Lega di Alessio

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Liga di Alessio sotto Scanderbeg (1444–1479)

La Lega di Alessio (in albanese: Beselidhja e Lezhës) è stata un'alleanza difensiva di principi albanesi e montenegrini, formatasi a Lezha (Alessio) nel 1444, nell'ambito della ribellione contro il l'impero Ottomano.

Promotore e guida della confederazione fu Giorgio Castriota, detto Scanderbeg, signore di Croia.[1]

Storiamodifica | modifica wikitesto

La formazionemodifica | modifica wikitesto

Scanderbeg organizzò nel marzo 1444, nella città veneziana di Lezha, un incontro tra le più importanti famiglie nobili albanesi: i

Scopo dell'assemblea era porre fine alle divergenze tra di essi, e fare causa comune contro l'occupazione Ottomana. L'incontro ebbe buon esito e Scanderbeg fu eletto comandante della Federazione, sebbene le sue decisioni richiedessero l'approvazione di tutti i membri della Lega.

La ribellione antiturcamodifica | modifica wikitesto

Emblema della Lega di Lezha

La prima impresa del Castriota si ebbe nel 1444, durante la battaglia di Torvioll, nella quale mise in luce tutta la sua arguzia militare, riuscendo ad avere la meglio sull'esercito ottomano. La notizia della vittoria dei cristiani contro i turchi si diffuse rapidamente in Europa, giungendo sino alle orecchie del papa Eugenio IV, che meditò anche di indire una crociata.[2]

Nonostante l'attenzione che nell'occidente cristiano aveva destato la ribellione degli albanesi, nessun aiuto giunse al Castriota. Numerose furono comunque le vittorie riportate dagli albanesi nel corso degli anni successivi. Nel 1450 venne posto senza successo l'assedio al castello di Croia da parte degli ottomani e nel 1451 Scanderbeg strinse un'alleanza con il Regno di Napoli, pur non ricevendo alcun aiuto concreto. Ancora nel 1452 i Turchi furono sconfitti a Mokra e Mecadi e dopo la caduta di Costantinopoli, gli albanesi ricevettero i primi aiuti finanziari da Napoli, dalla Venezia e anche dal papa.[3]

Sebbene ogni tentativo turco, fino al 1462, fosse stato respinto, Scanderbeg si rese conto che non era in grado di rinfoltire i suoi ranghi, anno dopo anno, come invece potevano fare i turchi, anche perché il Sultano continuò sempre ad inviare nuovi eserciti, ogni qualvolta ci fosse stata una sconfitta.

Tregue ci furono comunque solo nel 1460 e nel 1463. Nel 1462 Scanderbeg riuscì nell'impresa di espugnare l'importante città di Ohrid e nel 1466 la Lega respinse un secondo assedio al castello di Krujë.[4]

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A seguito degli insuccessi, gli ottomani si dotarono di un caposaldo per le future invasioni dell'Albania, costruendo nella valle dello Shkumbin la fortezza di Elbasan, sebbene ancora nel 1467 fallissero nel terzo assedio di Krujë. Finalmente, quando il Castriota morì nel 1468 la Lega di Lezha cominciò a disgregarsi, nonostante gli albanesi settentrionali, appoggiati dai veneziani, proseguissero la lotta agli Ottomani. La fine della ribellione e la definitiva sottomissione dell'Albania è datata 1479, con la caduta della città veneziana di Scutari.[5]

Comandantimodifica | modifica wikitesto

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Southeastern Europe under Ottoman rule, 1354-1804 By Peter F. Sugar page 67 ISBN 0-295-96033-7
  2. ^ Moore, Clement Clarke (1850), George Castriot, Surnamed Scanderbeg, King of Albania, New York: D. Appleton & Co.
  3. ^ Fine, John Van Antwerp (1994), The Late Medieval Balkans: A Critical Survey from the Late Twelfth Century to the Ottoman Conquest, University of Michigan Press, ISBN 978-0-472-08260-5
  4. ^ Housley, Norman (1992), The later Crusades, 1274-1580: from Lyons to Alcazar, Oxford University Press, ISBN 978-0-19-822136-4
  5. ^ Lane–Poole, Stanley (1888), The story of Turkey, G.P. Putnam's sons, OCLC 398296
  6. ^ Noli, Fan Stilian (1993), Scanderbeg, Argo, ISBN 978-88-86211-04-8.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto