Luigi Fabbri

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Luigi Fabbri

Luigi Fabbri (Fabriano, 23 dicembre 1877Montevideo, 24 giugno 1935) è stato un anarchico e saggista italiano.Perseguitato dal fascismo, lasciò l'Italia nel 1926. Diede un contributo di primo piano all'organizzazione e all'elaborazione teorica del movimento anarchico.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Nato a Fabriano, in provincia di Ancona, il 23 dicembre 1877 da Curzio Fabbri e Angela Sbriccioli, ancora studente dell'Istituto tecnico di Ancona aderì all'anarchismo sotto l'influsso di Virgilio Condulmari, un calzolaio di Recanati. Il 9 giugno 1894 fu arrestato e condannato a 25 giorni di reclusione per aver partecipato a una manifestazione anarchica.

Studente in legge nell'Università di Macerata e collaboratore dei periodici anarchici Il Pensiero di Chieti, La Protesta umana di Tunisi, L'Avvenire sociale di Messina e L'Agitazione di Ancona, nel 1897 conobbe Errico Malatesta. Il 10 maggio 1898 fu ancora arrestato e inviato al confino a Ponza e poi a Favignana. Liberato il 17 ottobre 1900, lasciò gli studi e si trasferì a Roma, fondando nel 1903, con Pietro Gori, la rivista teorica Il Pensiero.

Dopo aver preso parte, il 20 settembre 1904, al Congresso internazionale del Libero Pensiero, si recò in Francia per contattare i maggiori esponenti dell'anarchismo in modo da favorire il rilancio dell'organizzazione politica a livello internazionale. Vide Sébastien Faure, Jean Grave, Léon Jouhaux, Charles Malato, Jacques Mesnil, Pierre Monatte, e incontrò a Londra il Malatesta. I contatti con gli anarchici italiani produssero, il 16 giugno 1907, l'apertura a Roma del Congresso anarchico italiano, nel quale Fabbri propose il coordinamento dei numerosi gruppi anarchici operanti in Italia.

Due mesi dopo, il 21 agosto si tenne ad Amsterdam il Congresso internazionale anarchico, nel quale i delegati italiani erano Fabbri, Malatesta e Aristide Ceccarelli, che parteciparono il 31 agosto anche al Congresso antimilitarista internazionale, tenuto ancora ad Amsterdam. Nel 1908 apparvero in Spagna e in Germania le traduzioni di suoi scritti, Sindacalismo y anarchismo, dove Fabbri rileva le assonanze dell'anarchismo con il sindacalismo rivoluzionario, e Marxismus und Anarchismus, in cui distingue l'anarchismo dal socialismo. L'anno dopo si stabilì a Bologna, dove entrò a far parte della Camera del lavoro e divenne segretario del sindacato metallurgico bolognese.

Luigi Fabbri aveva intanto sposato Bianca Sbriccoli, dalla quale ebbe i figli Luce e Vero. A Bologna si tenne nel maggio del 1909 il congresso dei sindacalisti rivoluzionari che decisero a grande maggioranza di entrare nella Confederazione Generale del Lavoro, i cui dirigenti appartenevano all'ala del socialismo riformista, nel tentativo di dare una svolta rivoluzionaria al sindacato bolognese. Questa iniziativa fu imitata in tutta Italia, ma fu di breve durata, perché il 23 novembre 1912 anarchici e sindalisti rivoluzionari uscirono dalla CGL fondando l'USI, l'Unione sindacale italiana, una scelta approvata da Fabbri.

Nel 1913 Fabbri si trasferì ad Ancona dove con Errico Malatesta fondò la rivista Volontà e pubblicò le Lettere ad un socialista, una critica del parlamentarismo dei partiti socialisti, e La generazione cosciente. Appunti sul neo-malthusianesimo, dove si dichiarava favorevole al controllo delle nascite. Nel giugno del 1914 fu tra i protagonisti della settimana rossa e dovette espatriare a Lugano per sottrarsi all'arresto. In dicembre poté ritornare in Italia senza conseguenze. Si batté contro l'intervento nel conflitto europeo, criticando anche quegli anarchici, come Kropotkin, che si erano dichiarati favorevoli alla guerra, e pubblicò il manifesto La guerra europea e gli anarchici.

