Massimalismo (politica)

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Il massimalismo fu una corrente politica del Partito Socialista Italiano fondata da Giacinto Menotti Serrati nel 1919.

La corrente massimalista sosteneva di voler realizzare gli obiettivi "massimi" anticapitalistici e rivoluzionari del socialismo, pur continuando nei fatti a muoversi nell'ottica riformista e parlamentare.

Al XVII congresso del PSI del 1921, lo scontro tra la corrente massimalista (al momento maggioranza nel partito) e la corrente comunista riguardo all'espulsione dal partito della corrente riformista di Turati (come richiesto dalla Terza Internazionale) fu all'origine della cosiddetta scissione di Livorno che portò alla creazione del Partito Comunista d'Italia.

Nel 1923 tuttavia (dopo l'avvenuta espulsione dei Turatiani e la conseguente fondazione del Partito Socialista Unitario), parte dei componenti della corrente (tra cui lo stesso Serrati) confluirono comunque nel Partito Comunista, segnando di fatto la scomparsa della corrente.

Attualmente il termine viene a volte utilizzato, da esterni al partito o linea di pensiero in oggetto, spesso con connotazione negativa, per indicare un generico estremismo politico che tenda a realizzare il massimo del programma proprio di un partito o di un movimento.senza fonte Nell'espressione si imputa comunque ai soggetti di applicare un'impostazione autoreferenziale che esclude qualsiasi margine di confronto. Si contrappone, nella medesima accezione applicata alla politica, al termine minimalismo.

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