Ufficiali di complemento

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Ufficiale di complemento)

Gli ufficiali di complemento (CPL) sono ufficiali delle forze armate italiane (corrispondenti a quelli della Riserva di altri paesi) che, non appartenendo al personale a tempo indeterminato dei ruoli normali (RN), definiti in servizio permanente effettivo (SPE), concorrevano al completamento degli organici delle forze armate, contraendo anche obblighi di richiamo, per aggiornamento o avanzamento, e di mobilitazione oltre i limiti d'età previsti per la truppa.

Dall'abolizione del servizio militare di leva la figura dell'ufficiale di complemento in servizio è quasi scomparsa, con la sola eccezione degli ufficiali piloti di complemento (UPC) . Tutti coloro i quali lo sono stati, si trovano in congedo o sono transitati nel ruolo speciale. Alcuni tra quelli in congedo, in possesso di determinati titoli di studio, hanno aderito volontariamente alla Riserva di Completamento, o alla Riserva di Completamento Selezionata (o qualificata), previste non in tutte le FF.AA. ma senza che questo comporti addestramenti periodici.

Storiamodifica | modifica wikitesto

La fonte di alimentazione principale della categoria era il servizio militare obbligatorio, in quanto ogni anno (per l'Esercito ogni 3 mesi circa 1.300 posti, nel 1970-80) venivano messi a concorso posti di Ufficiali di complemento nelle tre Forze Armate italiane (e quindi anche nell'Arma dei Carabinieri, all'epoca facente parte dell'Esercito come Polizia Militare) nella Polizia di Stato e negli altri Corpi Armati, ai quali i cittadini italiani potevano aspirare per assolvere l'obbligo di leva.

Superata positivamente la visita militare, chi era in possesso di diploma superiore poteva presentare domanda per prestare servizio militare in Italia come ufficiale di complemento, previa ammissione mediante concorso pubblico ai corsi AUC (Allievo Ufficiale di Complemento) e superamento dell'iter formativo. Più rari ma non infrequenti i casi di ufficiali di complemento venuti per così dire "dalla gavetta", promossi per merito e requisiti nel corso di un servizio militare in guerra, pur non avendo fatto sin dall'inizio domanda di ammissione al ruolo. Queste situazioni si verificarono sin dalla prima guerra mondiale, ove cittadini di cultura superiore furono mobilitati o accorsero volontari alle armi come soldati semplici senza aspirare a nessun grado, ma, stante la penuria all'epoca di persone con buona preparazione teorica, furono avviati in modo quasi coatto ai corsi accelerati per il ruolo di quadri di complemento, con la qualifica di "aspirante" o "allievo ufficiale" a seconda delle epoche. In anni più recenti tale carriera poteva essere la normale conseguenza di rafferme quando il militare di leva aveva conseguito la promozione al grado di caporal maggiore o di sergente di complemento, e successivamente aveva frequentato corsi e superato concorsi per l'avanzamento.

Nel ventennio fascista il reclutamento degli ufficiali di complemento avveniva spesso attraverso i Battaglioni Universitari e, come pure nel secondo dopoguerra, era previsto un percorso formativo che passava dal conseguimento del grado intermedio di sergente prima di accedere a quello di sottotenente (vedi al paragrafo Addestramento).

La durata dei corsi AUC e del conseguente periodo di servizio quale ufficiale si modificò nel tempo, soprattutto per esercito ed aeronautica.

