Steyr M12

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Steyr M12
1912 Selbstladepistole Steyr
Steyr Hahn M1912.JPG
Una Steyr M12
Tipo Pistola semiautomatica
Origine Austria-Ungheria Austria-Ungheria
Impiego
Utilizzatori Imperiale e regio Esercito austro-ungarico
Forțele Terestre Române
Ejercito de Chile
Regio Esercito
Wehrmacht
Conflitti Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Produzione
Progettista Konrad Murgthaler
Data progettazione 1910
Costruttore Österreichische Waffenfabrik di Steyr
Date di produzione 1912-1919
Entrata in servizio 1912
Ritiro dal servizio 1945
Numero prodotto 350.000
Descrizione
Peso 960 g scarica
Lunghezza 2.160 mm
Lunghezza canna 1.280 mm
Rigatura 4 righe destrorse con passo di 200 mm
Calibro 9 mm
Munizioni 9 × 23 mm Steyr
Numero canne 1
Alimentazione Caricatore monofilare interno da otto colpi
ExOrdinanza.Net[1]
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La Steyr M12 è una pistola semiautomatica prodotta nel 1912 per l'Imperiale e regio Esercito austro-ungarico, ma successivamente esportata in numerosi paesi ed utilizzata fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Sviluppomodifica | modifica wikitesto

Una pistola Steyr M1912 conservata in Russia presso l'Arsenale di Tula.

La pistola faceva parte della prima generazione di pistole semi-automatiche prodotte all'inizio del XX secolo. Fu progettata a partire dal 1910 presso l'Österreichische Waffenfabrik di Steyr come sostituta della precedente Roth-Steyr mod.1907[2] (nota anche come M.7) che non aveva dato buona prova, sotto la direzione dell'ingegnere capo Konrad Murgthaler, coadiuvato da Helmut Bachner ed Adolf Jungmayr. Inizialmente pensata per essere prodotta per il mercato civile con il nome di M11,[2] tale denominazione venne in seguito modificata in M12[2] quando l'arma venne adottata dall'Imperial regio Esercito austro-ungarico con la designazione ufficiale di "Repetierpistole M 1912".

Tecnicamodifica | modifica wikitesto

L'arma sfruttava un sistema di chiusura stabile a canna rotante. La canna presentava internamente quattro righe destrorse ed esternamente due risalti superiori di chiusura, uno inferiore di arresto ed uno, sempre inferiore, elicoidale, che determina la rotazione. Subito dopo lo sparo, il proiettile, avanzando lungo la canna, tendeva per effetto della rigatura a farla ruotare verso destra ed a serrare la chiusura. Canna e carrello rinculavano dunque assieme, tenuti uniti dai due risalti superiori. Durante questo arretramento, però, il risalto elicoidale, grazie al contrasto con una specifica scanalatura realizzata nel castello, provocava una rotazione della canna di 60° verso sinistra, fino a determinare lo sgancio dei denti superiori e la liberazione del carrello, che a questo punto proseguiva da solo il proprio movimento, completando l'automatismo, mentre la canna si fermava grazie al dente di arresto. Dopo lo sparo dell'ultimo colpo, l'arma si blocca in apertura.

La M12 sfruttava proiettili calibro 9 × 23 mm Steyr inseriti manualmente all'interno di un caricatore monofilare interno dalla capienza di otto colpi. Erano presenti due sicure, una manuale che bloccava il cane e una automatica che impediva lo sparo se l'otturatore non era chiuso.

Impiegomodifica | modifica wikitesto

La rara pistola Steyr M12 P16 modificata per il tiro a raffica, e dotata di caricatore a 16 colpi.
La pistola Steyr-Hahn M1912 con caricatore a 8 colpi.

La produzione militare per l'Austria iniziò solamente alla fine del 1914, a guerra già iniziata, e l’arma fu impiegata dall'esercito austriaco durante tutta la prima guerra mondiale dando buona prova anche in condizioni climatiche difficili.[3] La produzione per il mercato civile non fu numerosa, mentre quella delle armi militari terminò nel 1919 raggiungendo la cifra di circa 350.000 esemplari, che furono anche esportati in numerosi paesi come Cile, Cecoslovacchia, Germania, Italia, Jugoslavia, Romania, Ungheria.[3] A partire dal 1916 fu prodotta in pochi esemplari una versione con caricatore allungato a 16 colpi, mentre circa 200 esemplari vennero modificati per consentire il tiro a raffica e designati "Doppelpistole M.12".[3]

Regno di Bavieramodifica | modifica wikitesto

L’esercito bavarese acquistò nel 1916 e nel 1918 due lotti di pistole mod. 1912, per un totale di 16.000 esemplari uguali a quelle fornite all’esercito austro-ungarico tranne che per la matricola composta da sole cifre numeriche

Cilemodifica | modifica wikitesto

Nel 1911 l’Ejercito de Chile acquistò 5.000 esemplari della mod. 1911, acquistandone poi altre, provenienti da quelle appartenute all’esercito austriaco,[N 1] al termine della prima guerra mondiale.

Germaniamodifica | modifica wikitesto

Dopo la fine del primo conflitto mondiale alcuni esemplari bavaresi tornarono in servizio sotto la Reichswehr, e in seguito all’annessione dell’Austria del marzo del 1938, la Wehrmacht immise in servizio numerose Steyr modello 12. Dopo l’inizio della seconda guerra mondiale, all’incirca 60.000 esemplari, convertiti in cal. 9 × 19 mm Parabellum con la sostituzione della canna, vennero assegnati alla forze di Polizia con la designazione di "Pistole Modell 12 (ö)", riportando sul carrello d’armamento la stampigliatura “08”.

Regno d’Italiamodifica | modifica wikitesto

Nel 1918 la ditta Fiocchi avviò la produzione di cartucce in calibro 8 mm per consentire l’utilizzo delle armi catturate. Al termine della guerra l’Austria cedette, in riparazione dei danni di guerra, all’Italia un numero considerevole di queste pistole che restarono in uso nel Regio Esercito fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Romaniamodifica | modifica wikitesto

Negli anni 1913-1914 il Forțele Terestre Române[4] acquistò 56.000 armi sotto la designazione "Md. 1912" dotate di mirino a coda di rondine sul carrello e sicura che, se inserita a cane abbattuto, non ne impediva l'armamento venendo disinserita sollevandolo. La fornitura fu interrotta all'inizio della prima guerra mondiale e le armi dirottate all’esercito austro-ungarico. Dopo la sconfitta della Romania nel corso del 1917 gli Imperi Centrali imposero la consegna della rimanenti armi che entrarono nella disponibilità degli eserciti austro-ungarico e tedesco.[N 2]

Notemodifica | modifica wikitesto

Annotazionimodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Questa pistole presentano entrambi i marchi dei due paesi.
  2. ^ La numerazione delle armi austriache riprendeva dove viene interrotta quella della armi rumene, utilizzando per la produzione iniziale anche parti di armi non consegnate.

Fontimodifica | modifica wikitesto

  1. ^ STEYR Modello 12, exordinanza.net. URL consultato il 12 maggio 2014.
  2. ^ a b c Kinard 2004, p. 226
  3. ^ a b c Storia & Battaglie n.158, giugno 2015, p. 58
  4. ^ Storia & Battaglie n.158, giugno 2015, p. 59

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • (EN) Gordon Bruce, Military Pistols: Handguns of the Two World WarsPistols: An Illustrated History of Their Impact, Ramsbury, Crowood Press Ltd., 2016, ISBN 1-78500-247-3.
  • L. Franceschini, Pistole Militari Imperiali - Armi da fianco secondarie degli eserciti del Kaiser, Firenze, Editoriale Olimpia, 2006.
  • L. Franceschini, Le Pistole della Wehrmacht 1933/1945, Volume 2 - I contratti esteri, Firenze, Editoriale Olimpia, 2009.
  • Ian V. Hogg, Pistole e Revolvers Tedeschi 1871/1945, Parma, Ermanno Albertelli Editore, 1972.
  • (EN) Jeff Kinard, Pistols: An Illustrated History of Their Impact, Santa Barbara, ABC-CLIO, 2004, ISBN 1-85109-470-9.

Periodicimodifica | modifica wikitesto

  • Armi italiane della I Guerra Mondiale, in Storia & Battaglie, nº 158, Vicchio, Luca Poggiali Editore, giugno 2015, p. 58-59.

Altri progettimodifica | modifica wikitesto