Lucio Calpurnio Pisone Frugi (console 133 a.C.)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lucio Calpurnio Pisone Frugi
Roma, repubblica, denario di l. calpurnius piso frugi, 90 ac.JPG
Denario di Lucio Calpurnio Pisone Frugi, 90 a.C.
Nome originale Lucius Calpurnius Piso Frugi
Gens Calpurnia
Consolato 133 a.C.

Lucio Calpurnio Pisone Frugi [1] (in latino: Lucius Calpurnius Piso Frugi; ... – ...) è stato un politico, militare storico romano.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Lucio Calpurnio Pisone Frugi, talora detto Censorinus divenne tribuno della plebe nel 149 a.C. e in quell'anno si fece promotore della lex Calpurnia de repetundis, la prima legge romana che voleva punire le estorsioni compiute nelle province dai governatori [2][3][4].

Nel 133 a.C. fu eletto console con Publio Muzio Scevola e gli fu comandato dal Senato di restare in Italia per domare una rivolta di schiavi. Pisone riuscì a sconfiggerli, senza però ottenere una vittoria definitiva e dovette passare il comando a Publio Rupilio, console dell'anno successivo.

Fu autore degli Annales, un'opera in 7 libri che parlava della storia di Roma, dalle origini fino alla sua epoca. Essi servirono a Tito Livio e a Dionigi d'Alicarnasso per redigere le loro opere storiche sulla città di Roma. Il contenuto degli Annales si proponeva di descrivere la pretesa onestà dell'epoca antica, contrapponendola alla contemporanea corruzione operante a Roma.

Che si trattasse però di un'opera a tesi precostituite, lo dimostra il fatto che, durante l'anno del suo consolato, avvenne l'assassinio di Tiberio Gracco e che, nonostante l'estrema gravità del crimine (che tra l'altro violava il sacro obbligo dell'incolumità personale che s'accompagnava alla tribunicia potestas), egli e l'altro console non prendessero alcun provvedimento in merito.
Fu forse per questo che Livio lo stimava un autore ancor meno affidabile di Quinto Fabio Pittore, a causa del suo moralismo di facciata e per la sua tendenziosità storica.

Notemodifica | modifica wikitesto

Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Gaio Fulvio Flacco
e
Publio Cornelio Scipione Emiliano II
(133 a.C.)
con Publio Muzio Scevola
Publio Popilio Lenate
e
Publio Rupilio
Controllo di autorità VIAF: (EN10641170 · LCCN: (ENn94078600 · GND: (DE118742787 · CERL: cnp00399340