L'interesse a rivestire il grado conobbe fasi alterne. Negli anni successivi al Sessantotto, quelli della prima contestazione studentesca, molti giovani diplomati, anche di famiglia bene, rifuggivano da un ruolo potenzialmente scomodo e impopolare, secondo una concezione delle Forze armate quale espressione reazionaria dei valori borghesi; iniziava allora il processo per cui il servizio militare non era più visto come un "obbligo d'onore", ma come un "peso" da scaricare sulle classi povere; processo che avrebbe portato i figli della classe dirigente ad evitare il "servizio di leva" con ogni mezzo lecito (arrivando ad avere una intera classe dirigente che aveva evitato il servizio di leva, salvo eccezioni) , e avrebbe contribuito nei decenni alla eliminazione della leva. Viceversa coi primi anni ottanta, vissuti all'insegna del crescente arrivismo di marca USA (yuppismo) e della maggiore realizzazione individuale, vi fu un'impennata di richieste, analoga a quella riscontrata nello stesso periodo per tutte quelle formule di servizio militare alternativo (Carabinieri ausiliari, Polizia, Guardia di Finanza, Vigili del fuoco) che garantivano una posizione di maggior prestigio e una retribuzione da "stipendio" (circa 300.000 lire nette mensili alla fine degli anni '70), decisamente maggiore di quella (500 lire al giorno) dei soldati di leva dell'epoca; la diaria era leggermente maggiore per caporali e caporalmaggiori. Da tener presente, per comprendere il livello di povertà di chi faceva tale domanda, che negli anni '70 era possibile fare domanda come Volontario a Ferma Prolungata (due anni) appena compiuti 16 anni di età, e i VFP ricevevano la stessa diaria dei soldati di leva.

Con la sospensione delle chiamate al servizio militare di leva in Italia - a partire dal 1º gennaio 2005 - le funzioni sono in parte svolte dagli ufficiali in ferma prefissata o dagli ufficiali piloti di complemento, tutti obbligati a ferme determinate e comunque omologati per legge agli ufficiali di complemento delle epoche precedenti.[1] Gli ufficiali di complemento eventualmente in servizio conservano comunque tutt'oggi la possibilità di entrare nel servizio permanente effettivo, superando degli appositi concorsi interni, accedendo al cosiddetto ruolo speciale (RS).

Oggi nelle forze armate italiane un'aliquota di ufficiali di complemento è individuabile anche tra gli ufficiali in congedo aderenti alla Riserva di Completamento e a tutti gli appartenenti alla Riserva di Completamento Selezionata/Qualificata (al momento costituite solamente nell'ambito di Esercito e Marina) .

La selezionemodifica | modifica wikitesto

I cittadini aventi obblighi di leva potevano presentare domanda per la selezione AUC già nel corso della prima visita di leva obbligatoria (i cosiddetti "3 giorni"), senza con ciò inficiare i rinvii del servizio militare per motivi di studio, oppure potevano presentarla al termine degli studi, nell'eventualità di aver conseguito almeno il diploma di maturità. Inoltre la domanda per il corso AUC, se accolta, implicava il rinvio della chiamata di leva; un "trucco" usato da molti che non avevano più diritto al rinvio per motivi di studio. Ciò dava una possibilità in più a coloro che nel corso della precedente selezione non presentavano i requisiti fisici (ad esempio perché ancora nella fase di sviluppo, i cui tempi biologici differiscono molto da individuo ad individuo, in maniera ancora più evidente nei tempi in cui la maggior età, e quindi gli obblighi di leva, era stata anticipata ai 18 anni). A quel punto si veniva convocati presso uno dei distretti con competenza interregionale alla selezione, e nel corso di altri 3 giorni si affrontavano test scritti, psico-attitudinali e una nuova visita medica (più approfondita e selettiva della precedente, ma con possibilità di ricorso presso altra struttura sanitaria militare in caso di respingimento). Nel corso delle prove veniva richiesto di indicare tre preferenze per l'Arma o specialità di destinazione.

Era espressamente vietato presentare contemporaneamente domanda di ammissione presso più Forze Armate o Corpi Armati dello Stato, ad evitare il sovrapporsi di eventuali nomine.

In caso di ammissione, altre selezioni specifiche sarebbero state affrontate durante il corso nell'eventualità si presentasse o si avesse precedentemente presentato domanda per una specifica Arma o Corpo o specialità (ad es. Carabinieri e/o Paracadutisti).

Addestramentomodifica | modifica wikitesto

Il corso di istruzione fu di durata e struttura variabile a seconda dell'epoca e del tipo di forza armata (6 mesi per l'Esercito), e prevedeva lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche in varie materie, alcune comuni a tutti i corsi delle varie Forze Armate, Armi e specialità (addestramento formale, ordinamento e impiego, regolamenti, difesa N.B.C., topografia, movimento sul campo di battaglia, manutenzione e tiro con armi portatili e di reparto, impiego delle apparecchiature radio), altre specifiche per la Forza Armata, l'Arma e il Corpo di assegnazione, e ancor più per la specialità. La giornata di addestramento e studio era divisa in "periodi", i testi erano definiti "sinossi" costituivano materiale riservato e venivano ritirati alla fine dell'intero corso.

L'uniforme degli allievi differiva da quella della truppa per la placchetta con la scritta AUC sulle spalline, o sui tubolari della mimetica, per un filetto dorato sull'intero orlo del colletto della drop e della diagonale (il filetto era parziale per gli Allievi Sottufficiali di Complemento), per le scarpe marroni e i guanti in pelle (anticipo dell'uniforme da Ufficiale).

Fatti salvi i casi particolari dei corsi ufficiali tenutisi nel primo conflitto, ancora nel secondo dopoguerra il corso AUC nell'Esercito era diviso in una prima fase generica comune a tutte le Armi e specialità, superata la quale si acquisiva il grado di Sergente di Complemento accedendo ad una seconda fase specialistica presso una Scuola d'Arma (vedi al paragrafo Il complemento nelle FF.AA. ed Armi). Al termine della seconda fase, se non idonei al grado di sottotenente si veniva assegnati ad altro reparto come Sottoufficiale.

Successivamente, almeno dagli anni'70, con i corsi accorpati in un'unica fase di 6 (e successivamente di soli 5) mesi, e di soli 3 mesi per ufficiali medici e ufficiali veterinari, l'iter si modificò abolendo il periodo di primo comando quale sottufficiale. Questo in linea con il progressivo accorciamento del servizio di leva, poiché il servizio AUC non doveva durare "troppo di più " (3 mesi) di quello di leva, per evitare che l'eccessiva durata scoraggiasse le domande.

Attorno al terzo mese di corso un'aliquota di allievi distintisi per rendimento e attitudine militare (meno del 10%) poteva fregiarsi del distintivo di allievo scelto, una V dorata (sorta di ibrido tra il grado di soldato scelto e sergente). Ciò costituiva anzianità rispetto ai pari corso. Agli allievi scelti veniva spesso affidato il ruolo temporaneo di accompagnatori/ tutor degli allievi del corso giovani appena giunti alla scuola; in realtà (anni '70) il concetto moderno di "tutor" non esisteva: gli "scelti" a tutti gli effetti comandavano gli allievi del corso seguente.

Gli AUC come status e diaria erano peraltro tutti equiparati a caporal maggiori, tanto da poter rivestire sin dai primi giorni, a turno, i ruoli specifici di sergente di giornata. Ciò non li esimeva peraltro dall'obbedienza a quei graduati di truppa a cui fossero stati affiancati nel corso di servizi di guardia o altri eventi addestrativi. E col grado di caporal maggiore proseguivano presso altri reparti la naja di complessivi 12 mesi coloro che per salute o rendimento non superavano il corso. Tuttavia ciò lasciava aperta la possibilità di meritarsi una nomina a sergente di complemento all'atto del congedo.

Tra gli allievi giudicati idonei al grado di Sottotenente i primi in graduatoria potevano aspirare, o venivano invitati, a prestare servizio quali istruttori presso la scuola, gli altri erano assegnati a un reparto per lo più operativo. Dopo una cerimonia collettiva in uniforme da ufficiale si veniva inviati in licenza straordinaria di fine corso, alla fine della quale, divenuta effettiva la nomina a sottotenenti, si raggiungeva il reparto, rispettando la formalità farsi precedere da telegramma con saluti di rito al comandante, alla bandiera e agli ufficiali inferiori costituenti la cosiddetta Calotta. Con un nuovo giuramento dinnanzi al comandante iniziava ufficialmente il servizio di prima nomina.

È interessante notare che i vari corsi AUC seppero tramandarsi nel corso dei decenni variegate tradizioni, talune mutuate da quelle delle varie accademie militari, talaltre ispirate a quelle della "naja" di truppa, in una sintesi ove goliardia, nonnismo e addestramento al rispetto gerarchico erano talvolta difficilmente distinguibili. Consuetudini, canti e gergo differivano tra gli AUC delle varie FF.AA. e delle varie Scuole d'Arma, spesso però con adattamenti o "prestiti" le une dalle altre. È il caso del tradizionale grido collettivo "Gheregheghez" dell'Aeronautica Militare, entrato in uso presso gli AUC della Scuola d'Artiglieria al posto del più comune Hip hip Urrah. Mutuata dalle Accademie la simbologia della "stecca" (intesa come accessorio per la lucidatura dei bottoni d'ottone delle uniformi storiche) sostituita da oggetti totemici spesso ben lontani, nella forma e nel significato dall'originale, e che venivano passati in consegna al corso successivo. Infiniti gli scherzi, i rituali che segnavano le varie fasi del corso (quali la notte da taluni detta "la sporca" in cui al "Corso giovani" era consentito prevaricare sul corso anziani che si avviava a conclusione, rovesciando scherzosamente i ruoli). Era consuetudine concludere ogni corso con la pubblicazione di un numero unico, riportante gli episodi salienti, le descrizioni caricaturali e le peculiarità d'ogni allievo e degli istruttori, altro materiale satirico, e, soprattutto, gli indirizzi per ritrovarsi.

Il servizio di prima nominamodifica | modifica wikitesto

Nel corso del servizio al reparto gli ufficiali di complemento espletavano una grande quantità di incarichi di supporto, spesso travalicanti il ruolo di comandante di plotone, sezione ecc. Sovente, per carenza di organici in SPE, dopo un periodo in posizione subalterna ad un sottotenente di uno o due corsi più "anziano" , al congedo del medesimo l'ufficiale gli subentrava nel ruolo di sotto-comandante in sede vacante della compagnia (o batteria o squadrone a seconda dell'Arma) con i compiti e le responsabilità di un Tenente in carriera. Si registrarono casi di Sottotenenti di complemento svolgenti il ruolo di comandante di compagnia (o batteria o squadrone) . Saltuariamente l'ufficiale di complemento rivestiva il ruolo di ufficiale di Polizia Giudiziaria e Polizia Militare, analogo a quello dei pari grado nell'Arma dei Carabinieri, ad esempio durante il servizio di comandante della guardia a strutture militari e civili considerate obiettivi sensibili, quali depositi munizioni, centri di telecomunicazione, impianti radar ed altro, talvolta nell'ambito di operazioni di Ordine Pubblico (O.P.). E ciò richiedeva il rapido studio e apprendimento della normativa e legislazione al riguardo, solitamente non affrontata nei corsi AUC (salvo da coloro transitati nell'Arma dei CC). Il tutto sotto l'occhio severo dei colleghi di carriera, che spesso consideravano con una certa sufficienza (più o meno bonaria) i "nipoti" di complemento, vuoi per la minor durata dell'addestramento ricevuto, vuoi per la più giovane età se solo diplomati.

Come già accennato, la durata complessiva della "ferma", superiore a quella della normale leva militare, cambiò nel tempo,fu per vari decenni di 18 mesi per l'Esercito Italiano e per l'Aeronautica Militare, divisi in 9 mesi di corso più 9 di "servizio di prima nomina"; mentre era di 18 mesi, divisi in 3 di corso e 15 di servizio di prima nomina, per la Marina Militare. Successivamente per esercito ed aeronautica fu ridotta a 15 mesi, divisi in sei mesi di corso (tre e mezzo per medici, odontoiatri, farmacisti, veterinari e ingegneri) più nove di servizio di prima nomina (undici e mezzo per i ruoli tecnici elencati prima), rimanendo invariati per la marina. Infine, sempre per esercito ed aeronautica, la ferma complessiva rimase di 15 mesi, ma contemplante 5 mesi di corso e 10 di servizio di prima nomina

Alla fine del servizio di prima nomina i sottotenenti ricevevano un giudizio dal comandante del corpo (in parte ricavato dal giudizio del diretto superiore dell'ufficiale) di cui potevano leggere e firmare per presa visione il sunto.

Da notare che anche nel corso del servizio da ufficiale di complemento, a fianco della normale disciplina, vigevano consuetudini di lunga data, quali le cene di Calotta, le bottiglie di alcolici offerte al circolo, a sconto di punizioni non comminate o di semplici sviste e distrazioni. O ancora l'omaggio di un piatto decorativo in metallo pregiato con incisi i nomi degli ufficiali del corso che si stava congedando, a ringraziamento del "crest" che il comandante di corpo offriva ai medesimi in ricordo del reparto. E varie regole non scritte connesse all'anzianità di servizio, sulla cui base venivano assegnati i servizi meno grati e si organizzavano le licenze o brevi assenze nel fine settimana senza autorizzazione formale.

Dopo il servizio di prima nominamodifica | modifica wikitesto

All'appressarsi del congedo tutti i sottotenenti di complemento, indistintamente, erano invitati dal loro comando a scegliere se limitarsi a completare il servizio di prima nomina, oppure concorrere per la "rafferma". A questo punto la "carriera" militare dei quadri di complemento prendeva due strade diverse.

Per i congedanti il grado poteva rimanere a vita quello di sottotenente, oppure, se dal giudizio del comandante di corpo risultavano almeno di normale affidamento, rientravano tra i candidati ad un futuro avanzamento al grado di tenente, non prima di tre anni dal congedo, e in tal caso la nomina veniva notificato dal Comando del Distretto di appartenenza, con valore retroattivo. Ciò poteva aprire la strada a futuri richiami per aggiornamento / avanzamento, a discrezione dell'Autorità oppure su base volontaria, a seguito di richiesta scritta da presentarsi al Distretto con appositi moduli.

Il massimo grado conseguibile, tramite ripetuti richiami, era quello di tenente colonnello (come del resto per gli ufficiali in SPE provenienti dal Complemento). Con la modifica del servizio militare e la graduale sostituzione della leva con professionisti, tali richiami si ridussero fino a scomparire, anche in considerazione del fatto che ufficiali con soli 15 mesi complessivi di esperienza (o pochi di più se precedentemente già richiamati), si sarebbero trovati, in caso di mobilitazione, ad inquadrare personale probabilmente più aggiornato e competente di loro.

Per i candidati alla rafferma, invece, l'accesso alla medesima mutò nel tempo. Inizialmente si poteva essere raffermati a tempo indeterrminato per i pochissimi posti, uno su 100, disponibili; oppure si poteva direttamente accedere al concorso in SPE. Successivamente, dagli anni ottanta, si poteva concorrere ad una rafferma di soli due anni, accessibile mediante concorso per titoli. Finiti i quali vi era la possibilità di tentare l'accesso in SPE mediante concorso.

La rafferma di due anni serviva, contemporaneamente, a sfruttare per più tempo l'esperienza di quadri già addestrati e ridurre il numero di nuovi corsisti, ma ebbe un effetto disastroso in termini di reinserimento lavorativo di quegli ufficiali che dopo quasi quattro anni di vita militare non avessero superato il concorso d'ammissione al SPE.

Terminato il terzo anno, ormai con il grado di tenente, per l'arruolamento definitivo nel servizio permanente (SPE) era necessario superare un concorso interno per titoli ed esami, a seguito del quale per un breve periodo gli ufficiali ex complemento venivano temporaneamente retrocessi al grado inferiore, per riallinearne la carriera a quelli provenienti dall'Accademia. Da ciò la consuetudine, per gli aspiranti SPE, di non sfoggiare mai la seconda stellina prima del concorso, vuoi per scaramanzia, vuoi ad evitare che qualcuno potesse pensare ad una retrocessione sanzionatoria.

Dopo la differenziazione tra ruoli normali e speciali, sopravvenuta negli anni novanta del XX secolo, i vincitori di questi concorsi vennero assegnati ai ruoli speciali. Il cambiamento si sovrappose alla graduale abolizione della leva in genere, sostituita da professionisti, e alla costituzione della moderna Riserva di Completamento e Riserva di Completamento Qualificata (o Selezionata), e chiuse un'era: infatti mentre gli ufficiali di complemento provenienti dai durissimi corsi AUC erano visti come "ufficiali operativi", il ruolo di Ufficiale della moderna riserva di Completamento è più virtuale che reale, mentre quello della Qualificata/Selezionata, aperta solo ai detentori di lauree o esperienze professionali particolari, è percepito in modo diverso, comparabile nell'ambito civile a quello di lavoro a chiamata, con contratto a progetto o a tempo determinato. La formazione prevede un brevissimo corso di addestramento formale e normativo, la nomina diretta a tenente ( e gradi superiori) e brevi incarichi per esigenze contingenti, anche in scenari internazionali.

Il Complemento nelle FF.AA. e Armimodifica | modifica wikitesto

Aeronautica Militaremodifica | modifica wikitesto

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ufficiale pilota di complemento.

Per quanto riguarda l'Aeronautica Militare, il corso AUC si svolgeva presso la Scuola allievi ufficiali a Firenze, che essendo nella stessa sede della allora Scuola di guerra aerea, veniva identificata dalla sigla SAAM-SGA. La sede è rimasta sempre la stessa dal 1924 fino al 2004, anno di sospensione in Italia del servizio militare obbligatorio. La durata del corso di formazione era di 3 mesi, al termine dei quali si veniva nominati sottotenenti e inviati presso i reparti per i successivi 12 mesi di servizio di prima nomina.

Una categoria a parte era ed è tuttora costituita dagli ufficiali piloti di complemento. Si tratta di ufficiali che cominciando come allievi, detti in sigla AUPC, un percorso di selezione e formazione, devono conseguire il brevetto di pilota militare, pena la dimissione d'autorità dalla forza armata. Una volta conseguito il brevetto, questi ufficiali sono vincolati da una ferma obbligatoria attualmente di 12 anni, durante i quali fanno parte del ruolo naviganti speciale dell'Arma Aeronautica.

Esercito e Carabinierimodifica | modifica wikitesto

Per l'esercito italiano, fino agli anni settanta il corso allievi ufficiali di complemento (AUC) contava circa 1.300 partecipanti (per l'Esercito); ogni tre mesi iniziava un corso AUC, come già accennato inizialmente ripartito in fasi e sedi diverse (corso generico e specialistico, già col grado di sergente), successivamente durava sei mesi (poi ridotto a cinque) e si tenne presso diverse località e caserme, secondo le diverse armi, specialità ed epoche di svolgimento:

Al termine del corso si veniva nominati sottotenenti e assegnati a una nuova destinazione per la durata di 10 mesi, cioè fino al termine del periodo di ferma di quindici mesi.

Accedendo ai corsi AUC dell'Esercito, era possibile aspirare a svolgere il servizio di leva come ufficiale di complemento anche presso i l'Arma dei Carabinieri. Si poteva fare domanda già in fase di selezione al corso AUC, elencandola nelle tre preferenze di rito, ripresentar la domanda corso durante, affrontare un nuovo test attitudinale scritto ed un colloquio (analoghi a quelli della precedente selezione) e se selezionati, in base ai titoli con cui erano stati ammessi al corso, al loro rendimento durante la prima parte del medesimo, ai colloqui condotti dagli ufficiali selettori recatisi in visita presso le famiglie di provenienza, transitavano alla Scuola di Applicazione di Roma per terminare l'addestramento nell'Arma e ottenere la nomina a sottotenente; dopo un corso di complessivi tre mesi venivano poi inviati presso i reparti.

Marina Militaremodifica | modifica wikitesto

Per quanto riguarda la Marina Militare, il corso AUC si svolgeva presso l'Accademia Navale di Livorno e gli istruttori addetti all'inquadramento militare erano gli aspiranti guardiamarina dei ruoli normali. La durata del corso di formazione era di circa 3 mesi. Dopo gli esami propedeutici per i vari corpi e gli esami comuni, si era destinati ai comandi o enti per un tirocinio di almeno 90 giorni rivestendo il grado di aspirante guardiamarina. Successivamente agli esami pratici, si veniva nominati guardiamarina. Solitamente, se idonei, si portava a termine la ferma nello stesso comando o ente, per un totale di 18 mesi dalla chiamata alle armi.

Guardia di Finanzamodifica | modifica wikitesto

Una aliquota di personale di leva era prevista anche per la Guardia di Finanza, di solito venivano banditi un centinaio di posti per sottotenente di complemento riservati a laureati in Economia e Commercio, Giurisprudenza o Scienze politiche.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ I Piani di Studio, su marina.difesa.it. URL consultato il 26 maggio 2007.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Ilari Virgilio, Storia del servizio militare in Italia, 5 voll., Roma, Rivista militare - Centro militare di studi strategici, 1989-1991.
  • Quirico Domenico, Naja. Storia del servizio di leva in Italia, Milano, Mondadori, 2008, ISBN 978-88-04-57598-6.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto