Santuario federale delle Tre Gallie

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Santuario federale delle Tre Gallie
Autel des Gaules pl. I – Discours sur les médailles d'Auguste et de Tibère (1820).jpg
Altare delle Gallie
Civiltà Galli - Romani
Localizzazione
Stato Francia Francia
Dipartimento Metropoli di Lione
Amministrazione
Patrimonio Lugdunum

Il santuario federale delle Tre Gallie è stato un monumento eretto nell'anno 12 a.C.[1] (o 10 a.C.[2]) da Druso maggiore[3] a Lugdunum (l'odierna Lione).

Sotto Augusto, la Gallia era stata suddivisa in quattro province: tre dette "imperiali" (la Gallia Lugdunense, la Gallia Aquitainia e la Gallia Belgica) ed una detta "senatoriale" (la Gallia Narbonense). Lugdunum era la capitale delle tre regioni della Gallia imperiale e vi risiedevano i governatori. Ogni anno, il primo di agosto, i delegati delle sessanta nazioni galliche si riunivano in assemblea a Lugdunum nel santuario federale, sulle pendici de La Croix-Rousse.

Assemblea delle nazioni gallichemodifica | modifica wikitesto

Tiberio: Sesterzio d'oricalco[4]
TIBERIUS RIC I 248a-711380.jpg
TI CAESAR AVGVSTI F(ilii) IMPERATOR VII, testa laureata di Tiberio verso destra; ROM ET AVG, altare delle Tre Gallie a Lugdunum, decorato con una corona civica tra allori, fiancheggiato da nude figure maschili; a destra e sinistra, le Vittorie su delle colonne, una di fronte all'altra.
24.95 gr, 12 h; zecca di Lugdunum; coniato nel 13 d.C., dopo una nuova serie di campagne in Germania di Tiberio.

Secondo Cassio Dione, l'assemblea al santuario avrebbe avuto origine quando Druso, nel tentativo di placare il malcontento dei Galli per la sottomissione ai Romani, organizzò un raduno degli uomini più notabili della Gallia a Lugdunum, con il pretesto di una celebrazione religiosa intorno all'altare dedicato ad Augusto e a Roma[5]. Non è chiaro in che modo Druso intendesse conquistare le simpatie dei Galli con la celebrazione del culto imperiale: probabilmente li allettò con la promessa di poter essere nominati sacerdoti della Tre Gallie e di poter essere eletti come delegati in un consiglio in cui discutere argomenti di interesse comune a tutte le popolazioni galliche[6].

L'assemblea dei 60[7] o 64[8] delegati galli formava il cosiddetto "Consiglio delle Gallie" (concilium Galliarum), con un ruolo sia religioso che politico. I delegati erano scelti dal senato di ogni propria città fra gli aristocratici galli.

La funzione religiosa del Consiglio delle Gallie consisteva nel rendere un culto alle divinità imperiali, ossia a Roma e ad Augusto, rinnovando ogni anno la relazione di fedeltà alla potenza protettrice della Gallia. Queste feste religiose solenni consistevano in sacrifici, processioni, giochi, concorsi di eloquenza e di poesia che attiravano in città grandi folle[9]. La data del primo agosto coincideva sia con l'anniversario della presa di Alessandria da parte di Ottaviano, sia con il giorno della morte di Marco Antonio, sia con la festa di Lughnasadh in onore di Lúg[10], il dio solare celtico che avrebbe avuto un tempio sulla vicina collina di Fourvière.

I compiti amministrativi e politici del Consiglio, che però non aveva potere legislativo[11], prevedevano anche un legame diretto con l'imperatore, al quale trasmettevano i desideri e le lamentele dei Galli[12]. Le attività del Consiglio terminano alla fine del III secolo.

I sacerdotesmodifica | modifica wikitesto

Sono giunti ai nostri giorni i nomi dei primi sacerdoti del santuario federale: Gaio Giulio Vercondaridubno l'eduo, seguito dal cadurco Marco Lucterio Senciano ed il santone Gaio Giulio Rufo[13]. Quest'ultimo, secondo la dedica su una stele di marmo ivi ritrovata[14], è stato il fautore della costruzione del vicino anfiteatro delle Tre Gallie, eretto nel 19 a.C. ed usato per i giochi associati alle feste di agosto. In base allo studio dei nomi dei sacerdoti e della loro titolatura, conservati grazie alle iscrizioni, è stato possibile identificare il carattere etnico del santuario: fino all'avvento dei Severi, ma forse anche più avanti, al culto ivi celebrato prendevano parte solo le popolazioni galliche, senza che ad esso si mescolassero anche i coloni di Lugdunum[15].

Descrizionemodifica | modifica wikitesto

 Le quattro colonne della basilica di Saint-Martin d'Ainay
Le quattro colonne della basilica di Saint-Martin d'Ainay che provengono dal santuario federale

Ormai nulla resta del santuario, il quale era costruito sulle pendici de La Croix-Rousse. È grazie ai testi e alla sua rappresentazione sulle monete antiche che si può ricostruire com'era la sua struttura centrale, l'Altare delle Gallie, un altare monumentale che è stato dedicato al culto di Roma e di Augusto nel 12 a.C.[16][17]

I due frammenti della Tabula Claudiana (Museo gallo-romano di Fourvière)

Strabone lo descrive così:

« Il tempio poi dedicato in comune da tutti i Galati a Cesare Augusto s’innalza davanti a questa città dove i fiumi predetti si mischiano insieme. Sono in quel tempio un altare degno di considerazione, con una iscrizione di sessanta popoli; poi altrettante statue per ciascuno di questi popoli; ed un altro altare di gran mole. »
(Strabone, Geografia, IV, 3, 2)

Il basamento di marmo misurava 50 m di lunghezza ed era affiancato da due Vittorie alate in bronzo dorato che reggevano grandi palme e corone anch'esse di bronzo dorato, posate su delle colonne di granito giallo proveniente dall'Alto Egitto che terminavano con dei capitelli, probabilmente dorici[18]. L'imperatore Adriano aveva fatto sostituire, nello stesso periodo dell'ingrandimento dell'anfiteatro, le colonne dell'altare del Santuario federale con nuove colonne in sienite egiziana che sono andate a rimpiazzare quelle originarie in calcare del Rodano o in mattoni[19]. Quelle colonne sono state probabilmente recuperate nel XI secolo e tagliate in due per essere piazzate nella basilica di Saint-Martin d'Ainay, dove si trovano tutt'oggi[18]. Sull'altare erano iscritti i nomi dei popoli che partecipavano all'assemblea annuale, con ogni nazione della Gallia rappresentata da una statua. Alla base dell'altare vi era scolpita l'iscrizione "Romae et Augusto", abbreviata in ROMETAUG sulle monete[20], mentre due edicole che probabilmente contenevano riproduzioni di Roma e di Augusto sormontavano l'altare[21].

Nel santuario era esposta la Tabula Claudiana, un'iscrizione latina su lastra di bronzo che contiene un ampio stralcio di un discorso tenuto dall'imperatore Claudio al Senato nel 48 d.C. In questo discorso Claudio si pronunciava a favore della concessione della cittadinanza romana alla Gallia comata e concedeva ai capi delle nazioni l'eleggibilità alla magistratura e al Senato[22]. I resti della Tabula sono oggi conservati al museo gallo-romano di Lione.

Il santuario federale era situato sulle pendici della collina de La Croix-Rousse, nei pressi dell'anfiteatro. Prima del 2006 si pensava che fosse sullo stesso piano dell'anfiteatro, affiancato ad esso, a mezza altezza del fianco meridionale della collina[18][23]; un sondaggio archeologico non ha però trovato resti nel luogo sperato e si ipotizza quindi che l'intera struttura si distribuisse in altezza, con rampe monumentali che salivano lungo le pendici della collina, fino alla sua cima, dove era situato l'Altare delle Gallie[20].

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Fishwick, pp. 13-14, sulla base delle testimonianze di Tito Livio (Periochae, CXXXIX) e Cassio Dione (Storia romana, LIV, 32, 1).
  2. ^ Frascone; Turcan, p. 735. La data del 10 a.C. si basa sul racconto della nascita dell'imperatore Claudio, che Svetonio pone nello stesso anno della dedicazione dell'altare (Claudio, 2, 1). Alcuni studiosi hanno proposto di sanare la differenza di data tra Livio (e Cassio Dione) e Svetonio intendendo il 12 come data dell'inaugurazione dell'altare ed il 10 come data della dedicazione; sugli argomenti di questa interpretazione e sulle difficoltà che essa presenta si veda Fishwick, pp. 14-17, secondo il quale il racconto di Svetonio, se non errato, porrebbe la nascita di Claudio nell'anniversario (il secondo) della dedicazione dell'altare, anziché nell'anno di dedicazione.
  3. ^ (FR) Robert Turcan, Un bimillénaire méconnu : l'assemblée des trois Gaules, in Comptes-rendus des séances de l'Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, 135e année, nº 4, 1991, pp. 733-742.
  4. ^ Roman Imperial Coinage, Augustus, I, 248a (Augustus; obv. legend); Lyon 111 (Augustus); BMCRE 580 (Augustus); BN 1761 (Augustus); Cohen 35.
  5. ^ Cassio Dione, Storia romana, LIV, 32, 1; cfr. Tito Livio, Periochae, CXXXIX.
  6. ^ Fishwick, pp. 12-13.
  7. ^ Strabone, Geografia, IV, 3, 2.
  8. ^ Tacito, Annali, III, 44, che forse aggiunge quattro tribù germaniche alle 60 menzionate da Strabone; v. (EN) Duncan Fishwick, The Imperial Cult in the Latin West, vol. 1.1, Leida - Boston - Colonia, Brill, 1993, p. 101, ISBN 9789004297548.
  9. ^ Eusebio di Cesarea, Historia ecclesiastica, V, 1, 47.
  10. ^ L'ipotesi che il culto del santuario fosse originariamente dedicato a divinità indigene è stata abbandonata da vari studiosi; si veda in proposito Maurin, p. 110 n. 1.
  11. ^ Turcan, p. 741.
  12. ^ Turcan, p. 734.
  13. ^ (FR) Christian Goudineau, La Gaule de la mort de César à celle de Néron, in Regard sur la Gaule, éditions Babel, 2007. Lista dei sacerdoti in Maurin, pp. 115-116.
  14. ^ AE 1961, 62 = ILTG 217.
  15. ^ Maurin, pp. 123-124.
  16. ^ (FR) Lyon Historique - L'autel du sanctuaire fédéral, su qse.free.fr. URL consultato l'11 maggio 2016.
  17. ^ (FR) 1er août 12 av. J.-C. - Drusus inaugure le sanctuaire des Trois-Gaules - Herodote.net, su www.herodote.net. URL consultato l'11 maggio 2016.
  18. ^ a b c Audin-Quoniam.
  19. ^ (FR) Laurence Tranoy, Grégoire Ayala, Les pentes de la Croix-Rousse à Lyon dans l'Antiquité. État des connaissances, in Gallia, vol. 51, nº 1, 1994, p. 184. URL consultato il 20 maggio 2016.
  20. ^ a b Frascone.
  21. ^ Fishwick, p. 10.
  22. ^ ILS, 212 = CIL XIII, 1668.
  23. ^ (FR) Amable Audin, Essai sur la topographie de Lugdunum, Lione, 1956, cap. VII.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto