Tarquinia

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Tarquinia
comune
Tarquinia – Stemma Tarquinia – Bandiera
Tarquinia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
Sindaco Pietro Mencarini (Lista civica) dal 25-06-2017
Territorio
Coordinate 42°14′57″N 11°45′22″E / 42.249167°N 11.756111°E42.249167; 11.756111 (Tarquinia)Coordinate: 42°14′57″N 11°45′22″E / 42.249167°N 11.756111°E42.249167; 11.756111 (Tarquinia)
Altitudine 133 m s.l.m.
Superficie 279,34 km²
Abitanti 16 428[1] (30-6-2016)
Densità 58,81 ab./km²
Frazioni Tarquinia Lido, Marina Velca, Saline, Sant'Agostino
Comuni confinanti Allumiere (Roma), Civitavecchia (Roma), Montalto di Castro, Monte Romano, Tolfa (Roma), Tuscania
Altre informazioni
Cod. postale 01016
Prefisso 0766
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 056050
Cod. catastale D024
Targa VT
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Nome abitanti tarquiniesi
Patrono Maria santissima di Valverde
Giorno festivo 8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tarquinia
Tarquinia
Tarquinia – Mappa
Posizione del comune di Tarquinia nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia
(EN) Etruscan Necropoleis of Cerveteri and Tarquinia
Banditaccia Tomba Dei Capitelli.jpg
Tipo Culturali
Criterio (i) (iii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2004
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Tarquinia è un comune italiano di 16 428 abitanti[1] della provincia di Viterbo; dista dal capoluogo circa 45 chilometri.

Suonatore, affresco della Tomba del Triclinio
Tomba della Fustigazione.

Geografia fisicamodifica | modifica wikitesto

Territoriomodifica | modifica wikitesto

Tarquinia si trova a 132 m d'altitudine su un colle dominante da sinistra il basso corso del fiume Marta, presso la Via Aurelia, nella Maremma laziale non distante dalla Toscana.

Nel territorio comunale scorrono anche il torrente Arrone, che segna il confine con il territorio di Montalto di Castro, ed il fiume Mignone.

Climamodifica | modifica wikitesto

Classificazione climatica: zona D, 1658 GR/G

Storiamodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Etruria e Conquista romana dell'Etruria.

La città di Tarquinia (Tarquinii in latino e Tarch(u)na in etrusco, derivante da quello del mitico Tarconte[2]) fu uno dei più antichi ed importanti insediamenti della dodecapoli etrusca[3]. In rapporto con Roma fin da epoca molto antica, diede a questa città la dinastia dei re Etruschi[4] (Tarquinio Prisco,[4] Servio Tullio e Tarquinio il Superbo) che svolse un ruolo di primaria importanza nella storia della città latina (fine del VII e VI secolo a.C.).

Tarquinia entrò più volte in guerra con Roma e da questa fu infine sottomessa dopo la battaglia di Sentino, nel 295 a.C. Da allora Tarquinia fece parte dei territori romani nella regio VII Etruria. Sul suo litorale si sviluppò la colonia marittima di Gravisca, che fino alla fondazione di Centumcellae (oggi Civitavecchia) da parte dell'imperatore Traiano nel II secolo dopo Cristo, rappresentò il principale porto dell'Etruria meridionale, abbandonato in seguito alle scorrerie dei pirati saraceni in epoca altomedievale.

Nel V secolo passò sotto il regno romano-gotico di Teodorico. Nella prima metà del VI secolo si trovò coinvolta nella guerra gotica e nella seconda metà del secolo entrò a far parte del longobardo ducato di Tuscia. Nella seconda metà dell'VIII secolo la Tuscia fu prima acquisita ai domini carolingi e poi donata al pontefice come parte del neo-costituito Stato della Chiesa.

Probabilmente già a partire dal VI secolo si ebbe l'iniziale graduale spopolamento dell'abitato etrusco-romano, che andò accentuandosi in età medievale, per poi completarsi nel tardo medioevo, quando la città antica si era ridotta a poco più di un castello fortificato. Le cause vanno rintracciate nelle devastazioni compiute dagli invasori germanici prima e nelle incursioni dei Saraceni poi, che oltre a decimare la popolazione causarono una progressiva involuzione economica del territorio.

