Quaderni Piacentini

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Quaderni Piacentini
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità trimestrale
Genere politica culturale
Fondazione 1962
Chiusura 1984
 

Quaderni Piacentini fu una rivista trimestrale fondata e diretta da Piergiorgio Bellocchio nel marzo del 1962 a Piacenza con il sottotitolo "a cura dei giovani della sinistra", come prolungamento dell'attività del circolo "Incontri di cultura" di Piacenza.

Il primo numero della rivista, che come il secondo numero uscì tirato a ciclostile, recava l'intestazione 'Piacenza' e 'numero unico'. Il secondo fascicolo uscì nell'aprile con il numero '1 bis', mentre il terzo, che si presentava doppio, era a stampa.

Al direttore Piergiorgio Bellocchio si affiancarono, dal n. 16, prima Grazia Cherchi e poi dal n. 28, Goffredo Fofi. Solo successivamente e dopo vari mutamenti si giunse ad un "Comitato di direzione" composto da Luca Baranelli, Bianca Beccalli, Alfonso Berardinelli, Grazia Cherchi, Francesco Ciafaloni, Carlo Donolo, Giovanni Raboni, Goffredo Fofi, Giovanni Jervis, Michele Salvati, Federico Stame e Piergiorgio Bellocchio.

Tra i collaboratori, inoltre, Franco Fortini, Sergio Bologna, Giovanni Giudici, Goffredo Fofi, Giancarlo Majorino, Luciano Amodio, Edoarda Masi, Roberto Roversi, Mario Isnenghi, Alberto Asor Rosa, Cesare Cases, Renato Solmi, Sebastiano Timpanaro, Guido Viale, e quindi anche, dal 1983, Gad Lerner, Franco Moretti, Roberto Moscati e Stefano Nespor.

La rivista attraversò diverse fasi dalla sua fondazione:

  • La prima fase giunge fino ai nn. 14 e 15 che vanno dal 1962 al 1964 ed è caratterizzata dalla coesistenza della componente socialista e quella più attenta ai fenomeni del mondo giovanile.
  • La seconda fase, che è quella che possiede una maggiore impronta culturale, arriva fino al n. 23-24 e va dal 1964 al 1965.
  • La terza fase, che arriva fino al n. 32 e va dal 1966 al 1967, presenta numerosi documenti di informazione e controinformazione sulla sinistra americana e sulle lotte antimperialiste.
  • La quarta fase con i quattro fascicoli pubblicati nel 1968 (nn. 33-36) e il successo di copie vendute
  • La quinta fase che comprende tutti gli anni 1970 risulta divisa in una fase pre '76 e una fase post '76 ed è caratterizzata da importanti riflessioni sui temi che riguardano la crisi degli anni '70, sia a livello economico, politico, culturale, nazionale ed internazionale. Dal 1975 in poi viene dato largo spazio all'analisi della società italiana e di tutti i fenomeni connessi. Sono di questo periodo gli articoli che affrontano i dibattiti sul terrorismo, sulla risposta giuridico-legislativa dello Stato, sul garantismo, sulla nuova classe operaia e il sindacato.
  • L'ultima serie, dal 1981 alla chiusura (1984) è edita da Franco Angeli che, mantenendo in gran parte il precedente gruppo dirigente, prosegue in quella che era stata l'impostazione del periodico negli ultimi tempi.

"Quaderni Piacentini" può essere considerata, anche per il livello dei contenuti, una delle riviste politiche e culturali più interessanti di quegli anni, anche se ebbe sempre un pubblico limitato: infatti non superò la diffusione massima di 11.000 copie. Sul "Sole 24 Ore" del 22 aprile 2007, Cesare De Michelis l'ha ricordata come la rivista di un gruppo di intellettuali che "cercarono di tenere assieme il lume della ragione con la pratica della contestazione".

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