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Rivoluzione Civile (lista elettorale)

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Rivoluzione Civile
Rivoluzione Civile.svg
Presidente Antonio Ingroia
Stato Italia Italia
Sede Via Marche, 72 - 00187 Roma
Abbreviazione RC
Fondazione 29 dicembre 2012
Dissoluzione 2 maggio 2013
Partito Vedi sezione "Adesioni"
Ideologia Legalitarismo,
Socialismo democratico,
Ambientalismo,
Ecosocialismo,
Comunismo,
Laicismo,
Eurocomunismo,
Pacifismo
Collocazione Sinistra
Seggi massimi Camera
0 / 630
Seggi massimi Senato
0 / 315
Colori arancione, rosso
Sito web

Rivoluzione Civile (RC) è stata una lista elettorale italiana costituita in occasione delle elezioni politiche italiane del 2013, guidata da Antonio Ingroia (ex pubblico ministero anti-mafia a Palermo).

La piattaforma ideologica di Rivoluzione Civile si ispirava a politiche anti-corruzione, comunismo, e ambientalismo.[1]

Adesionimodifica | modifica wikitesto

La lista era formata da diversi partiti e movimenti che spaziavano della sinistra comunista al Centrismo:

Storiamodifica | modifica wikitesto

Il 17 dicembre 2012 Antonio Ingroia, Luigi De Magistris, Orazio Licandro (PdCI) e Leoluca Orlando (IdV/La Rete 2018) lanciarono il manifesto Io ci sto[2], una piattaforma programmatica in dieci punti da presentare al Partito Democratico per entrare nell'alleanza di centrosinistra;[3][4] il manifesto viene firmato, tra gli altri, anche da Franco Battiato, Fiorella Mannoia, Milly Moratti, Massimiliano Bruno, Max Paiella, Sabina Guzzanti, Vauro, Enrico Fierro.[5]

Fallita ogni trattativa col centrosinistra, il 29 dicembre i promotori di Io ci sto andarono avanti autonomamente e lanciarono il cartello Rivoluzione Civile, al quale aderì subito, oltre a Italia dei Valori[6], Partito dei Comunisti Italiani[7], Movimento Arancione[8] e Nuovo Partito d'Azione, anche Rifondazione Comunista[9]. Ingroia in particolare annunciò l'intenzione definitiva di candidarsi come leader della lista e ne svelò il simbolo. Il 5 gennaio 2013 anche la Federazione dei Verdi aderì alla lista[10]. Il 10 gennaio Rivoluzione Civile venne costituita ufficialmente presso un notaio di Roma[11][12]. Il 21 aderì anche il Nuovo Partito d'Azione[13]. Il 24 aderirono infine gli Ecologisti e Reti Civiche di Angelo Bonelli e Mary Luppino (Verdi, Abbiamo un Sogno, Costituente Ecologista e Sindaci della Buona Amministrazione[14]).

Inizialmente la lista aveva suscitato l'interesse anche di altri movimenti (ALBA, Partito Pirata, Cambiare si può, Popolo Viola e Agende Rosse di Salvatore Borsellino). La delusione su una serie di aspettative disattese portò a metà gennaio il Popolo Viola a dissociarsi[15]. Il 22 gennaio Borsellino non nascose la delusione per le liste, ma anche la simpatia per Ingroia[16][17][18]. Il 30 gennaio ALBA decise di non associarsi a Rivoluzione Civile[19].

Dopo il negativo esito elettorale, il progetto è stato via via abbandonato dai partiti[20][21][22][23][24][25][26]. Successivamente Antonio Ingroia ha annunciato il prosieguo ideale di Rivoluzione Civile con la sua Azione Civile[27]. Il 2 maggio RC è stata ufficialmente sciolta all'unanimità dai suoi costituenti[28] a causa del "risultato insoddisfacente delle elezioni politiche"[29]

Programmamodifica | modifica wikitesto

I 10 punti programmatici minimi irrinunciabili di Rivoluzione Civile furono:

1. Sì a un'Europa dei cittadini, alla rinegoziazione del debito pubblico e delle normative europee al riguardo attraverso una alleanza dei Paesi mediterranei oggi devastati dalla crisi e a un progetto di riconversione di ampi settori dell'economia in grado di rilanciare l'occupazione con migliaia di piccole opere di evidente e immediata utilità collettiva. No all'Europa delle banche e dei banchieri e delle politiche recessive in atto.

2. Sì a un grande progetto di riconversione ecologica dell'economia e di riassetto del territorio nazionale e dei suoi usi per garantire la sicurezza dei cittadini e la riduzione del consumo di suoli agricoli. No alle grandi opere (dal Tav Torino-Lione al Ponte sullo stretto e al proliferare di autostrade e raccordi) inutili, dannose all'ambiente e alla salute ed economicamente insostenibili.

3. No a contrazione del lavoro e al precariato e alla riduzione di fatto dei salari e delle pensioni. Sì al ripristino delle tutele del lavoro e dei lavoratori cancellate dai Governi Berlusconi e Monti (anche con sostegno ai referendum) e alla sperimentazione di modalità di creazione diretta di occupazione, anche in ambito locale, all'introduzione di un reddito di cittadinanza, al potenziamento degli interventi a sostegno delle fasce più deboli e dei presidi dello stato sociale (nella prospettiva di un welfare dei diritti e non di forme di assistenzialismo caritatevole).