A partire dall'VIII secolo d.C., su di un colle[5] contiguo alla città antica, ma in vista del mare, è attestata la presenza di una rocca detta Corgnetum o Cornietum. Tra la fine del X e gli inizi dell'XI secolo, nei documenti troviamo nominato un Corgitus (dal 1004) o Torre di Corgnitu (dal 939). Da questo piccolo primo nucleo si svilupperà, nei secoli XI e XII, il centro medievale di Corneto.

Nel 1144 Corneto divenne libero comune italiano stipulando patti commerciali con Genova (nel 1165) e con Pisa (nel 1177). Nel XIII secolo resistette validamente all'assedio dell'imperatore Federico II. In questo periodo il territorio cornetano fu uno dei maggiori produttori ed esportatori di frumento in Italia. Inoltre, in seguito alla distruzione di Centumcellae da parte dei pirati barbareschi, a partire dal IX secolo riprese vita e importanza l'antico porto, abbandonato secoli prima, che diviene uno scalo di collegamento fra l'entroterra umbrolaziale e il Mediterraneo.

In questo contesto si inquadra lo scontro nel XIII e XIV secolo fra Corneto e città maggiori, come Viterbo e Roma, che intendevano imporre il loro dominio approfittando della debolezza del potere pontificio, specie durante la cattività avignonese. Corneto si oppose anche alle mire della Chiesa, ma la città fu infine ridotta all'obbedienza dal cardinale Egidio Albornoz (1355) e da quel momento, anche se con brevi interruzioni, rimase stabilmente allo Stato Pontificio condividendone le vicende.

Nel 1435 papa Eugenio IV elevò Corneto al rango di civitas e di sede vescovile, come premio ai meriti del Cardinal Vitelleschi, nativo di Corneto, nel ristabilire il dominio papale sullo Stato della Chiesa. Nel 1854 la diocesi di Corneto fu unita aeque principaliter alla diocesi di Civitavecchia. Nel 1986 le diocesi furono pienamente unite nella diocesi di Civitavecchia-Tarquinia.

In seguito alla costruzione del nuovo porto di Civitavecchia, erede dell'antica Centumcellae, con fortificazioni progettate da architetti del calibro di Michelangelo Buonarroti e Antonio da Sangallo, nel XV secolo Corneto perse nuovamente e definitivamente la sua funzione di porto dell'alto Lazio, il che determinò una progressiva decadenza economica e demografica del territorio, interessato sempre più dalla malaria a causa delle paludi costiere.

Nel periodo precedente la seconda guerra mondiale divenne sede della scuola di paracadutismo. Fu inoltre interessata da un massiccio programma di bonifiche da parte del regime fascista, seguito dalla riforma agraria del 1950: i due provvedimenti contribuirono al rilancio del settore agricolo e a un effimero sviluppo industriale collegato, attirando un'ingente immigrazione interna soprattutto dalle Marche.

A partire dagli anni 60 del XX secolo poi, con la costruzione del Lido e di Marina Velka lungo la costa, si è sviluppato anche un discreto turismo balneare

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica wikitesto

L'antico centro etrusco e romano sorgeva sull'altura detta "La Civita", alle spalle del "colle dei Monterozzi" dove sorge l'abitato odierno e dove si trova la necropoli antica (necropoli dei Monterozzi).

Dal 31 marzo 2011 Tarquinia è la prima città patrimonio dell'umanità dell'Unesco ad avere una segnaletica Qr Code, che consente di ottenere informazioni sulle attrazioni e i servizi indicati direttamente sul proprio smartphone.

Architetture religiosemodifica | modifica wikitesto

  • Duomo di Tarquinia;
  • Santa Maria in Castello (1121-1207), in cui si notano influssi lombardi e cosmateschi;
  • Santissima Annunziata, dove si notano influssi arabi e bizantini;
  • Chiesa di San Giuseppe (Statua del Cristo Risorto);
  • Chiesa di San Leonardo;
  • Chiesa del Suffragio, esempio di edificio barocco;
  • Chiesa di San Pancrazio (sconsacrata), dove forme gotiche si innestano su quelle romaniche;
  • Chiesa di San Francesco;
  • Chiesa di San Giovanni;
  • Chiesa di San Martino, probabilmente la più antica della città;
  • Chiesa di San Giacomo;
  • Chiesa del Salvatore (adiacente alla precedente).
  • Chiesa di Santa Maria di Valverde, si ignora l'epoca esatta della costruzione anche se si è propensi far risalire l'edificio al XII secolo anche grazie ad un ignoto cronista dei Serviti che riporta che una campana della chiesa portava la seguente iscrizione: "Anno Domini 1211. Mi fece Lotteringio, figlio di Bartolomeo Pisano, al tem­po dei fratelli Leonardo, Angelo e Simeone".

Le prime notizie storiche sulla chiesa di Santa Maria di Valverde risalgono al 1268, allorché nel convento, annesso alla chiesa, si stabilirono alcuni religiosi dell'Ordine dei Fratelli di Maria in Valle Viridis. Essi avevano il loro convento principale nelle Fiandre, nei pressi dì Bruxelles, in una valle chiamata appunto Valverde. Il complesso fu elevato a Santuario Diocesiano l'8 dicembre 1984 dall'allora Vescovo Girolamo Grillo, custodisce l'icona della Santa Patrona di Tarquinia, Santa Maria di Valverde (anno 1189 proveniente dalla terra Santa, terza Crociata). Oggi la custodia della chiesa è affidata agli ordinati dell'associazione "Devoti SS Madonna di Valverde". L'8 maggio di ogni anno l'icona viene portata a spalla dai facchini appartenenti l'associazione, per le vie della città etrusca in solenne processione.

Architetture civilimodifica | modifica wikitesto

  • Mura medievali; la città attuale conserva, soprattutto nei quartieri settentrionali, uno spiccato carattere medievale, accentuato dalle numerose torri dalle mura e da parecchie chiese.
  • Compongono il più caratteristico scenario medievale della città i resti del palazzo dei Priori e di alcune torri.
  • Il palazzo Vitelleschi, iniziato nel 1436 e completato in eleganti forme rinascimentali verso il 1480-1490, è sede del Museo nazionale tarquiniese.
  • Monumento ai caduti[6]

Siti archeologicimodifica | modifica wikitesto

Città etruscamodifica | modifica wikitesto

Le testimonianze più antiche di abitato sul colle de "La Civita" risalgono a un grande centro proto-urbano del periodo villanoviano (IX-VIII secolo a.C.) che grazie alle ricerche topografiche si è potuto calcolare attorno ai 150 ettari di estensione; non sono numerosi i resti dell'abitato, di cui sono visibili in particolare gli imponenti avanzi di un tempio, oggi detto Ara della Regina (44 × 25 m), datato intorno al IV - III secolo a.C.; l'edificio, con unica cella e colonnato, era costruito in tufo con sovrastrutture in legno e decorazioni fittili. È identificabile il tracciato della cinta urbana, adattato all'altura per un percorso di 8 km circa (IV - V secolo a.C.).

Necropolimodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Necropoli di Tarquinia e Necropoli dei Monterozzi.

Un elemento di eccezionale interesse archeologico è costituito dalle vaste necropoli, in particolare la necropoli dei Monterozzi, che racchiudono un gran numero di tombe a tumulo con camere scavate nella roccia, nelle quali è conservata una straordinaria serie di dipinti, che rappresentano il più cospicuo nucleo pittorico a noi giunto di arte etrusca e al tempo stesso il più ampio documento di tutta la pittura antica prima dell'età imperiale romana. Le camere funerarie, modellate sugli interni delle abitazioni, presentano le pareti decorate a fresco su un leggero strato di intonaco, con scene di carattere magico-religioso raffiguranti banchetti funebri, danzatori, suonatori di aulós, giocoleria, paesaggi, in cui è impresso un movimento animato e armonioso, ritratto con colori intensi e vivaci. Dopo il V secolo a.C. figure di demoni e divinità si affiancano agli episodi di commiato, nell'accentuarsi del mostruoso e del patetico.

Aree naturalimodifica | modifica wikitesto

Societàmodifica | modifica wikitesto

Evoluzione demograficamodifica | modifica wikitesto

Abitanti censiti[7]

Culturamodifica | modifica wikitesto

Istruzionemodifica | modifica wikitesto

Museimodifica | modifica wikitesto

Artemodifica | modifica wikitesto

Al Rinascimento appartengono anche gli eleganti affreschi di Antonio del Massaro da Viterbo (detto "il Pastura") nel coro del duomo e quelli di autore ignoto nel palazzo Vitelleschi.

Persone legate a Tarquiniamodifica | modifica wikitesto

Economiamodifica | modifica wikitesto

Per il settore agricolo si producono nel territorio cereali e ortaggi e viene praticato l'allevamento. Sviluppato è anche il settore turistico, grazie i cospicui resti della città etrusca. Sulla costa si trova inoltre la stazione balneare del Lido di Tarquinia. Tra le attività economiche più tradizionali e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte della ceramica, della terracotta e del ferro.[8]

Proseguendo lungo la costa ci si ritrova nello splendido paesaggio dell'alto Lazio caratterizzato da grandi pianure e zone con coltivazione di arachidi e pompelmi. Al confine si trova il bosco Lomoriello citato anche nel Decameron di Boccaccio.

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica wikitesto

Strademodifica | modifica wikitesto

È servita dallo svincolo omonimo dell'autostrada A12 Roma-Tarquinia, che termina pochi chilometri dopo reinnestandosi sulla SS1 Aurelia. Importante anche il vicino svincolo di "Monte Romano"che collega Tarquinia alla Aurelia bis e alla (in parte in costruzione) Strada statale 675 Umbro-Laziale.

Inoltre è collegata tramite la Strada Provinciale 3 Tarquiniese a Tuscania.

Ferroviemodifica | modifica wikitesto

La città è servita dalla stazione di Tarquinia, posta sulla linea Tirrenica.

Amministrazionemodifica | modifica wikitesto

Nel 1922 Corneto Tarquinia, allora nella provincia di Roma, cambiò denominazione in Tarquinia.

Nel 1928, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, un anno dopo che era stata istituita la provincia di Viterbo, Tarquinia passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2002 2007 Alessandro Giulivi centrodestra Sindaco
2007 2012 Mauro Mazzola centrosinistra Sindaco
2012 2017 Mauro Mazzola centrosinistra Sindaco
2017 in carica Pietro Mencarini Lista Civica Sindaco

Gemellaggimodifica | modifica wikitesto

Altre informazioni amministrativemodifica | modifica wikitesto

Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003

Galleria d'immaginimodifica | modifica wikitesto

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2016.
  2. ^ Strabone, Geografia, V, 2,2.
  3. ^ Nell'Eneide, Virgilio (III, 170; CI, 209; IX, 10; X, 719) cita la città di Corythus, patria del mitico Dardano, che è stata da alcuni identificata con la Tarquinia etrusca (N. Horsfall, "Corythus: the return of Aeneas in Virgil and his sources", in Journal of Roman Studies, 63, 1973, p.68 ss.; recensione critica di E.L. Harrison e risposta di Horsfall, in The Classical Quaterly, 26, 1976, 293-295 e 296-297; N. Horsfall, "Corythus re-examined", in J.N. Bremmer e N. Horsfall Roman Mith and Mythografy, Groningen 1987), anziché con Cortona, come tradizionalmente ritenuto (G. Dennis, The Cities and Cemeteries of Etruria, London 1848). In generale sulla città etrusca: R. Leighton (2004), Tarquinia, an Etruscan City, London (Duckworth). Esistono anche ipotesi di identificazione della mitica Corythus virgiliana con Tuscania
  4. ^ a b Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 1.36.
  5. ^ Sul medesimo colle, tra l'altro, abbiamo tracce archeologiche di un insediamento villanoviano, di una necropoli utilizzata anche in epoca etrusca, e di fortificazioni etrusco-romane.
  6. ^ https://www.maremagnum.com/stampe/tarquinia-11-maggio-1924-inaugurazione-monumento-ai-caduti/130355905
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto


Controllo di autorità VIAF: (EN129634868