolini di queste piante, che hanno una parte delle squame involucrali secche e scariose che persistono a lungo inalterate.

Descrizionemodifica | modifica wikitesto

Infiorescenza

È una pianta perenne con portamento cespuglioso, alta 30–40 cm, di colore grigio-biancastro, tomentosa.
Le foglie sono alterne, lineari, lunghe 20-40 mm e larghe 1 mm, ricoperte da fine peluria biancastra; sono molli e hanno i margini piegati verso il basso (convolute).
L'infiorescenza è un corimbo composto da numerosi capolini conici (ognuno avente 12-15 fiori, raggruppati a 20-30), dalle squame giallo-brunastre, posti all'apice del fusto, con fiori tubulosi, ermafroditi, di colore giallo-oro, che emanano un odore intenso, aromatico gradevole, agrodolce, inconfondibile.
Il frutto è un achenio oblungo, dotato di un pappo.

Distribuzione e habitatmodifica | modifica wikitesto

È diffuso in gran parte dell'Europa meridionale mediterranea. In Italia è comune al centro, al sud e nelle isole.

Vegeta nelle garighe costiere, in luoghi rocciosi e suoli poco evoluti, fino a 800 m di altitudine (1400m secondo Galetti).

Pianta molto comune, fiorisce da luglio ad agosto.

Tassonomiamodifica | modifica wikitesto

Sono state descritte le seguenti sottospecie:[1]

  • Helichrysum italicum subsp. italicum (Roth) G.Don
  • Helichrysum italicum subsp. microphyllum (Willd.) Nyman
  • Helichrysum italicum subsp. picardii Franco
  • Helichrysum italicum subsp. pseudolitoreum (Fiori) Bacch. & al.
  • Helichrysum italicum subsp. serotinum (Boiss.) P.Fourn.
  • Helichrysum italicum subsp. siculum (Jord. & Fourr.) Galbany & al.

Usimodifica | modifica wikitesto

Con i fiori viene preparato un olio, utilizzato in medicina; esso è antinfiammatorio, fungicida e astrigente; dà sollievo alla pelle arrossata e screpolatasenza fonte. La pianta intera veniva utilizzata per bruciare le setole dei maiali macellati, per l'aroma particolare che conferiva al lardo [2]. Le parti fiorite, che mantengono il loro vivido colore anche essiccate, vengono utilizzate per profumare la biancheria e gli ambienti. In cosmetica l'elicriso è impiegato come fissante nei profumi.

Giardinaggiomodifica | modifica wikitesto

Pianta rustica e sensibile al gelo, richiede una temperatura minima di 5 °C, sole e terreno ben drenato. Si moltiplica per talea basale o delle parti semilegnose in estate o da seme in primavera.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Helichrysum italicum, su Global Compositae Checklist, Flann C.(ed), 2009. URL consultato il 19 luglio 2012.
  2. ^ F.Mearelli e C.Tardelli, Maremma mediterranea in "Erboristeria domani", luglio-agosto 1995.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
  • T. G. Tutin et al., Flora Europaea, Volume 2, 1968, ISBN 0-521-06662-X
  • (EN) David Burnie: Wild Flowers of the Mediterranean, 1995, ISBN 0-7513-2761-1
  • (EN) V.A. Funk, Susanna A., T.F. Stuessy and H. Robinson, Classification of Compositae (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • (EN) Michael O. Dillon: Classification and Phylogeny of the South American Gnaphalieae (Asteraceae), in Arnaldoa, 10(1), 2003, S. 45-60: Gnaphalieae und Neues zu Luciliocline - Online.
  • (EN) J. Mastelić, Olivera P. and I. Jerković: Contribution to the Analysis of the Essential Oil of Helichrysum italicum (Roth) G. Don. – Determination of Ester Bonded Acids and Phenols Molecules, 2008, 13(4), 795-803 DOI10.3390/molecules13040795
  • Giovanni Galetti, Abruzzo in fiore, Edizioni Menabò - Cooperativa Majambiente, 2008.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

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