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Tolomeo XII

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Tolomeo XII
(Tolomeo Neo Dioniso)
Ptolemy XII Auletes Louvre Ma3449.jpg
Busto di Tolomeo XII Aulete (Museo del Louvre, Parigi)
Signore d'Egitto
Stemma
In carica 80 - 58 a.C.
55 - 51 a.C.
Predecessore Tolomeo XI (I)
Berenice IV (II)
Successore Cleopatra VI con Berenice IV (I)
Tolomeo XIII con Cleopatra (II)
Nome completo Πτολεμαῖος Θεός Φιλοπάτωρ καὶ Φιλάδελφος (Ptolemaĩos Théos Philopátōr kaì Philádelphos, prima del 64 a.C.)
Πτολεμαῖος Θεός Φιλοπάτωρ καὶ Φιλάδελφος Νέος Διόνυσος (Ptolemaĩos Théos Philopátōr kaì Philádelphos Néos Diónysos, dopo il 64/63 a.C.)
ptwlmys (ptolemys)
(per la titolatura egizia, vedi la sezione dedicata)
Nascita 120-103 a.C.
Morte 51 a.C.
Dinastia Tolomei
Padre Tolomeo IX
Madre concubina
Consorte Cleopatra VI
Figli Da Cleopatra VI: Berenice IV
Illegittimi: Cleopatra, Arsinoe IV, Tolomeo XIII, Tolomeo XIV
(GRC)

« ἅπαντες μὲν οὖν οἱ μετὰ τὸν τρίτον Πτολεμαῖον ὑπὸ τρυφῆς διεφθαρμένοι χεῖρον ἐπολιτεύσαντο͵ χείριστα δ᾽ [...] καὶ ὁ ὕστατος ὁ Αὐλητής, [...] . »

(IT)

« Ora, tutti i re dopo il terzo Tolomeo, corrotti da una vita lussuriosa, male amministrarono gli affari di governo, ma peggiori di tutti furono [...] e l'ultimo, Aulete, [...] . »

(Strabone, XVII, 1.11)

Tolomeo Teo Filopatore Filadelfo Neo Dioniso, detto Aulete o Nothos,[N 1] (in greco antico: Πτολεμαῖος Θεός Φιλοπάτωρ καὶ Φιλάδελφος Νέος Διόνυσος Αὐλητής Νόθος, Ptolemaĩos Théos Philopátōr kaì Philádelphos Néos Diónysos Aulētḗs Nóthos; in egizio: ptwlmys, ptolemys; 120-103 a.C.[1]51 a.C.[2]), conosciuto dall'80 al 64 a.C. solamente come Tolomeo Teo Filopatore Filadelfo[3] e chiamato nella storiografia moderna Tolomeo XII, è stato un faraone egizio appartenente al periodo tolemaico, sovrano regnante dall'80 al 58 a.C. e nuovamente dal 55 a.C. alla sua morte.

Origini familiarimodifica | modifica wikitesto

Raffigurazione di Tolomeo IX, padre di Tolomeo XII, e Horus (Tempio di Horus, Edfu)
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Dinastia tolemaica.

Tolomeo Aulete era figlio di Tolomeo IX Sotere Latiro e una concubina.[4] Era un membro della dinastia ellenistica dei Lagidi e discendeva quindi da Tolomeo I Sotere, uno dei diadochi di Alessandro Magno, e dalla moglie Berenice I. Era il fratellastro di Berenice III (unica figlia legittima di Tolomeo IX), Tolomeo di Cipro e Cleopatra VI Trifena; i suoi nonni paterni erano Tolomeo VIII Evergete Fiscone e Cleopatra III, quindi i sui zii erano Cleopatra IV, Cleopatra V Selene, Tolomeo X Alessandro, Cleopatra Trifena e Tolomeo Apione, mentre Tolomeo XI Alessandro era il cugino.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Giovinezza e ascesa al potere (120/103-80 a.C.)modifica | modifica wikitesto