4. No agli attuali costi fuori controllo della politica e alla rappresentanza come mestiere. Sì alla autonomizzazione della politica dal denaro, all'abbattimento dei relativi costi, alla previsione di un tetto massimo per i compensi pubblici e privati, all'azzeramento delle indennità aggiuntive della retribuzione per ogni titolare di funzioni pubbliche.

5. Si a un'imposizione fiscale più incisiva sui redditi elevati, sui patrimoni e sulle rendite finanziarie (con estensione alle proprietà ecclesiastiche). No ad aumenti delle imposte indirette e a inasprimenti della fiscalità nei confronti dei redditi medio-bassi.

6. Sì a un'azione di ripristino della legalità, di contrasto della criminalità organizzata, dell'evasione fiscale e della corruzione con recupero di risorse da destinare a un welfare potenziato e risanato dal clientelismo. No alle politiche dei condoni e alle leggi ad personam.

7. No a tutte le operazioni di guerra e drastica riduzione delle spese militari. Sì alla destinazione dei corrispondenti risparmi e di risorse adeguate a sanità, scuola pubblica, ricerca e innovazione (nella convinzione che sapere e istruzione sono prerequisito della democrazia e intervento strategico).

8. Sì a politiche di valorizzazione dei beni comuni e a forme di sostegno e promozione delle esperienze di economie di cooperazione e solidarietà. No allo svuotamento di fatto dei referendum del 2011 e alla vendita ai privati dei servizi pubblici locali.

9. No ad ogni forma di discriminazione e di razzismo (e alle leggi che ne sono espressione, a cominciare dalla Bossi-Fini). Sì al pieno riconoscimento dei diritti civili degli individui e delle coppie a prescindere dal genere, a una cultura delle differenze, a politiche migratorie accoglienti e all'accesso alla cittadinanza per tutti i nati in Italia.

10. Sì a una riforma democratica dell'informazione e del sistema radiotelevisivo che ne spezzi l'attuale subordinazione al potere economico-finanziario. No al conflitto di interessi e alla concentrazione dell'informazione.

Risultati elettoralimodifica | modifica wikitesto

Voti % Seggi
Politiche 2013 Camera 765 188 2,25 0
Senato 549 995 1,79 0

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ (EN) Wolfram Nordsieck, Italy, in Parties and elections. URL consultato il 28 luglio 2013.
  2. ^ Dal Guatemala a Roma: Ingroia lancia ‘Io ci sto'
  3. ^ Il 21 dicembre sarò con Ingroia
  4. ^ Elezioni: Diiberto, bene appello Ingroia, confronto con Pd possibile
  5. ^ Manifesto Io ci sto
  6. ^ Con Ingroia per costruire l'alternativa - Orlando: un'Italia libera da berlusconismo e montismo
  7. ^ Elezioni. Pdci, Diliberto convintamente con Ingroia
  8. ^ La candidatura di Ingroia alla presidenza del Consiglio
  9. ^ Elezioni: Ferrero, con Ingroia per cambiare l'Italia
  10. ^ Ingroia su Twitter: "Domani torno in Italia". Bonelli: "Verdi con lui per archiviare Monti", repubblica.it, 5 gennaio 2013
  11. ^ Programma ufficiale
  12. ^ Ingroia, ecco lo Statuto
  13. ^ Anche il Nuovo Partito d'Azione entra nella coalizione di "Rivoluzione Civile"
  14. ^ Anche noi Ecocivici e Verdi Europei ci stiamo!
  15. ^ Ingroia, l'ultimo chiuda la porta
  16. ^ Salvatore Borsellino: 'Ingroia, ancora tanta strada da fare, ma il mio appoggio non mancherà'
  17. ^ Salvatore Borsellino: 'Questa è la mia posizione nei confronti del progetto di Ingroia'
  18. ^ Salvatore Borsellino: 'Giovani M5S, il fresco profumo di libertà entra in Parlamento'
  19. ^ Comunicato stampa: Lista Rivoluzione Civile – la posizione di ALBA
  20. ^ De Magistris seppellisce R. Civile: «Non c'è futuro per questa lista»
  21. ^ Orlando e Rivoluzione civile: "A Palermo il miglior risultato"
  22. ^ Il Nuovo Partito d'Azione esce da Rivoluzione Civile
  23. ^ IdV, rilanciare l'azione del partito
  24. ^ Dimissioni della Segreteria Nazionale del PdCI
  25. ^ Dimissionaria la Segreteria Nazionale di Rifondazione Comunista
  26. ^ Dichiarazione di Angelo Bonelli
  27. ^ Da Rivoluzione ad Azione Civile, ma il percorso continua
  28. ^ Rivoluzione civile, i fondatori firmano lo scioglimento: “Esperienza conclusa”
  29. ^ L'esperienza di Rivoluzione Civile finisce qui
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