Sabato Visco

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Sabato Visco

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXIX, XXX

Dati generali
Partito politico PNF
Titolo di studio Laurea in medicina
Professione accademico

Sabato Visco (Torchiara, 9 aprile 1888Roma, 1º maggio 1971) è stato un fisiologo e politico italiano; illustre nutrizionista, fu acceso sostenitore della politica razzista in Italia durante il regime fascista alla cui caduta riuscì, tuttavia, a mantenere la propria posizione[1].

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Fu una figura di primo piano nella vita accademica e della vita politica italiana soprattutto durante il periodo fascista. Fisiologo, i suoi studi riguardarono soprattutto i problemi dell'alimentazione umana, in particolare quelli legati ad alcune sindromi carenziali quali la pellagra. I suoi successi accademici furono legati all'attività politica: nazionalista, aveva preso parte all'impresa di Fiume, era stato consigliere della milizia e successivamente deputato fascista[2]. Nel 1931 fu nominato professore ordinario di fisiologia generale nell'Università di Roma, succedendo a Giulio Fano[3], fu poi preside della Facoltà di Scienze dell'Università di Roma, segretario del Comitato Biologico del Consiglio Nazionale delle Ricerche, fondatore (nel 1936) e direttore dell'Istituto Nazionale di Biologia (attuale Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei/Accademia d'Italia[4].

Visco svolse un ruolo di primaria importanza nella politica razziale del regime fascista: fu primo firmatario del «Manifesto degli Scienziati razzisti» (15 luglio 1938), Capo dell'Ufficio per gli Studi e la Propaganda sulla Razza del Minculpop (dal febbraio 1939 al maggio 1941) come successore di Guido Landra[5], membro del Consiglio Superiore della Demografia e della Razza[6], vicepresidente della Commissione ordinatrice e del Museo della Razza nell'ambito dell'E42, e fu anche candidato alla direzione della rivista La difesa della razza[7]. In un intervento alla Camera, nella primavera del 1939, Visco dichiarò che l'università italiana perdeva i docenti ebrei «con la più serena indifferenza» e che anzi ne guadagnava in «unità spirituale»[8].

Con il ritorno della democrazia, il 4 gennaio 1946 una commissione di epurazione, presieduta da Benedetto Croce e Vincenzo Rivera, lo dichiarò decaduto dall'Accademia dei Lincei assieme ad altri accademici compromessi col fascismo e perfino assieme ad alcuni grandi scienziati di origine israelita, quali Tullio Terni, Mario Camis e Carlo Foà, i quali a partire dal 1938 erano stati perseguitati dai fascisti[9]. Visco riottenne tuttavia senza difficoltà la cattedra di fisiologia, la presidenza della facoltà di Scienze all'università di Roma e la direzione dell'Istituto nazionale della nutrizione, grazie all'abilità nel trovare appoggi all'interno dei maggiori partiti politici italiani riciclandosi come antifascista.[1]

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ a b Paolo Mieli, Il riciclaggio dei docenti: da antisemiti a democratici, Corriere della Sera, 15 giugno 2010, pp. 44-45. URL consultato il 18 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  2. ^ Giuseppe Bottai, Diario 1935-1944, a cura di Giordano Bruno Guerri, ad indicem, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1999.
  3. ^ Giorgio Israel, «Redeemed Intellectuals and Italian Jews», Telos 139 (Summer 2007): 85-108 (Abstract)
  4. ^ Annuario della Reale Accademia d'Italia, A. 14, Roma: Tip. del Senato, 1943, ad indicem
  5. ^ Claudia Mantovani, Rigenerare la società: l'eugenetica in Italia dalle origini ottocentesche agli anni Trenta, prefazione di Ernesto Galli della Loggia, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2004, p. 327, ISBN 88-498-0769-4.
  6. ^ Renzo De Felice, Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, Torino, Einaudi, 1993, p. 557.
  7. ^ Giorgio Israel e Pietro Nastasi, Scienza e razza nell'Italia fascista, Bologna, Il mulino, 1999.
  8. ^ Antonio Di Meo (a cura di), Cultura ebraica e cultura scientifica in Italia, Roma, Editori riuniti, 1994, pp. 43 e 112, ISBN 88-359-3902-X.
  9. ^ Giorgio Cosmacini, Il convegno dell' Accademia dei Lincei «La memoria ritrovata. Giornata in ricordo di Tullio Terni e Mario Camis», Roma, 12 marzo 2004 (on-line)

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Sabato Visco, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
Controllo di autorità VIAF: (EN65256563