Tolomeo nacque in una data imprecisata, probabilmente nelle ultima due decadi del II secolo a.C.; quando era ancora molto piccolo, nel 103 a.C., fu inviato dalla nonna Cleopatra III sull'isola di Cos insieme al fratello minore Tolomeo e al cugino Tolomeo Alessandro, per far rimanere gli eredi della dinastia lontani dalle guerre dinastiche.[5] Tuttavia nell'88 a.C. il re del Ponto Mitridate VI Eupatore conquistò l'isola e portò i due fratelli, i figli di Tolomeo IX, nella sua corte, mentre Tolomeo Alessandro andò a Roma sotto la protezione di Lucio Cornelio Silla;[6] Mitridate fece fidanzare i due giovani principi con due delle sue figlie, Mitridate e Nisa, ma nell'80 a.C. la situazione in Egitto richiese il ritorno dei due Tolomei nella loro patria.[7]

Nel marzo di quell'anno, infatti, il padre di Tolomeo XII, Tolomeo IX, morì e gli succedette sul trono la sua unica figlia legittima, Cleopatra Berenice III; tuttavia la nuove regina fu costretta, anche a causa della pressione della Repubblica romana, a sposare il cugino Tolomeo XI Alessandro, il protetto di Silla.[8] Tuttavia Berenice fu assassinata dal marito pochi giorni dopo il matrimonio (nel mese di giugno) e così gli Alessandrini, che amavano molto la regina, uccisero Tolomeo XI.[9] In questo contesto, Tolomeo XII, unico erede rimasto della dinastia insieme al fratello minore, diventò faraone su spinta degli stessi abitanti di Alessandria.[10] Sposò, allo stesso tempo, la sorella Cleopatra VI Trifena.[11]

Busto di Gneo Pompeo Magno, generale e triumviro romano ai tempi di Tolomeo XII (Museo archeologico nazionale, Venezia)

Primo regno (80-58 a.C.)modifica | modifica wikitesto

Tolomeo XII, quindi, diventò re d'Egitto, mentre gli stessi alessandrini nominano il fratello più giovane, Tolomeo, re di Cipro, creando un regno indipendente.[12] Nel 76 a.C. Tolomeo nominò il quattordicenne Psenptah III gran sacerdote di Ptah e da lui si fece incoronare a Menfi, l'antica capitale egizia; subito dopo Psenptah viaggiò ad Alessandria e lì venne nominato "profeta del Faraone".[13] Per creare ulteriori legami con la popolazione egizia, Tolomeo decise di legarsi a una donna egizia, forse la madre dei suoi figli illegittimi, e quindi Cleopatra VI, la sorella-moglie del re, venne messa da parte.[14] Negli anni 60 a.C. Tolomeo XII iniziò ad avere problemi con la Repubblica romana: nel testamento di Tolomeo X Alessandro, zio di Tolomeo, infatti, il regno d'Egitto veniva lasciato in eredità a Roma stessa.[15] Nel 65 a.C. il censore Marco Licinio Crasso propose di annettere l'Egitto alla Repubblica, ma questo disegno venne fermato dall'altro censore, Quinto Lutazio Catulo.[16] Nel 63 a.C. Tolomeo rischiò di perdere nuovamente il trono a favore di Roma poiché il tribuno della plebe Publio Servilio Rullo presentò una legge agraria che, tra le altre cose, proponeva di acquisire il regno tolemaico; tuttavia la legge non passò anche per la forte obiezione del console Marco Tullio Cicerone.[17] In quello stesso anno, Tolomeo cercò di ingraziarsi il potente generale romano Gneo Pompeo Magno donandogli una corona d'oro e inviandogli una forza di 10.000 cavaliere per la conquista della Giudea.[18]

Tolomeo riuscì a farsi riconoscere come legittimo re d'Egitto dai Romani solamente nel 59 a.C., dopo che lui stesso aveva pagato la somma di 6.000 talenti a Giulio Cesare e Pompeo, i due uomini più potenti di Roma e firmatari del primo triumvirato.[19] Una delegazione di egizi si recò a Roma nei mesi di febbraio e marzo e riuscì a far riconoscere a Tolomeo, attraverso la Lex Iulia de rege Alexandrino e un decreto del Senato romano, lo stato di socius atque amicus populi Romani ("alleato e amico del popolo Romano") attraverso un foedus (trattato di alleanza).[20] L'anno seguente, 58 a.C., Tolomeo però fu cacciato dagli alessandrini poiché non era riuscito a impedire ai Romani di portare a termine la conquista del regno di Cipro, durante la quale si era oltretutto suicidato suo fratello minore, e a causa delle pesanti tasse volte a ripagare i creditori Romani del re.[21]

Esilio e riconquista del trono (58-55 a.C.)modifica | modifica wikitesto

Il sovrano andò quindi in esilio a Roma, arrivando nella città alla fine dell'autunno del 58 o verso febbraio del 57 a.C.,[22] e il trono venne preso dalla sua unica figlia legittima, Berenice IV, con la co-reggenza della madre, Cleopatra VI.[23] Tolomeo riuscì a fare in modo che, nell'estate del 57 a.C., il Senato romano affidasse la sua restaurazione sul trono al console Publio Cornelio Lentulo Spintere, al quale era stata assegnata la provincia della Cilicia per l'anno successivo.[24] Gli alessandrini, saputo che Tolomeo si era rifugiato in Italia, mandarono una delegazione di cento uomini a Roma guidati da Dione di Alessandria, per difendersi contro il sovrano; quest'ultimo, tuttavia, riuscì a far uccidere la maggior parte degli ambasciatori lungo la strada e ne corruppe altri, in modo che nessuno arrivò davanti ai magistrati romani.[25] Tolomeo non fu però accusato e riuscì a far passare sotto silenzio gli omicidi, soprattutto grazie alla protezione che Pompeo gli aveva dato ospitandolo nella sua villa sui colli Albani.[26]

Ricostruzione del tempio di Artemide a Efeso, dove Tolomeo si rifugiò per un periodo del suo esilio (Miniatürk, Istanbul)

L'anno seguente (56 a.C., sotto il consolato di Lucio Marcio Filippo e Gneo Cornelio Lentulo Marcellino), prima che si iniziasse qualunque azione, si trovò scritto nei libri sibillini che se i Romani avessero aiutato un re egizio avrebbero corso grandi pericoli; il tribuno Gaio Porcio Catone proclamò questo in Senato e fu deciso di annullare qualunque intervento nella faccenda egizia.[27] Tuttavia, quando i senatori discussero nuovamente la questione, alcuni chiesero che Spintere risolvesse la questione senza l'uso di armi, mentre altri che Pompeo andasse in Egitto accompagnando Tolomeo insieme a due littori; delle lettere scritte da Tolomeo a favore di quest'ultima ipotesi furono distribuite nel Foro e una venne letta in Senato dal tribuno Aulo Plauzio;[28] tuttavia i Senatori, spaventati che Pompeo potesse acquisire ancora più potere, si opposero.[29] Tolomeo, venuto a conoscenza della posizione neutrale del Senato, decise quindi di andare via da Roma e si rifugiò a Efeso, nel tempio di Artemide.[30]

Nel frattempo, in Egitto, il regno congiunto di Cleopatra VI e Berenice IV era finito a causa della morte della prima nel 57 a.C.[31] Berenice, allora, sposò Seleuco VII Kybiosaktes, uno degli ultimi discendenti della deposta dinastia seleucide; tuttavia Berenice lo fece uccidere dopo pochi giorni e sposò quindi il nobile cappadocico Archelao, figlio dell'omonimo generale pontico Archelao, insieme al quale regnò.[32]

La situazione si risolse solamente nel 55 a.C., anno del consolato di Pompeo e Marco Licinio Crasso; Tolomeo riuscì a ottenere che Pompeo mandasse delle lettere al proconsole di Siria, Aulo Gabinio, per esortarlo a restaurare Tolomeo sul suo legittimo trono marciando sull'Egitto, anche se la legalità di questa azione era molto incerta.[33] Inoltre Tolomeo gli promise diecimila talenti per restituirgli il suo regno.[34]

Rilievo raffigurante Tolomeo XII che colpisce i suoi nemici con lo scettro (Tempio di Horus, Edfu)

Gabinio, quindi, si diresse verso Alessandria attraversando la Palestina, dove il sommo sacerdote Giovanni Ircano II e l'edomita Antipatro gli donarono soldati e denaro; nel frattempo il generale Marco Antonio, a capo della cavalleria, raggiunse la città egizia di Pelusio e prese la guarnigione sotto il suo comando.[35] Prima di arrivare allo scontro, però, Gabinio riuscì a catturare Archelao, il marito di Berenice IV, ma per paura che non avendo combattuto gli sarebbero stati dati meno soldi di quelli promessi, liberò il prigioniero.[36] Archelao venne quindi sconfitto in una prima battaglia di fronte ad Alessandria dagli eserciti di Gabinio e Antonio e una seconda volta sul fiume Nilo, dove trovò la morte.[37] Dall'aprile del 55 a.C. Tolomeo XII è nuovamente attestato come sovrano in Egitto.[38]

Secondo regno (55-51 a.C.)modifica | modifica wikitesto

Subito dopo la sua restaurazione Tolomeo fece subito giustiziare Berenice IV e tutti quelli che la appoggiarono, insieme a dei ricchi cittadini per poter avere accesso al loro denaro e pagare i suoi debiti.[39] A capo delle finanze di Tolomeo venne nominato il romano Gaio Rabirio Postumo, al quale venne dato il titolo di dieceta (διοικητής, dioiketés); tuttavia Rabirio Postumo veniva usato dai Romani per guadagnare soldi e, dopo essere stato in un primo momento messo sotto protezione speciale, fuggì tornando in Italia per paura della rabbia degli alessandrini.[40] Quando arrivò a Roma Rabirio subì un processo de repetundis (del quale non conosciamo l'esito) e la stessa cosa accadde a Gabinio, che per quel crimine venne condannato all'esilio mentre per quello de maiestate venne assolto.[41]

Quando Gabinio se ne andò dall'Egitto, lasciò ad Alessandria un contingente di soldati romani, i Gabiniani, il cui compito era di proteggere il re; questi soldati, che comprendevano anche uomini germanici e gallici, si adattarono alla vita egizia e si mescolarono alla popolazione locale, perdendo gradualmente i loro legami con la madrepatria.[42] La vita culturale di Alessandria riprese quindi nuovamente a fiorire grazie a molti scienziati, tra cui Apollonio di Cizio, Eracleide di Eritrea e Apollonio Mys;[43] anche la filosofia conobbe una nuova spinta grazie all'eclettismo e alla rinascita di scuole alessandrine di stampo accademico, stoico e peripatetico.[44]

Rilievo raffigurante Tolomeo XII tra gli dei Thot e Horus (Tempio di Sobek, Kôm Ombo)

Con l'uccisione di Berenice IV, Tolomeo rimase con quattro figli illegittimi: Cleopatra, Tolomeo XIII, Tolomeo XIV e Arsinoe IV; il 31 maggio del 52 a.C., con una grande cerimonia, confermò a tutti e quattro il titolo di Θεοὶ Νέοι Φιλάδελφοι, Theoì Néoi Philádelphoi, esprimendo così la sua volontà di una pace tra i fratelli e una continuazione dinastica.[45] Poco dopo nominò la figlia maggiore, Cleopatra, sua co-reggente, poiché a causa dell'età era l'unica che poteva prendere il controllo della monarchia, come attestato dalla cripta del tempio di Dendera.[46] Tolomeo, però, espresse per testamento la volontà di essere succeduto da Cleopatra e Tolomeo XIII come co-reggenti; una copia del testamento rimase ad Alessandria, mentre un'altra andò a Roma, poiché il sovrano aveva espresso la sua volontà di nominare il popolo romano come garante della sua successione.[47] A Roma il testamento venne preso in custodia da Pompeo, visto che i due erano legati da un hospitium (una relazione di ospitalità-amicizia).[48] Nella primavera del 51 a.C. Tolomeo XII morì, lasciando l'Egitto in uno stato di autonomia ma di forte legame con la repubblica romana.[49]

Il carattere dionisiaco del regno di Tolomeo XIImodifica | modifica wikitesto

Come già prima di lui avevano fatto Tolomeo II Filadelfo e Tolomeo IV Filopatore, Tolomeo XII affermò la sua legittimazione divina al potere attraverso una presunta discendenza dal dio greco Dioniso.[50][N 2] L'acquisizione dell'epiteto Νέος Διόνυσος (Néos Diónysos, "il Nuovo Dioniso") nel 64 a.C. è la massima enfatizzazione di questo rapporto con la divinità dei piaceri sfrenati.[51] La τρυφή (tryphé, "mollezza, "licenziosità") era un elemento che caratterizzò tutti i Tolomei dal quarto in poi, come ci dicono anche l'autore antico Strabone, ma Tolomeo XII, sempre secondo la visione degli antichi, fu in assoluto il peggiore.[52] Anche fonti non letterarie, come steli commemorative, riportano come il re avesse sempre al suo seguito donne, ricchezze e cibi pregiati.[53]

Titolaturamodifica | modifica wikitesto

<
p
t
wA l
M
i i s
>
Tolomeo
in geroglifico

Secondo la titolatura reale egizia, Tolomeo XII ebbe diversi nomi:

  • nome Horo: ḥwnw nfr bnr-mrwt ṯni sw nbty rḫyt ḥnꜥ kꜢ.f dwꜢ n.f ẖnmw šps r šsp n.f ḫꜥm nsw snsn.n sḥnw m ḥꜥꜥw mi nḏt it.f ṯḥn-msw(t) ḥr nst it.f mi ḥr kꜢ nḫt ity psḏ m tꜢ-mry mi ḥpw ꜥnḫ rdi n.f ḥbw-sd ꜥšꜢw wrw mi ptḥ tꜢ-ṯnn it nṯrw (hunu nefer, bener-nerut, tjeni su nebty rekhyet hena ka.f, dua en.ef khnemu, shepes er shesep en.ef kha em nesu, sensen.en sehnu em haaw mi nedjet it.ef tjehen-mesu(t) her neset it.ef mi hor ka nakht, ity pesedj em ta-mery mi hapu ankh, redi en.ef hebu-sed ashau weru mi path ta-tjenen it netjeru), "il giovane perfetto dolce d'amore, che le Due Signore e il popolo comune hanno elevato insieme al suo ka, colui che ha pregato il prestigioso Khnum per assumere lui stesso la corona della regalità, con il quale i comandanti si sono associati volentieri come il Protettore di suo Padre, splendente di nascita sul trono di suo padre come Horus, il toro vittorioso, il sovrano che splende in Ta-mery (l'Egitto) come il toro vivente Api, al quale sono stati dati un gran numero di Heb-Sed come Ptah-Tatenen, il padre degli dei";
  • nome Nebty (o delle Due Signore): wr-pḥty ḫnty š nḥḥ smn hpw mi ḏḥwty ꜥꜢ ꜥꜢ (wer pehty, khenty she neheh, semen hepu mi djehuty aa aa), "il grande di forza, per sempre il primo del mare, che ha istituito leggi come il doppiamente grande Thot";
  • nome Horo d'Oro: ꜥꜢ-ib ity nb ḳnw nḫt mi sꜢ Ꜣst (aa-ib, ity, neb menu nakht mi sa aset), "il grande di mente, il sovrano, il possessore di coraggio e forza come il figlio di Iside";
  • nome del Trono: iwꜥ n pꜢ nṯr nty nḥm stp n ptḥ ir mꜢꜥt rꜥ sḫm ꜥnḫ imn (iwa en pa netjer nety nehem, setep en ptah, ir maat ra, sekhem ankh imen), "erede del dio Salvatore, scelto da Ptah, che ha compiuto il Maat di Ra, immagine vivente di Amon";
  • nome personale (nomen di nascita): ptwlmys (ptwlemys), "Tolomeo".[54]

Notemodifica | modifica wikitesto

Esplicativemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Il soprannome "Aulete" (Aulētḗs, "il suonatore di flauto") gli fu dato in seguito alla sua passione nel suonare questo strumento (Plutarco, Adulator ab amico, XII; Strabone, XVII, 1.11) e "Nothos" (Nóthos, "il bastardo") per la sua condizione di figlio naturale (Giustino, Prologi, XXXIX; Tyldesley 2008, p. 13).
  2. ^ La discendenza da Dioniso viene fatta risalire ad Arsinoe di Macedonia, madre di Tolomeo I e parente di Alessandro Magno, come riportano già le fonti antiche (Teofilo di Antiochia, II, 7; McWilliams 2012, p. 88).

Riferimentimodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Mayer Burstein 2007, p. 89.
  2. ^ Mayer Burstein 2007, p. 14.
  3. ^ Gouëssan 2013, p. 93, n. 107; Tyldesley 2008, p. 11.
  4. ^ Bierbrier 2008, p. 187.
  5. ^ Lampela 1998, p. 224; Mayer Burstein 2007, p. 89; Whitehorne 2002, p. 224.
  6. ^ Green 1993, p. 553; Whitehorne 2002, p. 224.
  7. ^ Appiano, XII guerre mitridatiche, 111; Whitehorne 2002, p. 224.
  8. ^ Bierbrier 2008, pp. 51-186; Lightman 2008, p. 58.
  9. ^ Bierbrier 2008, pp. 51-187; Lightman 2008, p. 58; Whitehorne 2002, p. 208.
  10. ^ Bierbrier 2008, p. 187; Hölbl 2001, p. 222; Whitehorne 2002, p. 208.
  11. ^ Bierbrier 2008, p. 50; Hölbl 2001, p. 345.
  12. ^ Hölbl 2001, p. 345; Mayer Burstein 2007, p. 90.
  13. ^ Hölbl 2001, p. 223; Tyldesley 2008, p. 11.
  14. ^ Hölbl 2001, p. 223.
  15. ^ Cicerone, De lege agraria, I, 1; Hölbl 2001, p. 223.
  16. ^ PlutarcoCrasso, XIII, 2; Hölbl 2001, p. 223.
  17. ^ Cicerone, De lege agraria; Hölbl 2001, p. 224; Mayer Burstein 2007, p. 12.
  18. ^ Mayer Burstein 2007, pp. 12-13.
  19. ^ SvetonioGiulio Cesare, LIV, 3; Fischer-Bovet 2014, p. 111.
  20. ^ Cesare, De Bello Civili, III, 107; Cicerone, Ad Atticum, II, 16.2; Cicerone, Pro Sestio, 57; Hölbl 2001, p. 226; Mayer Burstein 2007, p. 13; Westall 2009, pp. 85, 87.
  21. ^ Cassio Dione, XXXIX, 12.1-2; Strabone, XVII, 1.11; Erskine 2009, p. 218; Fischer-Bovet 2014, p. 111; Mayer Burstein 2007, p. 13.
  22. ^ Westall 2009, p. 92, n. 53.
  23. ^ Cassio Dione, XXXIX, 12.3; 13.1; Strabone, XVII, 1.11; Bierbrier 2008, pp. 38, 50; Mayer Burstein 2007, p. 13.
  24. ^ Cassio Dione, XXXIX, 12.3; Hölbl 2001, p. 228; Santangelo 2013, p. 145.
  25. ^ Cassio Dione, XXXIX, 13; Strabone, XVII, 1.11; Hölbl 2001, p. 228; Mayer Burstein 2007, p. 13.
  26. ^ Cassio Dione, XXXIX, 14.3; Cicerone, Pro Caelio, 22, 55; Strabone, XVII, 1.11; Hölbl 2001, p. 227; Roller 2010, p. 23.
  27. ^ Cassio Dione, XXXIX, 15.1-4; Santangelo 2013, pp. 145-146.
  28. ^ Cicerone, ad Quintum Fratrem, II, 2.3; PlutarcoPompeo, XL; Hölbl 2001, p. 228.
  29. ^ Cassio Dione, XXXIX, 16.1-2; Roller 2010, p. 23.
  30. ^ Cassio Dione, XXXIX, 16.3; Cicerone, ad Familiares, I, 1.1; Hölbl 2001, p. 228; Roller 2010, pp. 23-24.
  31. ^ Bierbrier 2008, pp. 38, 50.
  32. ^ Cassio Dione, XXXIX, 57.1-2; Strabone, XVII, 1.11; Bierbrier 2008, p. 50; Hazzard 2000, p. 147.
  33. ^ Cassio Dione, XXXIX, 55.2-4; Hölbl 2001, pp. 228-229.
  34. ^ Hölbl 2001, p. 229, Jones 2006, p. 96.
  35. ^ Cassio Dione, XXXIX, 56.6; PlutarcoAntonio, III, 4-7; Hölbl 2001, pp. 228-229.
  36. ^ Cassio Dione, XXXIX, 57.2-3.
  37. ^ Cassio Dione, XXXIX, 58; PlutarcoAntonio, III, 10; Strabone, XII, 3.34; Hölbl 2001, p. 229.
  38. ^ Cicerone, Ad Atticum, IV, 10.1; Hölbl 2001, p. 229.
  39. ^ Cassio Dione, XXXIX, 58.3; Strabone, XVII, 1.11; Bierbrier 2008, p. 50; Hölbl 2001, pp. 229, 230.
  40. ^ Cicerone, Pro Rabirio Postumo, 22, 25-26; Hölbl 2001, p. 229.
  41. ^ Cassio Dione, XXXIX, 55.4-5; Cicerone, Pro Rabirio Postumo; Hölbl 2001, p. 229.
  42. ^ Cesare, De Bello Civili, III, 4.4; 110.2; Hölbl 2001, pp. 229-230.
  43. ^ Hölbl 2001, p. 230; Roller 2010, pp. 43-44.
  44. ^ Hölbl 2001, p. 230; Roller 2010, pp. 44-45.
  45. ^ Hölbl 2001, p. 230; Mayer Burstein 2007, p. 14; Roller 2010, p. 27.
  46. ^ Hölbl 2001, p. 230; Roller 2010, p. 27.
  47. ^ Cassio Dione, LXII, 35.4; Cesare, De Bello Civili, III, 108.4-6; Cesare, De Bello Alexandrino, XXXIII, 1; Hölbl 2001, p. 230; Roller 2010, p. 26.
  48. ^ Cesare, De Bello Civili, III, 103; Hölbl 2001, p. 230; Mayer Burstein 2007, p. 14.
  49. ^ Hölbl 2001, p. 230; Mayer Burstein 2007, p. 14.
  50. ^ Goyette 2010, p. 7; Hölbl 2001, pp. 274-275.
  51. ^ Luciano, Calumniae, 16; Gouëssan 2013, p. 93; Goyette 2010, p. 8.
  52. ^ Strabone, XVII, 1.11; Gouëssan 2013, p. 93.
  53. ^ Gouëssan 2013, p. 94.
  54. ^ Leprohon 2013, pp. 186-187.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
in inglese
in francese

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

Predecessore Signore dell'Alto e del Basso Egitto Successore Double crown.svg
80 a.C.
Tolomeo XI
8058 a.C. 5857 a.C.
Berenice IV con Cleopatra VI
I
5755 a.C.
Berenice IV
5551 a.C. 5147 a.C.
Tolomeo XIII con Cleopatra
II
Controllo di autorità VIAF: (EN45098366 · LCCN: (ENno2006060997 · GND: (DE118793578 · CERL: cnp00589143