Sull'onda della vittoriosa Rivoluzione d'ottobre, il 12 aprile 1919 veniva fondata a Firenze l'Unione comunista anarchica italiana, trasformatasi con il Congresso di Bologna del 1º luglio 1920 in Unione anarchica italiana, nella quale Fabbri, con Malatesta, preoccupato di conciliare il tradizionale individualismo anarchico con la struttura organizzativa dell'Unione, cercò di «trovare una formula che permettesse il massimo rendimento d'ogni singolo, consentendo la maggiore autonomia e la più grande elasticità».[1] Collaboratore del quotidiano anarchico Umanità nova, fondato a Milano il 26 febbraio 1920, nel 1921 pubblicò Dittatura e rivoluzione, una raccolta di suoi articoli già apparsi su Volontà, criticando il nuovo Stato sovietico e il principio della dittatura del proletariato.

Una rivoluzione proletaria in Italia non ci fu, ma ci fu la contro-rivoluzione borghese, «una vera e propria controrivoluzione preventiva, di cui il fascismo è stato il fattore più attivo ed impressionante».[2] Nella sua analisi La controrivoluzione preventiva. Riflessioni sul fascismo, pubblicata nel 1922, Fabbri definiva il fascismo il risultato del processo economico, sociale, politico e culturale dell'Italia unitaria liberale, non già un suo prodotto estraneo, la cui affermazione era stata dovuta bensì all'azione di una minoranza attiva, ma che aveva e avrebbe avuto sempre più consensi, così da consolidarsi e durare.

Dal 1924 collaborò alla rivista di Malatesta Pensiero e volontà. Nel 1926 rifiutò, in quanto maestro elementare, di prestare il giuramento di fedeltà al fascismo imposto dal regime, e lasciò l'Italia. A Parigi fondò nel 1927 la rivista Lotta umana: espulso dalla Francia e poi anche dal Belgio, nel 1929 raggiunse con la famiglia l'Uruguay. A Montevideo divenne direttore della scuola italiana, ma a seguito delle proteste del governo italiano fu licenziato.

Trasferitosi a Buenos Aires, si occupò dei problemi politici e sindacali dei movimento operaio argentino, nel quale vi era una forte presenza anarchica. Il 16 gennaio 1931 fondò con Ugo Fedeli il mensile Studi sociali, che trasferì a Montevideo in seguito alla repressione del dittatore Uriburu. La morte lo colse a Montevideo, nel 1935, mentre curava l'edizione degli scritti e della vita di Errico Malatesta.

Operemodifica | modifica wikitesto

  • Agli studenti, Torino, 1903
  • Carlo Pisacane, Firenze, 1904
  • L'inquisizione moderna, Firenze, 1904
  • Lettere ad una donna sull'anarchia, Chieti, 1905
  • L'organizzazione anarchica e l'anarchia, Roma, 1906
  • L'organizzazione anarchica (1907), Genova, 1971
  • Sindacalismo y anarchismo, Madrid, 1908
  • Marxismus und Anarchismus, Tübingen, 1908
  • La scuola e la rivoluzione, Milano, 1912
  • La generazione cosciente. Appunti sul neo-malthusianesimo, Firenze, 1914
  • Lettera a un socialista, Firenze, 1914
  • La guerra europea e gli anarchici, Ancona, 1915
  • Dittatura e rivoluzione, Ancona, 1921
  • La controrivoluzione preventiva. Riflessioni sul fascismo, Bologna, 1922
  • Anarchia e comunismo scientifico, Milano, 1922
  • Malatesta. Su vida y su pensamiento, Buenos Aires, 1945
  • L'organizzazione operaia e l'anarchia. A proposito di sindacalismo, Firenze, 1975

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ U. Fedeli, Luigi Fabbri, 1948, p. 54.
  2. ^ L. Fabbri, La controrivoluzione preventiva. Riflessioni sul fascismo, 1922, p. 26.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Federico Ferretti, “Reading Reclus between Italy and South America: translations of geography and anarchism in the work of Luce and Luigi Fabbri”, Journal of Historical Geography, 53 (2016), pp. 75–85, http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0305748816300445
  • Luce Fabbri, Appunti sulla vita di Luigi Fabbri, in «Studi sociali», Montevideo, X, 14, 1939
  • Ugo Fedeli, Luigi Fabbri, Torino, Gruppo editoriale anarchico, 1948
  • Enzo Santarelli, Luigi Fabbri, in «Dizionario biografico del movimento operaio italiano», a cura di F. Andreucci e T. Detti, II, Roma, Editori Riuniti, 1976
  • Nora Lipparoni, Le origini del fascismo nel pensiero di Luigi Fabbri, Fabriano, EPC, 1979
  • Santi Fedele, Luigi Fabbri. Un libertario tra bolscevismo e fascismo, Pisa, BFS, 2006 ISBN 978-88-89413-09-8

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