Portale:Campagna garibaldina del 1866

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Portale Campagna garibaldina del 1866
Giuseppe Garibaldi
Cartina delle operazioni


Benvenuto nel portale della campagna garibaldina del 1866 in Trentino, le cui voci ti faranno conoscere meglio i personaggi, i luoghi e gli avvenimenti della guerra per l'indipendenza italiana contro l'Austria


L'invasione del Trentino del 1866 da parte di Giuseppe Garibaldi fu una campagna della terza guerra di indipendenza italiana che consistette nel riuscito tentativo, da parte di Garibaldi e dei suoi volontari, di forzare le difese austriache in Trentino al comando del generale Franz Kuhn von Kuhnenfeld e di aprirsi la strada verso Trento. Allo scoppio della terza guerra di indipendenza italiana, il 23 giugno 1866, ai volontari di Giuseppe Garibaldi, riuniti nel Corpo Volontari Italiani, venne comandato di controllare il lungo fronte che divideva la Lombardia dall'Alto Adige e dal Trentino, principalmente attraverso tre vie di penetrazione: il Passo dello Stelvio, a nord, il Passo del Tonale, al centro, il lago d'Idro, a sud.
sconfisse gli austriaci a Bezzecca ma il re Vittorio Emanuele II lo fermò Leggi la voce...

Vetrina
Volontario garibaldino nel 1866

Il Corpo Volontari Italiani è stata una grande unità militare pluriarma (fanteria, artiglieria, genio, marina, sanità, carabinieri, guardia mobile, servizio telegrafico e giustizia militare) del Regio esercito italiano composta quasi interamente da volontari e posta al comando del generale Giuseppe Garibaldi che operò nel corso della terza guerra di indipendenza del 1866 sul fronte del Trentino contro l'impero austriaco.

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Immagine in evidenza
Cippo di Monte Suello

Il cippo di Monte Suello, situato nei pressi del sacrario, ricorda il luogo esatto ove il 3 luglio 1866 Giuseppe Garibaldi fu ferito alla coscia e ucciso il capitano Angelo Bottino nell'intento di proteggerlo dal tiro dei kaiserjäger austriaci.

Sapevi che...

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In evidenza
Il capitano Ergisto Bezzi

Dopo la vittoriose battaglie di Bezzecca di Giuseppe Garibaldi e di Levico di Giacomo Medici, la liberazione di Trento sembrava a tutti gli osservatori una questione di pochi giorni, ma la guerra ormai volgeva al termine. La Prussia, vincitrice a Sadowa, non volendo umiliare ulteriormente l’Austria e temendo un’offensiva francese sul Reno, il 26 luglio prorogava una sospensione d’armi con Vienna. La notizia giunse anche nella Valle del Chiese liberata, per cui un gruppo di patrioti, riuniti a Storo in casa del possidente Francesco Cortella e guidati dal capitano Ergisto Bezzi, temendo che i comuni trentini delle Giudicarie liberati rimanessero esclusi dall’annessione al Regno d’Italia si mobilitarono a redigere, tramite una prima lettera a Giuseppe Garibaldi, una petizione ufficiale di “fedeltà” a Vittorio Emanuele II, facendola poi sottoscrivere ai vari rappresentanti comunali e al clero locale.

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Il nemico
Franz Kuhn von Kuhnenfeld

Franz Kuhn von Kuhnenfeld è stato uno dei migliori generali austriaci delle guerre risorgimentali combattute in Italia. Fu aiutante del Radetzky, poi fiero avversario di Giuseppe Garibaldi e Giacomo Medici nel corso della terza guerra di indipendenza, infine feldmaresciallo e ministro di guerra austriaco.

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Un ufficiale austriaco
Bruno Freiherr von Montluisant

Il colonnello Bruno Freiherr von Montluisant, sottoposto al comando del generale Franz Kuhn von Kuhnenfeld, comandò le truppe austriache nella battaglia di Bezzecca dimostrando ottime doti militari. Si arruolò giovanissimo nell'esercito imperiale austriaco e fu assegnato, come sottotenente, nel reggimento Kaiserjäger di Innsbruck, i famosi cacciatori imperiali tirolesi, la truppa scelta della fanteria, ove percorse tutta la sua prestigiosa carriera militare. Prese parte a tutte le campagne risorgimentali d'Italia.

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Un garibaldino particolare
Un cane di razza bulldog

Caffaro è stato un cane al servizio dell'esercito italiano nel Corpo Volontari Italiani di Giuseppe Garibaldi, 2º Reggimento Volontari Italiani. Morì a Pieve di Ledro nel luglio del 1866 e fu protagonista di un episodio della terza guerra di indipendenza durante la campagna garibaldina in Trentino.

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La spia
Adolfo Wolf

Adolfo Wolf (o Wolff), patriota di origine bavaresi e israelite, fu un valoroso combattente in Francia nella Legione straniera francese durante la campagna di conquista dell'Algeria e in Italia durante le guerre del Risorgimento. Fu un confidente e stretto collaboratore di Giuseppe Mazzini tra il 1860 e il 1870, ma poi si scoprì che era una spia al soldo di Napoleone III.

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Le battaglie
Portali collegati
Novità
Entrata del sacrario

Il Sacrario militare di Monte Suello si trova in prossimità di Ponte Caffaro, frazione di Bagolino, in provincia di Brescia. Il sacrario fu eretto tra il 1883 ed il 1885 da un comitato di ex patrioti bresciani del Risorgimento a ricordo dei caduti italiani della battaglia di Monte Suello del 3 luglio 1866 contro gli austriaci. Il progetto e la realizzazione dell'opera furono affidati all’architetto Armanno Pagnoni e la raccolta dei fondi al generale Clemente Corte, protagonista del combattimento.


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Biografia in evidenza
Il generale Ernesto Haug

Ernesto Haug è stato un militare, servì in molti eserciti e fu un patriota al servizio del risorgimento italiano. Di origine prussiana prestò servizio in molti eserciti, tra i quali in quello austriaco, dal 1834 al 1848, come aiutante di campo al Comando Generale del Tirolo, professore alla Scuola dei Cadetti, e nello Stato Maggiore. Fu in America, nel periodo della Guerra messicano-statunitense del 1846-1848.

Il 21 luglio 1866, durante la prima fase della battaglia di Bezzecca, causò la ritirata dei garibaldini dal villaggio trentino e la sua condotta militare fu ritenuta dagli ufficiali sottoposti avventurosa e negligente. Lo stesso Garibaldi, dopo la guerra, lo criticò aspramente per una sua richiesta di decorazione.

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Citazioni
« Avete freddo! Presto vi scalderete col fuoco! »
(Giuseppe Garibaldi ai suoi volontari che si lamentavano, poco prima della battaglia, per la fitta pioggia. Rocca d'Anfo, 3 luglio 1866)
« Avete sbagliato strada! Il nemico non è qui, è là che dovete tornare! »
(Giuseppe Garibaldi ai suoi volontari che si ritiravano da Bezzecca. Bezzecca-Colle di santa Lucia, 21 luglio 1866)
« Fate l'aquila! »
(Giuseppe Garibaldi ai suoi ufficiali durante la battaglia di Bezzecca per spingerli all'occupazione delle alture circostanti il villaggio.)
La fortezza
La Rocca d’Anfo

La Rocca d’Anfo è un complesso militare fortificato eretta nel secolo XV dalla Repubblica di Venezia nel Comune di Anfo, sul lago d’Idro, in Val Sabbia, provincia di Brescia, e posta a guardia del vicino confine di Stato con il Principato vescovile di Trento. Edificata sul pendio del monte Censo su una superficie di 50 ettari, la Rocca fu rimaneggiata più volte dagli ingegneri di Napoleone Buonaparte e da quelli italiani, ma perse il suo valore strategico nel 1918, quando il Trentino passò definitivamente al Regno d'Italia. Nella guerra del 1866 la Rocca fu adibita ad ospedale militare e a quartier generale di Giuseppe Garibaldi, che dopo la ferita di Monte Suello fu qui trasportato per ricevere le prime cure.

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Il personaggio
Luigi Castellazzo

Luigi Castellazzo, dalla metà dell'Ottocento fino alla sua morte avvenuta nel 1890, fu uno dei personaggi più discussi del Risorgimento nazionale in quanto veniva considerato da molti il responsabile del tradimento dei congiurati nei moti mazziniani di Mantova del 1851-52, tra i quali don Enrico Tazzoli e Tito Speri, che trovarono poi la morte a Belfiore. Nella campagna del 1866 fu maggiore presso il 2º Reggimento Volontari Italiani, instancabile nelle operazioni: liberò Magasa, la Val Vestino e comandò esplorazioni pericolose oltre le linee austriache. Fu decorato cavaliere dell'Ordine militare di Savoia.

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Ultima
Orazio Dogliotti

Il maggiore Orazio Dogliotti fu l'artefice nella battaglia di Bezzecca, assieme a Giuseppe e al figlio Menotti Garibaldi, della vittoria sugli austriaci del generale Franz Kuhn von Kuhnenfeld. La sua artiglieria, piazzata sul colle di Santa Lucia, con un tiro micidiale e selettivo fermò l'assalto della fanteria nemica e la costrinse ad arretrare nel villaggio. Fu decorato della medaglia d'oro al valor militare.

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Categorie di riferimento
Progetti
Cosa c'è da fare...
Bandiera portata a Bezzecca dal garibaldino Angelo Donati (banchiere)