Portale:Ortodossia

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La Chiesa Ortodossa, cioè "di corretta opinione", (i cui aderenti definiscono anche come Chiesa Cattolica Ortodossa) è una comunione di Chiese cristiane autocefale, erede della cristianità dell'Impero bizantino, che riconosce un primato d'onore al Patriarca ecumenico di Costantinopoli. La Chiesa Ortodossa nasce nel 33 d.C. in seguito alla Pentecoste, i non ortodossi e i polemisti latini la fanno invece risalire all'anno 1054, in seguito a quello che le fonti storiche definiscono tradizionalmente come il Grande Scisma, in seguito al quale quella che fu la chiesa di Stato dell'Impero romano vide la sua parte orientale e quella occidentale dividere le strade definitivamente.
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In alcuni paesi la Chiesa ortodossa celebra le sue festività secondo le date del calendario giuliano, per questo motivo in questi paesi il Natale corrisponde al 7 gennaio del calendario gregoriano. Anche la data della Pasqua differisce fra oriente e occidente.

Le tredici festività maggiori sono:

  1. Natività di Maria Madre di Dio (21 settembre)
  2. Esaltazione della Santa Croce (27 settembre)
  3. Entrata di Maria al Tempio (4 dicembre)
  4. Natività di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo (7 gennaio)
  5. Teofania o Epifania (19 gennaio)
  6. Presentazione di Gesù al Tempio (15 febbraio)
  7. Annunciazione di Maria (7 aprile)
  8. Entrata in Gerusalemme (domenica prima di Pasqua)
  9. Pasqua (domenica di resurrezione di Gesù Cristo)
  10. Ascensione di Gesù (40 giorni dopo Pasqua)
  11. Pentecoste (50 giorni dopo Pasqua)
  12. Trasfigurazione di Nostro Signore (19 agosto)
  13. Assunzione di Maria (28 agosto)

Il calendario giuliano è tuttora in uso in Etiopia, sia dallo Stato che dalla Chiesa.

Il calendario giuliano è seguito soprattutto dalla Chiesa Serba, Macedone, Russa, Georgiana e di Gerusalemme.
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L'espressione latina filioque significa "e dal figlio" e deve la sua importanza al fatto di essere stata aggiunta dalla Chiesa cattolica al testo del Credo niceno-costantinopolitano, nella parte relativa allo Spirito Santo: qui ex patre (filioque) procedit, cioè "che procede dal Padre (e dal Figlio)". Tale aggiunta fu condannata come eretica dal patriarca di Costantinopoli e fu una delle ragioni del Grande Scisma.
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Il Grande Scisma, definito in Oriente come Scisma dei Latini ed in Occidente come Scisma d'Oriente, fu l'evento che, rompendo l'unità di quella che fu la Chiesa di Stato dell'Impero Romano basata sulla Pentarchia, divise la Cristianità Calcedoniana fra la Chiesa Cattolica romana, che aveva sviluppato l'idea del primato (anche giurisdizionale) del Vescovo di Roma (in quanto considerato successore dell'Apostolo Pietro), e la Chiesa Ortodossa, che invece riteneva di rappresentare la continuità della chiesa indivisa del primo millennio. Sebbene normalmente si indichi il 1054 come anno dello scisma, ossia quando il Papa Leone IX, attraverso i suoi legati, lanciò la scomunica al patriarca Michele I Cerulario e quest'ultimo, a sua volta, rispose con un proprio anatema, lo Scisma fu effettivamente il risultato di un lungo periodo di progressivo distanziamento fra le due Chiese. Le dispute alla base dello scisma erano sostanzialmente due. La prima riguardava l'autorità papale: il Papa (ossia il Vescovo di Roma), ritenendosi investito del primato petrino su tutta la Chiesa per mandato di Cristo, e quindi di un potere giurisdizionale, iniziò a reclamare la propria autorità anche sui quattro patriarcati orientali (Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme, che, con Roma, formavano la cosiddetta pentarchia), disposti a concedere al Patriarca d'Occidente un primato solo onorario e a lasciare che la sua autorità effettiva si estendesse solo sui cristiani d'Occidente. L'altra disputa, di ambito trinitario e apparentemente meno "politica" concerneva l'aggiunta del Filioque nel Credo Niceno, avvenuta in ambito latino. Esistevano inoltre altre cause, meno significative, fra le quali variazioni di alcuni riti liturgici, e rivendicazioni conflittuali di giurisdizione.
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Il Simbolo niceno-costantinopolitano, detto anche Credo niceno-costantinopolitano è una formula di fede relativa all'unicità di Dio, alla natura di Gesù e, implicitamente, pur senza usare il termine, alla trinità delle persone divine.

Composta originariamente dalla formulazione approvata al Primo concilio di Nicea (325) a cui vennero aggiunti ampliamenti, relativamente allo Spirito Santo, nel primo concilio di Costantinopoli. Nell'icona sopra il testo mostrato è quello recitato nella Divina Liturgia (πιστεύω invece di πιστεύομεν).

Esso fu redatto a seguito delle dispute che attraversavano la chiesa del IV secolo, soprattutto a causa delle teorie cristologiche di Ario, sacerdote di Alessandria.
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Il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli è una delle cinque sedi principali della chiesa cristiana, stabilite definitivamente dal concilio di Calcedonia del 451. In ordine di gerarchia, il patriarcato di Costantinopoli è il secondo dopo Roma, e precede Alessandria, Antiochia e Gerusalemme.

Il Patriarca ecumenico di Costantinopoli - Nuova Roma (Greco: Οικουμενικό Πατριαρχείο Κωνσταντινουπόλεως Nέα Ρώμη, Ikoumenikò Patriarchìo Konstantinoupòleos Nea Romi) è il "primo fra pari" della Chiesa ortodossa orientale ed è riconosciuto come unico patriarca di Costantinopoli anche dalla Chiesa cattolica.
L'attuale patriarca è Bartolomeo I - al secolo Dimitrios Archondonis. La sede del Patriarcato è la cattedrale di Sant'Andrea Protocleto, nel Fanar, il quartiere greco di Istanbul.

In Italia il Patriarcato è rappresentato dall'Arcidiocesi ortodossa d'Italia e Malta.
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Gli ortodossi affermano che Maria rimase vergine prima e dopo la nascita di Cristo. Questi, miracolosamente le lasciò la verginità intatta al momento del parto.

Molte delle credenze delle chiese al riguardo della Vergine Maria sono riflesse nel testo apocrifo La natività di Maria, che non venne incluso nelle Scritture, ma è considerato accurato nella sua descrizione degli eventi. Da bambina, Maria venne consacrata all'età di tre anni per servire nel tempio come vergine.

Zaccaria, allora Sommo Sacerdote, fece l'inimmaginabile: portò Maria nel "Santo dei Santi" come segno della sua importanza, poiché lei stessa sarebbe diventata l'arca in cui Dio avrebbe preso forma. All'età di dodici anni, le venne chiesto di rinunciare alla sua posizione e di sposarsi, ma lei desiderò rimanere per sempre vergine, in onore a Dio.