Spezzeremo le reni

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L'espressione spezzeremo le reni è un celebre slogan fascista, poi sopravvissuto nell'uso comune della lingua italiana come modo di dire, di solito con perdita dell'elemento minaccioso, e con l'assunzione, in genere, di una connotazione più o meno ironica[1].

Storiamodifica | modifica wikitesto

È una frase d'autore pronunciata da Benito Mussolini il 18 novembre 1940[2], giorno dell'anniversario delle sanzioni economiche irrogate all'Italia, cinque anni prima, dalla Società delle Nazioni a seguito dell'invasione coloniale dell'Abissinia. Essa nasce da un discorso tenuto a Piazza Venezia alla presenza di tutti i gerarchi provinciali del Partito Nazionale Fascista convocati per il Gran Rapporto, poi trasmesso anche dalla radio italiana[3], dovuto alla disastrosa situazione della campagna italiana di Grecia:

« Affermai cinque anni fa: spezzeremo le reni al Negus. Ora, con la stessa certezza assoluta, ripeto assoluta, vi dico che spezzeremo le reni alla Grecia in due o dodici mesi poco importa, la guerra è appena cominciata! »
(Benito Mussolini)

Il 23 febbraio 1941, a distanza di tre mesi dal primo discorso, Mussolini fece un annuncio sulle imminenti sorti della campagna di Grecia, così affermando: "fra poco verrà il bello"[2].

Uso parodisticomodifica | modifica wikitesto

L'espressione spezzare le reni/spezzeremo le reni a... sopravvive soprattutto come parodia dello stile militaresco fascista, secondo un intento subito affermatosi nell'uso, anche nella cinematografia italiana. Un esempio è l'uso che ne fa Totò nel film Totò contro Maciste, di Fernando Cerchio, del 1962:

« Tebani, abbiamo lance, spade, frecce, mortaretti, tricche tracchi e castagnole. E con queste armi potenti, dico armi potenti, noi, noi, spezzeremo le reni a Maciste e ai suoi compagni, a Rocco e i suoi fratelli! Valoroso soldato tebano, mio padre da lassù ti guarda e ti protegge. Armiamoci e partite! Io vi seguo dopo »
(Totò in Totò contro Maciste[4])

Tale utilizzo ironico viene favorito anche dalla memoria storica, che ricorda la sproporzione tra la tracotanza eroica delle parole e la dura realtà dei fatti, con le numerose sconfitte che il Regio Esercito Italiano patì dalle meno quotate forze armate elleniche, che rende ancora più assurda e iperbolica la locuzione.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Matilde Paoli, Rène ha due plurali?, sezione Domande e risposte sul sito dell'Accademia della Crusca
  2. ^ a b Italia, Enciclopedia Italiana, Enciclopedia Italiana - II Appendice (1949), Istituto dell'Enciclopedia Italiana
  3. ^ Campagna di Grecia
  4. ^ Enrico Giacovelli, Poi dice che uno si butta a sinistra!, Gremese, 1994, p. 204

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto