New York Hall of Science

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New York Hall of Science
NY Hall of science7988.JPG
Ubicazione
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Località New York
Indirizzo 47-01 111th Street,
Caratteristiche
Tipo Biologia, chimica e fisica
Fondatori Parte della esposizione universale di New York del 1964
Apertura 1964
Sito web

Coordinate: 40°44′49.92″N 73°51′06.12″W / 40.7472°N 73.8517°W40.7472; -73.8517

La New York Hall of Science è una delle poche strutture rimanenti dell'Esposizione universale di New York del 1964 nel Flushing Meadows Park. Si trova in una delle contee di New York, il Queens. Ad oggi è l'unico centro interattivo che tratti scienza e tecnologie a New York; in particolare è costituito da più di 400 padiglioni interattivi che esplorano tematiche della biologia, della chimica e della fisica.

Storiamodifica | modifica wikitesto

Fondato nel 1964 come parte dell'Esposizione universale nel Flushing Meadows Park,[1] era all'epoca uno dei pochissimi musei della scienza esistenti.[2] A differenza di altre istituzioni, che furono chiuse immediatamente o poco dopo la Fiera,[3] la Hall of Science rimase invece aperta, come risorsa a disposizione degli studenti.[4] I suoi reperti all'epoca erano piuttosto limitati, ma includevano i progetti per il primo "atomario" (cioè un reattore funzionante in grado di mostrare le reazioni atomiche) del mondo aperto al pubblico.[5] Fu poi chiusa per un periodo a partire dal 1979, per consentire alcuni importanti lavori di ristrutturazione.

La città di New York ingaggiò nel 1984 il fisico Alan Friedman per aiutare a gestire la transizione del museo:[2] Friedman supervisionò un cambiamento di prospettiva dalla fantascienza alla rilevanza della scienza nella vita di tutti giorni. Dopo la sua riapertura nel 1986, la città di New York tornava ad avere un museo della scienza per la prima volta da quando aveva chiuso sette anni prima.[6] Furono quindi realizzati progetti per l'esposizione di un atomo, che presero la forma del modello di un atomo quantico del costo di 40.000 dollari, nell'ambito dei lavori di ampliamento e rinnovamento del museo, per i quali furono spesi in tutto 400.000 dollari.[7] La crescita del museo e la sua capacità di attrarre folle di visitatori fu inaspettata e spinse il comune a ricercare nuovi fondi e a progettare un'ulteriore espansione.[8]

All'epoca della sua riapertura, il museo era unico nel suo genere, in quanto forniva anche un programma di formazione per specializzandi di scienze che avrebbero poi continuato a studiare in base ad un programma di esonero dalle tasse di iscrizione presso il vicino Queens College,[9] impegnandosi in cambio a trascorrere almeno due anni nelle scuole dalla città che avevano bisogno di educatori di scienze.[10] Il museo continuò a svolgere il suo ruolo di sostegno ai bambini delle scuole della città, e nel 1991 annunciò piani per un rinnovamento ed un'espansione decennali da 80 milioni di dollari, che gli avrebbero consentito di soddisfare le richieste di un numero crescente di visitatori.[11] L'ulteriore espansione, che prevedeva una nuova entrata, un'area di ristoro e un campo da gioco scientifico, iniziò nel 1996[2] e rifletteva il bisogno di aggiornamenti costanti nei musei della scienza, finalizzati a mantenere le loro esposizioni ad un livello adeguato e al passo con i tempi. In riconoscimento del suo continuo potenziamento, alla Hall fu concesso lo status di istituzione culturale del comune di New York, conferito ad un limitato numero di organizzazioni.[12]

Nel 1999 fu presa la decisione di continuare a far crescere ed espandere il museo senza l'ausilio di un IMAX, dal momento che il mercato risultava già saturato. Invece, i fondi furono spesi per raddoppiare il suo spazio espositivo e restaurare i suoi famosi razzi, che erano stati donati dal programma spaziale per la Fiera mondiale[13] e restituiti nel 2003.[14] Sempre nel 2003, la Hall annunciò a Tech City la sua proposta da 300 milioni di dollari per un centro delle scienze da collocare a Ground Zero, nell'ambito della gara bandita per i progetti di riconversione dell'area.[15] Sebbene Tech City abbia selezionato il progetto della Hall of Science nella lista breve (short list) di quindici finalisti nel febbraio 2004,[16] durante un processo che era stato criticato per mancanza di apertura e di trasparenza,[17] alla fine però il progetto non fu scelto.[18] La New York Hall of Science continua a cercare una sede satellite a Manhattan sebbene la sua attività si sviluppi nel Queens.

Finanziamentomodifica | modifica wikitesto

Nel 2005, il museo fu tra le 406 istituzioni artistiche e di servizi sociali di New York a ricevere parte di una sovvenzione di 20 milioni di dollari dalla Carnegie Corporation, il che fu reso possibile mediante una donazione del sindaco di New York Michael Bloomberg.[19][20] La Hall ha continuato a ricevere finanziamenti da numerose fonti, essenziali per il suo funzionamento e la sua espansione.[21][22] Per il museo si è trattato di un gradito cambiamento rispetto alla situazione degli anni Novanta, quando severi tagli ai finanziamenti minacciavano la sua capacità di funzionare adeguatamente.[23]

Repertimodifica | modifica wikitesto

Tra i reperti del museo
I razzi Mercury-Atlas e Gemini-Titan accanto alla Hall of Science

La Hall ha per obiettivo principale l'educazione dei bambini da 1 a 17 anni ed il suo pubblico, di conseguenza, consiste in primo luogo di bambini della città per i quali l'incontro con la scienza è qualcosa di nuovo.[10] Il museo ospita una vasta collezione permanente[24] nonché una serie di mostre itineranti. Sebbene sia ora abbastanza comune, il museo fu tra i primi a far valutare i suoi reperti ai giovani visitatori e accolse le loro indicazioni in preparazione della riapertura nel 1986.[25] Le esposizioni permanenti della Hall comprendono:

  • Connections: The Nature of Networks («Collegamenti: La Natura delle Reti»)
  • Feedback («Risposta»)
  • Hidden Kingdoms: The World of Microbes («Regni Nascosti: Il Mondo dei Microbi»)[26]
  • Marvelous Molecules - The Secret of Life («Molecole Meravigliose - Il Segreto della Vita»)
  • Preschool Place («Spazio prescolastico»)
  • Realm of the Atom («Regno dell'Atomo»)
  • Rocket Park («Parco dei Razzi»)[13]
  • Science Playground («Campo da Gioco della Scienza»)[27]
  • Science Technology Library («Biblioteca della Scienza e della Tecnologia»)
  • The Search for Life Beyond the Earth («La Ricerca della Vita Oltre la Terra»)
  • Seeing the Light («Vedere la Luce»)
  • Sound Sensations: The Inside Story of Audio («Sensazioni Sonore: la Storia Interna dell'Audio)
  • The Sports Challenge («La Sfida degli Sport»)
  • Technology Gallery («Galleria della Tecnologia»)
  • Amateur Radio StationStazione Radioamatoriale»)

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Walter Sullivan, Hopeful Future Museum; But City's Hall of Science Still Retains Aura Reminiscient of the World's Fair, in The New York Times, 22 settembre 1966. URL consultato il 6 aprile 2008.
  2. ^ a b c A Bigger Window on Science, in The New York Times, 25 maggio 1996. URL consultato il 6 aprile 2008.
  3. ^ Jon Marcus, The Future was Then; NYC Dusts Off Relics of Its Word's Fairs, in The Washington Post, 13 giugno 1999. URL consultato il 6 aprile 2008.
  4. ^ Students Bone Up in Museum at Old Fair Site, in New York Times, 11 novembre 1968. URL consultato il 6 aprile 2008.
  5. ^ Sandra Blakeslee, First Atomarium Planned Here: A Hot Reactor Open to Public, in New York Times, 7 gennaio 1969. URL consultato il 6 aprile 2008.
  6. ^ Malcolm W. Browne, City Again Boasts a Science Museum, in New York Times, 5 settembre 1986. URL consultato il 6 aprile 2008.
  7. ^ Malcolm W. Browne, Museum to Display Working Model of Atom, in New York Times, 12 aprile 1988. URL consultato il 6 aprile 2008.
  8. ^ Joseph P. Fried, New York City's Hall of Science Discovers a Success Formula, in The New York Times, 27 agosto 1988. URL consultato il 6 aprile 2008.
  9. ^ William H. Honan, Culture Commissioner Looks Back in Humor at a Bumpy First Year, in New York Times, 26 ottobre 1988. URL consultato il 6 aprile 2008.
  10. ^ a b Malcolm W. Browne, Museum Innovator Delights in Bringing Science to the Public, in New York Times, 18 marzo 1997. URL consultato il 6 aprile 2008.
  11. ^ Michel Marriott, Science Centers Help Bring Schoolwork to Life, in New York Times, 30 ottobre 1991. URL consultato il 6 aprile 2008.
  12. ^ Pam Belluck, A New Star in Constellation of Art's Giants; Queens Landmark Wins a Coveted Cultural Title, in The New York Times, 21 maggio 1996. URL consultato il 6 aprile 2008.
  13. ^ a b Marcia Biederman, New Yorkers & Co.; Making a Science Center Grow, Without Imax, in The New York Times, 11 luglio 1999. URL consultato il 6 aprile 2008.
  14. ^ Corey Kilgannon, The Final Frontier: Queens; Museum's Rockets Return After a Tuneup in Ohio, in The New York Times, 3 ottobre 2003. URL consultato il 6 aprile 2008.
  15. ^ Robin Pogrebin, Ground Zero Arts Proposals are Complete, in The New York Times, 25 settembre 2003. URL consultato il 6 aprile 2008.
  16. ^ Glenn Collins, 15 Institutions Stay in Search for Arts Hub at Ground Zero, in The New York Times, 11 febbraio 2004. URL consultato il 6 aprile 2008.
  17. ^ Robin Pogrebin, Arts Groups Call for Openness at Ground Zero, in The New York Times, 3 giugno 2004. URL consultato il 6 aprile 2008.
  18. ^ Robin Pogrebin, 4 Arts Groups Chosen for Complex in Lower Manhattan, in The New York Times, 11 giugno 2004. URL consultato il 6 aprile 2008.
  19. ^ Sam Roberts, City Groups Get Bloomberg Gift of $20 Million, in The New York Times, 6 luglio 2005. URL consultato il 12 marzo 2008.
  20. ^ Carnegie Corporation of New York Announces Twenty Million Dollars in New York City Grants, Carnegie Corporation of New York, 5 luglio 2005. URL consultato il 12 marzo 2008.
  21. ^ S.A. Miller, 'Pig Book' Tallies $17.2 Billion in Pork, in The Washington Times, 3 aprile 2008. URL consultato il 6 aprile 2008.
  22. ^ Bart Jansen, Alex Knott, Lobbyists Find Finance Roles in Congressional Campaigns, CQ Politics, 20 marzo 2008. URL consultato il 6 aprile 2008.
  23. ^ Glenn Collins, Fiscal Woe Takes Toll on the Arts, in The New York Times, 12 luglio 1991. URL consultato il 6 aprile 2008.
  24. ^ Adam Stone, Exploring Manhattan -- and Beyond, in Federal Times, 6 aprile 2008. URL consultato il 6 aprile 2008.
  25. ^ Joseph P. Fried, Hall of Science in Queens Asks Youths to Grade It, in New York Times, 15 settembre 1985. URL consultato il 6 aprile 2008.
  26. ^ Malcolm E. Browne, A Child's-Eye View of Microscopic Realms, in The New York Times, 30 aprile 1991. URL consultato il 6 aprile 2008.
  27. ^ Victoria Young, Playing in the Neighborhood, in New York Times, 21 giugno 1998. URL consultato il 6 aprile 2008.

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

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